CORSICA ORA

Indipendentismo e lotta sindacale in Corsica. Intervista a Jean-Luc Morucci.

Il 31 dicembre si sono concluse in Corsica le elezioni sindacali dei rappresentanti nelle piccole imprese. Il sindacato dei lavoratori corsi (STC) ha vinto con il 52%. Si conferma, così, la continua crescita e la radicalizzazione territoriale di un sindacato attento sia alla difesa degli interessi immediati dei lavoratori, sia alla lotta di liberazione nazionale. Abbiamo intervistato Jean-Luc Morucci, dirigente del STC, per saperne di più sulla sua organizzazione sindacale e sul rapporto tra la lotta per l’indipendenza e quella per l’emancipazione dei lavoratori.

1) Quale è l’attività di un sindacato indipendentista corso? Perché nasce e come si raffronta con l’attività dei sindacati francesi?

L’attività del Sindicatu di i Travagliadori Corsi è quella di un vero sindacato che aiuta i lavoratori a difendere i propri interessi, mobilitarsi, solidarizzare con la lotta degli altri lavoratori, in vista della liberazione sociale, e con quella di tutto il popolo, in vista della liberazione nazionale. Il STC nasce nel 1984, dopo che i militanti nazionalisti hanno consumato l’esperienza all’interno dei sindacati francesi. Quei sindacati difendono, e non sempre in modo efficace, gli interessi immediati dei lavoratori, ma senza tenere in conto la dimensione collettiva della lotta del popolo corso; essi hanno una concezione “giacobina”, secondo la quale i corsi sono parte del popolo francese, di cui rappresentano semplicemente una varietà culturale più o meno folkloristica. Pertanto non considerano il STC un sindacato, ma un gruppo politico: i fatti, le elezioni sindacali, danno loro torto…
Il sindacato è una organizzazione nata dalla volontà della direzione politica del movimento nazionalista di occupare tutti i terreni della lotta, politica, culturale, economica, sociale; l’obiettivo è di costruire strumenti adatti, “contro-poteri”, per permettere al popolo corso di disporre di se stesso, (ri)conquistare la sovranità, esercitare il diritto all’autodeterminazione. In questa prospettiva strategica, il diritto all’autodeterminazione non consiste nell’organizzazione di un semplice referendum per rimanere francese o rendersi indipendente: all’indipendenza non si arriva con un voto. Infatti, i legami di dipendenza hanno fatto del nostro popolo un popolo dominato, colonizzato, che non è in condizione di scegliere in piena libertà. Il diritto all’autodeterminazione si deve conquistare, costruire, in un processo per il quale e nel quale i nazionalisti hanno il compito di aiutare il popolo a dotarsi di tutti gli arnesi necessari a determinare il proprio destino, in particolare sul piano istituzionale, senza che si deleghi ad altri la scelta di autonomia, indipendenza o altro.

2) Quale è la situazione attuale del movimento dei lavoratori corsi rispetto alla crisi ed alla “loi travail”?

La situazione non è mai stata facilmente gestibile; per questo abbiamo costruito il sindacato nelle piccole imprese e nelle microregioni, terreni su cui nessun sindacato era mai intervenuto. Il codice del lavoro permetteva di applicare ad una impresa le regole del settore professionale, la cosiddetta “convenzione collettiva”. Con la “loi travail” queste regole sono state rovesciate: l’accordo firmato all’interno di un’impresa si sostituisce alla convenzione, per cui sarà più facile per esempio abbattere il costo del lavoro!
Ci sono state molte manifestazioni contro la “loi travail”, ma i sindacati francesi non hanno permesso al movimento di andare molto lontano: la CFDT (Conférédation Francaise Démocratique du Travail) ha sostenuto il governo e gli altri sindacati non hanno appoggiato lo sciopero generale, unico mezzo per bloccare la legge.

3) Cosa è cambiato per i lavoratori con la vittoria nazionalista corsa alle ultime elezioni regionali?

