ghigliottina

il cittadino Vittorio Sgarbi, può comportarsi e comunicare come meglio crede, … MA deve essere altrettanto inequivocabilmente chiaro che per l’Assessore della Regione Siciliana per i beni culturali e l’identità siciliana, Vittorio Sgarbi, questo non è politicamente ed istituzionalmente ammissibile ed accettabile. Egli rappresenta l’intero popolo siciliano, che pretende ed esige, dai propri rappresentanti, l’assolvimento dell’alto compito cui sono demandati, così come comandato dall’art. 54 della nostra Costituzione, con disciplina ed onore, il che impone, da rappresentanti delle più alte istituzioni siciliane, che si attengano sempre ad un comportamento sobrio, derivante dall’importante ruolo cui il popolo siciliano li ha, anche quando, come nel caso dell’Assessore Vittorio Sgarbi, indirettamente delegati. Ma soprattutto, nel momento in cui, con il giuramento, si diventa rappresentanti del popolo e dei cittadini siciliani, lo si diventa e lo si rimane sempre, sia che ci si trovi a Palermo, sia che ci si trovi nella propria abitazione, sia che ci si trovi in campagna elettorale in giro per l’Italia.   (m5s-ARS)

@Comunità Siciliana TerraeLiberAzione – sottoscriviamo.   *La Regione è “siciliana”, non “Sicilia” (non è un dettaglio).

XVII – LEGISLATURA

MOZIONE (MoVimento Cinque Stelle- ARS)

Censura all’Assessore ai beni culturali ed all’identità siciliana

L’ASSEMBLEA REGIONALE

PREMESSO CHE

     L’art. 54 della Costituzione della Repubblica Italiana impone a chiunque siano affidate funzioni pubbliche, di adempiere ad esse con disciplina ed onore.

L’art. 9 comma 2 dello Statuto siciliano cita che: il Presidente della Regione nomina e revoca gli assessori.

L’art. 290 del Codice Penale cita: “Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo o la Corte costituzionale o l’ordine giudiziario è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000”.

I Beni Culturali rappresentano per la Regione Sicilia uno dei settori fondamentali per lo sviluppo economico dell’isola e per un quanto mai auspicato rilancio occupazionale. La promozione, il rilancio, la crescita ed il corretto sfruttamento del patrimonio culturale dipende anche e sopratutto dalle scelte politiche operate nell’ottica della migliore valorizzazione dello stesso. Dunque l’operato e le strategie adottate dall’ Assessore ai Beni culturali risultano fondamentali ai fini dello sviluppo e della crescita del settore turistico, direttamente legato ai beni culturali e più in generale allo sviluppo economico e sociale dell’intera isola.

Che sono in capo all’Assessore ai beni culturali ed all’identità siciliana le seguenti competenze : la tutela, il restauro, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale, del patrimonio architettonico, del patrimonio archeologico, del patrimonio architettonico storico, moderno e contemporaneo, del patrimonio artistico storico, moderno e contemporaneo, del patrimonio bibliografico, del patrimonio demoetnoantropologico della Regione Siciliana. La catalogazione, la tutela e la pianificazione territoriale del paesaggio, la protezione civile del patrimonio culturale, il controllo e vigilanza degli enti e degli organismi strutturali.

L’identità siciliana è da sempre legata al passato ed alla storia della nostra isola, è la risultante di processi di integrazione di culture sempre nuove su percorsi antichi. E la Sicilia, ed i siciliani, proprio per questo motivo, hanno sviluppato una accentuata quanto particolare attitudine al rispetto, al dialogo, all’integrazione.

L’identità siciliana è dunque sedimentazione di identità, che esprimono una convergenza di culture diverse, forse unico nella storia. Una miscela di culture, di identità, di percorsi, capace di generare a sua volta cultura, identità ma soprattutto capace di indicare percorsi nuovi, da secoli improntati al rispetto, alla dignità, all’onore.

