Terra e Liberazione Niscemi2 001TerraeLiberAzione 

copCANEPA

Lo Statuto “siciliano” nasceva, sulle macerie della seconda

Guerra Mondiale e come pompiere della sacrosanta

Rivolta per l’Indipendenza, il 15 Maggio

1946 (Regio Decreto Lgt. N°455).

E’ spirato, insieme al suo ultimo organo

vitale funzionante, il Consiglio di Giustizia

Amministrativa –alla vigilia del

70°- il 6 Maggio 2016. Il C.G.A. si suicida

depositando la sua stessa Sentenza

definitiva sulla più complessa questione

che abbia mai affrontato fi n dal suo primo

insediamento: IL MUOS FA BENE

ALLA SALUTE. LO DISSERO DA

WASHINGTON, LO SOTTOSCRISSERO

A ROMA. Questa STORICA

SENTENZA SUICIDA è stata scritta

-de facto- dalla sezione “United States

European Command Offi ce of Defense

Cooperation” dell’Ambasciata degli Stati

Uniti d’America a Roma. I dati pare

siano stati prodotti dal mitico “Space and

Naval Warfare System Center”. E’ un

tragicomico copia&incolla, che seppellisce

col C.G.A. anche lo Statuto del 1946,

quel poco che ne rimaneva in vigenza.

Mai rilevato niente del genere, neanche in

Uganda. Quanto a ROMAfia Capitale…

 

Non è stata una vita facile la sua. Lo

Statuto della Sicilia italiana (che non

menziona del tutto il Popolo Siciliano)

nasce sulle macerie della seconda G.M.,

come pompiere della sacrosanta Rivolta

per l’Indipendenza. Insomma, nasce “reazionario”,

supera l’infanzia (la buona

prima Legislatura del suo “Parlamento

più antico del Mondo”). Poi cominciano

i problemi: i congelamenti e gli espianti

di Organi e funzioni nell’assenza di Forza

Mentale che lo tutelasse, per quel poco

che valeva.

Fu una Sfinge, un ircocervo: per metà Stato

per metà Provincia. Sviluppista e Riparazionista.

A legislazione esclusiva, usata

per farsi male; e concorrenziale per ricattare

ROMAfia Capitale.

La Regione della borghesia coloniale

della Sicilia italiana è stata una Macchina

formidabile di controllo e coesione

sociale, sebbene priva di autentica forza

mentale nella società isolana. In effetti,

Palermo è lontana…e i treni veloci non

si devono fare. La città di Palermo è la

Regione. Punto.

La “costituzione formale” -negli anni Sessanta- cede alla

“costituzione reale”, che è quella del

“compromesso moderato” con ROMAfia

Capitale: consenso sociale (ed elettorale)

in cambio di riciclaggio clientelare di

spesa pubblica, sostenuto però, in larga

misura, dal gettito contributivo siciliano e

dalle rimesse dei nostri emigrati in Padania

e Germania, in Belgio e in Svizzera.

Il proletariato esterno –con i suoi sacrifici

operai- ha salvato la Sicilia, non “Mamma

Regione” che dilapidava e riciclava,

costruendo un blocco sociale parassitario,

che è l’unica sua eredità.

Il ceto politico siciliano ha una sola fortuna:

è espressione di una massa informe

sprofondata nell’alienazione coloniale e

priva di anticorpi.

Un ciclo politico lungo 70 anni si chiude,

un altro, n/europeo, se ne apre. E’ un

cambio di quinte su una invariante scena

tragica. Show must go one!. Lo spettacolo

coloniale della sicilietta italienata al Tempo

del MUOStro e del Protettorato di Bruxelles,

un DOM, Dominio d’Oltre Mare,

un’Isola del Tesoro per la Flotta corsara

dell’Imperialismo NORDICO. Il Vento

siciliano ce l’hanno già in poppa, le Acquedolci

ce le rivendono “a 18 volte per

40 anni”. Trivelle e Inceneritori: il PD

mercenario di Faraone spalancherà porte

e portoni: lo ha detto, almeno è stato leale.

Se la lava valesse di più si smonterebbero

anche l’Etna.

Nelle nebbie dell’Autonomia vigilata (da

Roma e Washington + GLADIO) vigeva

una “costituzione materiale”, che assunse

la forma ben negoziata del “compromesso

moderato” fondato apertamente sullo

scambio tra “coesione sociale” nel consenso

tricolorato e riciclaggio clientelare

di spesa pubblica.

Fu l’epopea dell’Ascaro, il notabile democristiano&C., che

a ROMAfi a non ci andava per svendere

le Casse regionali, come un Crocetta

qualunque, ma si presentava con milioni

di voti (e la pistola carica). A modo loro

furono grandi interpreti del brokeraggio,

dell’intermediazione della dipendenza

coloniale della sicilietta italienata. Non

furono solo grandi redistributori di risorse,

ma capaci di visioni sofisticate nella

manutenzione dell’Ascensore sociale e di

vere e proprie operazioni di “ingegneria

sociale”. Fino all’invenzione della “forestale

amazzonica”, dell’Art.23 nei Comuni

senza più concorsi, del mega 118 senza

ambulanze, dei corsi di formazione senza

formati.

Alcuni di loro provarono –in epoche

diverse- ad alzare uno sguardo oltre il

recinto di questa Riserva Indiana. Sono

stati ammazzati o neutralizzati regolarmente.

La retorica del “Laboratorio”, tra

larghe intese e unità autonomistiche, fu

solo fumo nelle nebbie di uno Spettacolo

coloniale, inscenato sulle quinte della

“Region 1”: l’Autonomia Vigilata non

ammette esperimenti. GLADIO li scanna.

La Sicilia è peggio

di Portorico: laggiù almeno lo sanno di

essere una COLONIA. Nessuno lo nasconde.

Al Tempo del MUOS e del “protettorato

coloniale” di Bruxelles –nello spaccio

di spot e fondi n/europei che non sposteranno

il PIL di un solo punto- ci resta

solo –nella recita Maf.&Antimaf- “una

borghesia mercenaria inutile e nociva…

che non arriva più a strappare concessioni

spettacolari” (F. Fanon,“Disavventure

della coscienza nazionale”).

Si stanno scannando in vista della quotazione

in Borsa della SAC-Fontanarossa

in una Battaglia dell’Aria che si combatte

da anni nelle CamCom e nei traffici di influenze in cui sta sprofondando il Partito

dell’Ordine Antimaf in versione confindustriale.

Nessuno di loro possiede aerei,

né alberghi, né altro. Trafficano influenze

e posizioni sull’Ascensore sociale. Più o

meno di contrabbando.

Anche nella Battaglia dell’Aria che

vede già il nostro Cielo popolato di droni,

compagnie straniere e santi che non funzionano.

Ecco, questo è un CAMPO DI

BATTAGLIA PROLETARIA per la SOVRANITA’

SICILIANA. IL NEMICO

avrà pure le sue logge e cosche, le sue

cricche e i suoi ”quartierini”: ma è una

CLASSE SOCIALE, con una sua storia e

una sua precisa funzione in questa storia.

L’unica via di uscita dal circolo vizioso

della dipendenza neocoloniale che

strozza il Popolo Siciliano e ne disperde

le Energie vitali nello spreco e nella

COERCIVE ENGINEERED MIGRATION

coincide, senza equivoci e tatticismi

di alcun genere, col Cammino Operaio

e Contadino verso la piena Sovranità

della Sicilia nel Mondo del Secolo XXI.

@tratto da: 15 maggio 2016- TerraeLiberAzione –Dichiarazione di Niscemi.

 

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