La vittoria dà ai lavoratori corsi una rappresentanza politica attenta ai loro problemi. Il sindacato ha sempre evidenziato il legame tra la condizione concreta dei lavoratori, i loro diritti e il futuro dell’isola. In molti campi le nostre rivendicazioni sono sempre più tenute in conto. Siamo una forza propositiva nella elaborazione di accordi collettivi regionali più vantaggiosi di quelli nazionali, nell’utilizzo della lingua corsa come mezzo d’integrazione.
 Il STC adesso è il primo sindacato in ogni elezione sindacale; si è affermato sia nel settore privato sia nelle tre funzioni pubbliche: territoriale, statale e ospedaliera. Per queste ragioni i lavoratori lo riconoscono come strumento di lotta. Tuttavia abbiamo ancora tanti problemi irrisolti…

4) Come si combina il cammino verso l’indipendenza con la lotta sindacale classica, sui posti di lavoro?

La società corsa è dominata dal “clanismo”: ciò significa che il lavoro è considerato una merce di scambio, un compenso per i voti del “clan”. I rapporti di lavoro si manifestano perciò come rapporti di dipendenza; chi dà il “posto”, sia esso un politico o un datore di lavoro, appare come colui che detiene il potere quasi per legge di natura. Per il sindacato, la strada è chiara: questa relazione di dipendenza va trasformata in una relazione regolata da un contratto che prevede mutui diritti e doveri. Dall’inizio, il STC ha considerato il Codice del Lavoro come un piccolo “libretto rosso” rivoluzionario. Esso prevede la creazione di sezioni, la nomina di delegati sindacali, l’elezione dei “delegati dei lavoratori” e dei rappresentanti operai nei comitati. Il STC è radicato nelle microregioni, anche dove non esiste alcuna tradizione sindacale; cosi, il suo sviluppo ha valore strategico in quanto implica la costruzione di contropotere.

5) Quale è il percorso di “liberazione sociale” che proponete, in altre parole che “modello di società” avete in mente?

Impegnato nella battaglia quotidiana per difendere concretamente gli interessi materiali e morali dei salariati, il nostro sindacato aiuta il lavoratore a prendere il proprio posto nella società. Il STC sostiene che una persona che si guadagna la vita col proprio lavoro, non deve niente a nessuno e gode di diritti che vanno rispettati. Alla umiliazione di chi si sente “obbligato” ad altri e che perciò non può che tacere, la lotta sindacale rivendica la possibilità di affermare la dignità del lavoratore, di chi vende la propria forza di lavoro negoziandola al meglio del rapporto di forza che, all’interno della sua categoria sociale, è in grado di imporre.
 Il sindacato si rivolge a tutti i lavoratori qualunque sia “la loro opinione politica, filosofica o religiosa, e la loro origine etnica” (art. 2.1 dello Statuto). Non si tratta di una posizione ideologica ma di una considerazione concreta, per la quale il lavoro costituisce il fondamento della vita sociale. Rivendicando il lavoro come un diritto, lottando per l’adeguamento degli stipendi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, i lavoratori dimostrano di essere socialmente responsabili; mostrano di essere gli attori dello sviluppo del paese e di giocare un ruolo propulsivo per l’intera società.
 La liberazione sociale e la liberazione nazionale sono legate e complementari.

terradicembre2016terraeliberazionedicembre2016

CORSICA ORA

Fronte di Liberazione Nazionale della CORSICA – “22 Ottobre”

(riceviamo-traduciamo e diffondiamo)

@redazione di TERRAELIBERAZIONE.

A POPULU FATTU

La lotta di liberazione nazionale non è terminata

Avere intrapreso un processo di demilitarizzazione progressiva non significa chiudersi nel silenzio o addirittura abdicare davanti l’intransigenza dell’attuale potere francese.

Dalla sua nascita il F.L.N.C. ha seguito da vicino i conflitti internazionali. Da più di 4o anni noi condividiamo con i popoli colonizzati nel mondo la stessa speranza di riconoscimento e libertà.

Oggi, una gran parte del nostro pianeta attraversa un periodo tumultuoso e per quanto ci riguarda i Corsi non resteranno in silenzio.

La recrudescenza degli attentati legati allo stato islamico che conta più di 500 morti in tutto il mondo, l’allargamento geografico del loro campo d’azione e la volontà di colpire più duramente la Francia ci porta ad una presa di posizione sia come corsi che come militanti politici.

Tuttavia sottolineiamo la nostra più profonda compassione a tutte le vittime delle città di Nizza, Baghdad, Ansbach, e St Etienne du Rouvray recentemente colpite.