CONSIDERATO CHE

Fin dal giorno del giuramento come Assessore della Regione Siciliana, Vittorio Sgarbi si è contraddistinto per un uso costantemente lesivo della dignità e dell’onore del popolo siciliano ma anche un uso violento, offensivo e denigratorio degli strumenti di comunicazione, specialmente per quanto riguarda la parte legata ai cosiddetti “Social Media”. Giusto a titolo di esempio, è facile imbattersi sul “web” in numerose foto in cui l’Assessore regionale ai beni culturali ed all’identità siciliana, è ritratto nudo, sul letto, nel bagno di casa, restituendo all’opinione pubblica una immagine oltremodo lesiva della dignità e irrispettoso dei cittadini siciliani che egli, da componente il Governo regionale, istituzionalmente dovrebbe rappresentare con disciplina ed onoreSempre a titolo di esempio, in un post su facebook del 14 febbraio 2018 l’Assessore regionale ai beni bulturali ed all’identità siciliana afferma, riferendosi alla sig.ra Strada, figlia del noto medico, fondatore di Emergency, Gino Strada, che “può stare tranquilla: non troverà fascista che voglia fare sesso con lei, e tanto meno riprodursi in lei; non vorranno darle una gioia, sacrificandosi. La figa è un’altra cosa, e non ha orientamento politico. Per questo faticherà a trovare anche comunisti disposti a fare sesso con lei. Diciamo che la questione non è politica, e finirei qui.”

Una apoteosi sessista indegna di un rappresentante del governo e del popolo siciliano, in cui la disciplina e l’onore sono lontane dall’essere palesate.      Innumerevoli sono per altro i video in cui l’Assessore regionale ai beni culturali ed all’identità siciliana, Vittorio Sgarbi, inveisce con un turpiloquio degno della peggiore bettola, con parolacce, con epiteti e con frasi che vanno ben oltre la normale critica politica e che nulla hanno a che fare con l’atteggiamento goliardico e canzonatorio ma sfociano senza freno alcuno nel territorio della mala educazione e della cattiva creanza.

Con atteggiamenti e modi fortemente offensivi e lesivi della dignità e dell’onore, sia contro i cittadini elettori del Movimento 5 Stelle, sia contro gli attivisti, i militanti ed i portavoce del Movimento 5 Stelle, sia direttamente, contro l’On. Luigi Di Maio, nella qualità di Vice Presidente della Camera dei Deputati, infrangendo in modo incontestabile l’art. 290 del Codice Penale, sia nella qualità di candidato alla Presidenze del Consiglio dei Ministri per il Movimento 5 Stelle e sia nella qualità di avversario diretto dello stesso Vittorio Sgarbi, nel collegio uninominale di Acerra alle recenti elezioni del 4 marzo u.s.

Deve essere inequivolcabilmente chiaro che il cittadino Vittorio Sgarbi, può comportarsi e comunicare come meglio crede, assumendosene le responsabilità proprie di qualsiasi cittadino. Deve essere inequivocabilmente chiaro che il candidato Vittorio Sgarbi, può offendere, dileggiare, diffamare e denigrare chiunque come meglio ritiene opportuno, assumendosene anche in questo caso le responsabilità personali derivanti. Ma deve essere altrettanto inequivocabilmente chiaro che per l’Assessore della Regione Siciliana per i beni culturali e l’identità siciliana, Vittorio Sgarbi, questo non è politicamente ed istituzionalmente ammissibile ed accettabile. Egli rappresenta l’intero popolo siciliano, che pretende ed esige, dai propri rappresentanti, l’assolvimento dell’alto compito cui sono demandati, così come comandato dall’art. 54 della nostra Costituzione, con disciplina ed onore, il che impone, da rappresentanti delle più alte istituzioni siciliane, che si attengano sempre ad un comportamento sobrio, derivante dall’importante ruolo cui il popolo siciliano li ha, anche quando, come nel caso dell’Assessore Vittorio Sgarbi, indirettamente delegati. Ma soprattutto, nel momento in cui, con il giuramento, si diventa rappresentanti del popolo e dei cittadini siciliani, lo si diventa e lo si rimane sempre, sia che ci si trovi a Palermo, sia che ci si trovi nella propria abitazione, sia che ci si trovi in campagna elettorale in giro per l’Italia.     