La Corsica che è ancora considerata per il modo politico internazionale come un territorio francese e la Francia e i paesi occidentali i più sotto mira dal Daesh dopo gli Stati Uniti; questo significa chiaramente che il nostro territorio può essere di fatto attaccato domani da una o più azione dello “Stato Islamico”.

Abbiamo tre messaggi da inviare :

 

Messaggio ai musulmani di Corsica :

In tutto il mondo voi siete le prime e principali vittime della barbarie jihadista. In Tunisia, in Bangladesh, a Istanbul, a Baghdad ed anche a Nizza dove il 40% delle vittime sono musulmane.

Nel nostro paese avete, come noi, evitato l’orrore degli attentati. Sappiate che se questo dovesse accadere i folli fanatici non vi risparmieranno. Piuttosto siete un obbiettivo primario in quanto vi trovate in quella che gli ideologi dello S.I. chiamano “zona grigia”. Vale a dire dove l’Islam coesiste     con le altre religioni. In una regione del mondo dove si trovano occidentali di confessione musulmana. E la “zona grigia” è l’obbiettivo prioritario del Daesh provando a creare una spaccatura tra l’Islam ed i non credenti in modo tale da permettere loro di ristabilire il Califfato, la sola struttura politica legittima per loro.

La presenza di musulmani in terra corsa rende ancora più elevato il rischio di conflitto. Se non siete responsabili dello stato di fatto, di sicuro non potete tirarvi fuori dalla situazione in cui vi trovate.

Musulmani di Corsica, voi condividete, dopo più di mezzo secolo, il nostro destino che vi pone nelle settimane, nei mesi e negli anni a venire ad affrontare una grande sfida: per vivere serenamente in pace nella nostra terra se necessario resistere con noi per sconfiggere i fanatici islamici assetati di sangue.

Resistere con noi significa che non ci attendiamo che voi rinneghiate le vostre origini o la vostra religione, significa invece prendere posizione: manifestando a nostro fianco contro il radicalismo islamico ed aiutando a sottrarci dalla tutela francese, segnalando derive da voi conosciute, di giovani tentati dal radicalismo, non ostentare simboli estremi religiosi (burka, nikab…) che marcano più le distanze che l’avvicinamento culturale necessario alla convivenza.

I nostri complimenti per le azioni dei responsabili dei culti musulmani di Balagne e di Bastia che non hanno permesso ai radicali di pregare sulla spiaggia di Bodri.

Il comune destino non è una parola vuota, ora più che mai abbiamo il dovere di far si che questo popolo, anche se piccolo nei numeri, riesca alla grande nel progetto di vita in comune.

E se lo “Stato Islamico” rivendica azioni nel nostro suolo, noi insieme possiamo vincerlo.

 

Messaggio agli islamisti radicali di Corsica

A voi predicatori di morte, imam radicali, a coloro che cercano di arruolare i giovani nel baratro del fanatismo, a coloro che cercano di sfruttare la miseria umana a seminare disperazione;

Nel 2014 la nostra organizzazione a incontrato i responsabili del culto musulmano di Ajaccio. Nel corso dell’incontro ci hanno rappresentato il loro timore nella crescente radicalizzazione, ma di avere tuttavia il controllo della situazione. Questo controllo, nel sud, lo hanno perduto. Quando si sono verificate le rivolte nel quartiere Imperatore di Ajaccio alla fine del 2015 abbiamo subito cercato di capire se questo è stato un incidente o una strategia di destabilizzazione. Senza ombra di dubbio, si tratta proprio di una strategia messa in atto da diversi giorni o addirittura da alcune settimane per testare la reazione del popolo corso.

L’aggressione ai vigili del fuoco è stata orchestrata da qualche pseudo pensatore mal aiutato da piccoli criminali senza spessore.

Questo ci ha permesso di capire la volontà dei salafiti che è chiaramente di mettere in piazza a casa nostra la politica del Daesh. E così ci siamo preparati.

Noi possiamo anche affermare che la nostra organizzazione nel mese di giugno ha bloccato un attentato sul nostro territorio in luogo pubblico molto frequentato.

Ma la vostra strategia del terrore di creare le condizioni per un confronto su larga scala ha già fallito, perché se c’è conflitto, sarà con voi e i vostri seguaci.