Per ultimo, ma non meno importante, risultano le dichiarazioni rilasciate dall’Assessore regionale ai beni culturali e dell’identità siciliana, Vittorio Sgarbi, subito dopo lo svolgimento delle elezioni del 4 marzo u.s. in cui i cittadini del meridione di Italia vengono identificati in blocco come nullafacenti, ignoranti e sfaccendati: “parte improduttiva del paese”, dichiarazioni che infliggono un ulteriore colpo alla credibilità dell’Assessore Sgarbi ma soprattutto infliggono un ulteriore colpo alla sua capacità di rappresentare istituzionalmente, con disciplina ed onore, l’identità siciliana.

In questo senso occorre arrivare persino a rivalutare l’operato del Presidente On. Crocetta, che nel Marzo del 2013, per una sola frase di tono non dissimile dalle innumerevoli pronunciate da Vittorio Sgarbi, non esitò ad allontanare prontamente l’allora Assessore regionale al turismo, Franco Battiato, definendo la frase stessa “grave ed inaccettabile, lesiva della dignità delle istituzioni, avendo violato la sacralità delle stesse”.

Atteggiamento ben diverso da quello tenuto oggi dall’attuale Presidente della Regione. Infatti fa specie ed addolora, che la risposta del Presidente On. Musumeci, rilasciata in occasione della conferenza stampa per i 100 giorni del suo governo, in data 8 marzo 2018, sia semplicemente: “Io non sono la badante di Sgarbi. Ognuno dice quello che dice e se ne assume la responsabilità”. Le responsabilità sono anche di carattere politico, oltre che istituzionale e laddove se ne riscontrasse la presenza, anche civili e penali e le responsabilità politiche ed istituzionali sono più che mai in carico anche al Presidente della Regione.      Ciò non di meno appare necessario sottolineare ed evidenziare come le mancanze e le inadempienze imputabili all’Assessore Regionale ai beni culturali e l’identità siciliana non si limitano al solo comportamento “sociale” ma sono sopratutto mancanze ed inadempienze legate all’attività amministrativa propria dell’assessorato dallo stesso diretto. Infatti occorre evidenziare, ad esempio, come, secondo la visione dell’Assessore regionale ai beni culturale ed all’identità siciliana, Vittorio Sgarbi, il rilancio del patrimonio culturale siciliano si traduce nello spostamento della celebre statua raffigurante la Dea di Morgantina, restituita alla Sicilia, dopo un lungo contenzioso, col Paul Getty Museum di Malibù, presso il Quirinale a Roma, dimenticandosi o facendo finta di dimenticarsi che la statua rientra tra le opere inamovibili del patrimonio culturale siciliano così come previsto dalla delibera della Giunta Regionale n. 155 del 22 aprile 2013 in cui si condivide la direttiva predisposta dall’allora Assessore ai beni culturali ed all’identità siciliana, recante “Limiti all’uscita temporanea dei beni culturali siciliani” e nella quale è chiaramente indicata la Dea (c.d. Venere) da Morgantina, Museo Archeologico Regionale, Aidone, tra i beni culturali siciliani cui è vietata, anche solo in maniera temporanea, l’uscita dal territorio della Regione. Proposta di spostamento per altro annunciata in aperto ed evidente contrasto con il pensiero dello stesso Presidente On. Musumeci che in data 31 marzo 2016, allora membro dell’opposizione all’Assemblea Regionale Siciliana, si scagliava contro l’autorizzazione da parte del Governo Crocetta allo spostamento dell’Annunciata di Palermo di Antonello da Messina, nell’ambito della mostra “Mater” che avrebbe condotto il quadro a Torino, Roma e Milano. Chiare le parole di allora dell’On. Musumeci: “Anziché avviare il sistema dei Parchi archeologici previsto dalla legge Granata e sperimentato con successo ad Agrigento e dei Musei dotati di autonomia gestionale e finanziaria, il Governo regionale apre nuovamente e incredibilmente ai prestiti delle nostre principali opere d’arte e dei nostri più importanti reperti. È una scelta che giudichiamo priva di senso e rischiosissima per il nostro patrimonio artistico”.