Le vostre teste pensanti possono essere, dopo la Siria o l’Iraq, dei geni istruiti, ingegneri, fisici o informatici, freddi e determinati e i vostri soldati in Corsica fanatici illuminati sanguinari, la nostra storia è stata ben tormentata per spaventarci di fronte a qualche oscurantismo. La vostra filosofia medioevale non ci fa paura. La confusione dimora nei deboli ed il popolo corso è forte. Forte di secoli di lotta, di avversità politiche, forte di terribili combattimenti e sofferenze patite. Forte di scelte politiche difficili che mai hanno trasbordato come voi nella barbaria.

Sappiate che ogni attacco contro il nostro popolo conoscerà una risposta determinata senza alcuna esitazione.

 

Messaggio allo Stato francese

Il mondo occidentale, con la Francia in testa, cerca senza successo a ripulirsi la coscienza dimenticando che è grandemente responsabile della catastrofe che noi viviamo. Eppure, dopo il 2003 e lo scandalo dell’amministrazione Bush in Iraq, dopo il rovesciamento di Gheddafi in Libia e la gestione caotica della crisi siriana, è stato necessario avvenisse un impatto in Europa e negli Stati Uniti. Per non parlare dell’Afghanistan e del Mali. Come immaginare che l’interferenza nei paesi arabi e africani con il pretesto di ripristinare la democrazia nel mondo non avrebbe causato una instabilità politica globale?

Oggi, la Francia è in guerra. Quasi 300 morti in meno di un anno.

Il Kurdistan è in guerra, guerra in Iraq, la Siria è in guerra dal 2011 con quasi 300.000 morti e milioni di profughi.

Bisogna che la Francia cessi la sua propensione a intervenire militarmente con la volontà di volere dare lezioni di democrazia a tutto il mondo, se vuole evitare che i conflitti che va seminando per il mondo non ritornino come un boomerang sul proprio suolo.

Gli algerini, i marocchini, i kanaks, i corsi, i baschi, i vietnamiti, i maliani….e tanti altri. Abbiamo tutti sofferto la colonizzazione della Francia e la sua schiera di umiliazioni attraverso i secoli.

È tempo che questo finisca per quanto ci riguarda, ci hanno fatto constatare a quale punto la democrazia è calpestata nella nostra terra (avvicinamento dei prigionieri, decisioni dell’Assemblea della Corsica ignorate,….) si può facilmente immaginare quale sia l’atteggiamento della Francia in tutto il mondo.

Se una tragedia si dovesse verificare a casa nostra lo Stato francese avrebbe una parte importante di responsabilità perché conosce i salafiti in Corsica (si ritiene che siano 8 e sappiamo con certezza che uno degli imam della Corsica è un informatore della polizia).

Governanti francesi, il popolo corso ha già troppo pagato il prezzo della vostra storia imperialista. Rispettate i vostri impegni, restate al vostro posto non disprezzate il mondo intorno a voi. Forse cosi riuscirete ad estinguere la violenza che vi aggredisce oggi.

Chiediamo al nostro popolo vigilanza e calma di fronte alla barbarie

Vogliamo precisare a quelli che a casa nostra sentono affinità con partiti o associazioni di estrema destra, corsi o francesi, hanno sbagliato lotta.

Il F.L.N.C non è il rifugio di frustati di una lotta razziale o xenofoba.

Per quanto riguarda i francesi che condividono foto dei nostri militanti associandoli a nozioni razziste, non devono far altro che risolversi le proprie ansie con più coraggio.

Nulla di ciò che difendiamo e simile alle ideologie fasciste che alimentano le menti fragili nei social network in questo momento.

Questo non è, non è mai stato e non sarà mai.

Sfruttiamo la forza della nostra gioventù, la sua capacità di resistere all’oscurantismo, per creare una società più giusta e le condizioni per un futuro più nobile, più sereno ed equilibrato. Avrà noi al suo fianco

“non è perché noi siamo forti che abbiamo ragione, è perché abbiamo ragione che siamo forti”

subcomandante Marcos

A RAGIONE HE A NOSTRA FORZA

F.L.N.C

 

 

 IN CORSICA

notiziario dell’Istituto “TerraeLiberAzione”

Si svolgerà ad Ajaccio il 30 giugno un importante seminario di studio del circolo di riflessione strategica del movimento di liberazione della Corsica « I CHJASSI DI U CUMUNU »,  al quale siamo anche stati invitati (lo stiamo seguendo con attenzione e non mancheremo di esprimere una nostra libera opinione).