In definitiva ed analizzando l’operato dell’Assessore regionale ai beni culturali ed all’identità siciliana, al netto delle continue dichiarazioni riguardanti la possibilità o meno di proseguire il proprio mandato assessoriale, quasi che amministrare i beni culturali nella nostra regione sia un compito da effettuare a “tempo perso” o con la “data di scadenza”, possiamo riassumere 3 mesi di governo dell’Assessore ai beni culturali ed all’identità siciliana, Vittorio Sgarbi, nell’aver dato mandato all’amministrazione regionale di acquisire al patrimonio regionale il castello di Schisò, un edificio del XIII secolo che si affaccia sulla baia di Giardini Naxos, decisamente un pò poco per le immense necessità di buone pratiche e di buona amministrazione di cui abbisognano i beni culturali in Sicilia.        Occore infine sottolineare e porre risalto al fatto che, nonostante l’impietoso esito del confronto elettorale nel collegio uninominale di Acerra alle recenti elezioni del 4 marzo u.s. che hanno visto l’attuale Assessore regionale ai beni culturali ed all’identità siciliana, Vittorio Sgarbi, uscire pesantemente sconfitto nel confronto con il candidato del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, lo stesso Vittorio Sgarbi è risultato eletto alla camera dei Deputati, grazie al paracadute del collegio plurinominale Emilia Romagna 02 e che quindi l’Assessore regionale ai beni culturali ed all’identità siciliana si troverà ad essere impegnato sia sul fronte amministrativo, come Assessore regionale, che politico, come componente della Camera dei Deputati e che quindi non avendo certo brillato per presenza in questi primi tre mesi di legislatura non potremmo che ipotizzare di avere un Assessore costantemente impegnato altrove e questo i Beni Culturali siciliani non possono assolutamente permetterselo. Per cui, per quanto sopra esposto si

ESPRIME CENSURA

nei confronti dell’Assessore ai beni culturali ed all’identità siciliana, Vittorio Sgarbi, chiedendo la sua immediata sostituzione allo scopo di evitare che dal protrarsi del suo comportamento contrario ai principi stabiliti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, dal Codice di procedura penale e dalla semplice e normale buona creanza e buona educazione, possa nascere nocumento morale e lesivo dell’onore e della dignità del popolo siciliano, nonché dal protrarsi della inefficienza e del disinteresse mostrato per la gestione degli affari e degli interessi della regione siciliana, legati all’assessorato da esso amministrato, possano derivare danni irreversibili per la nostra regione.

INVITA QUINDI IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

a prendere atto della avvenuta censura ed a provvedere senza indugio alcuno alla rimozione immediata ed alla sostituzione dell’Assessore ai beni culturali ed all’identità siciliana, Vittorio Sgarbi.

Siragusa Salvatore

Cappello Francesco

Tancredi Sergio

Zafarana Valentina

Cancelleri Giovanni Carlo

Campo Stefania

Ciancio Gianina

Foti Angela

Di Caro Giovanni

De Luca Antonio

Mangiacavallo Matteo

Marano Jose

Palmeri Valentina

Trizzino Giampiero

Schillaci Roberta

Sunseri Luigi

Pagana Elena

Di Paola Nunzio

Pasqua Giorgio

Zito Stefano

10881706_10202310365479544_4835014791711375385_n

Comunicato. 8 MARZO 2018.

Chiediamo l’immediata RIMOZIONE dell’on. SGARBI dall’incarico di assessore regionale alla cultura in Sicilia.

PER OFFESE E LESIONI GRAVI AL POPOLO SICILIANO E AL BUON SENSO.

Va cacciato dalla Sicilia (=cariche pubbliche). punto. – ci basta questo.

Fatelo o qualcuno provvederà diversamente.

@La comunità siciliana TerraeLiberAzione.

dal quotidiano LA SICILIA.
Sgarbi ha detto: «Quelli che ha avuto il M5S non sono voti veri, sono voti di protesta di una parte d’Italia non produttiva che aspetta il reddito di cittadinanza». Sono «esternazioni indecenti e insopportabili» per la capogruppo del M5S all’Ars, Valentina Zafarana. Furiosi i sicilianisti: «Chiediamo l’immediata rimozione di Sgarbi dall’incarico di assessore alla Cultura per offese e lesioni gravi al popolo siciliano e al buon senso. Fatelo o qualcuno provvederà diversamente”, dice Mario Di Mauro leader di “Terra e Liberazione”.

http://www.lasicilia.it/news/politica/145462/sgarbi-attacca-la-sicilia-parassita-musumeci-non-sono-la-sua-badante.html

 

Annunci