Grazie.

@TERRALIBERAZIONE-SICILIA.

IL TEMA:

« Règlement des conflits politiques ».

La réunion est ouverte à toute celles et ceux qui sont interessés par des échanges fructueux et enrichissants autour de cette problèmatique. Notre cercle se donnant pour ambition de faire débattre les participants autour de cette thèmatique, nous les  invitons cordialement à venir en débattre avec nous.

Nous lançons, comme à l’occasion de chacune de nos réunions publiques, un appel à toutes les personnes intéressées,  en leur demandant de nous faire parvenir d’éventuelles contributions à l’adresse mail suivante ichjassi@gmail.com afin d’enrichir notre réflexion commune et les futurs débats sur cette question

Des contributions et documents divers sont d’ores et déjà à la disposition des participants et des personnes interessées par nos échanges qui ont la possibilité d’en prendre connaissance sur les outils de communication du cercle (Blog, Page facebook, Twitter…).

ichjassi@gmail.com

Pour le cercle:

Pierre Poggioli

CORSICA ORA

« MALASTORIA »

riceviamo e pubblichiamo.

Mercredi 1er Juin 2016 à 20H 30
Cinéma Ellipse –Rue des Magnolias –Aiacciu-20090-
Projection -Avant-première
Documentaire « MALASTORIA » de la réalisatrice Jackie Poggioli

FLNC 1
« La demande d’Amnistie des militants nationalistes incarcérés et poursuivis est l’objet, en Corse, d’une très large adhésion populaire. Elle est également appuyée par a quasi-totalité du monde politique insulaire. L’Etat y oppose pour sa part un veto inébranlable.
Ce documentaire évoque cette question brûlante à travers les cas de sept militants aux situations judiciaires dissemblables.
Des témoignages inédits et des images exclusives dessinent leurs profils et parcours, indéniablement politiques, et leur rendent leur épaisseur humaine cachée sous des numéros d’écrou ou de dossiers ».

 

VIVERE: VESTIRSI, MANGIARE, CURARSI… COSTA PIU’ CHE IN FRANCIA – MA L’ALCOOL LO FANNO SCORRERE A BASSO PREZZO…E’ UN CASO?. PUO’ DARSI…

 

corsica statistiche

LIBERTA’ PER I PRIGIONIERI POLITICI CORSI!

OCCUPATE LE PREFETTURE!

Sostegno e solidarietà alla Gioventù Corsa in Lotta per la Liberazione dei prigionieri politici della Corsica indipendentista.
Oggi. Occupazione clamorosa delle due Prefetture statali da parte ghjuventù indipendentista, ad Ajacciu e Bastia.
Sono entrati in una quarantina “al fine di conferire con i prefetti”.

La situazione dei prigionieri politici della Corsica, della loro liberazione e della rivendicatione dell’amnistia per loro e per i tanti latitanti per fatti politici.

All’esterno delle Prefetture si sono radunati centinaia di militanti. Ovviamente la zona è stata circondata dalle forze dell’ordine del Regime francese.

Ultim’ora.
Due delegazioni di tre giovani sono state ricevute dai direttori di gabinetto. Alle 19, una delegazione della Ghjuventù Indipendentista incontra il delegato del Prefetto…L’Azione non è stata interrotta. Vanno fino in fondo.

AMNISTIA, ORA!

 Aspettano quindi un possibile telefonata del Ministero della Giustizia. E’ il prefetto Alain Tropea il collegamento tra le due parti. In campo anche il presidente dell’Università della Corsica: li dentro ci sono i suoi ragazzi!.

@TERRAELIBERAZIONE-NEWS. -CATANIA, 15-3-2016. Ore 2.20 della notte.

LIBERTA’ SENZA CONDIZIONI

PER I PRIGIONIERI POLITICI DEL POPULU CORSU!

@COMUNITA’ SICILIANA TERRAELIBERAZIONE.

corsica prigionieri

I.F.F.-I FASCISTI FORA!

Nei nostri dibattiti e relazioni internazionali fin dagli anni ottanta, specie in Corsica, si sottolineava che il nazionalismo di liberazione sociale, il nazionalismo di un ” popolo dominato”, è del tutto antagonista al Nazionalismo dei “dominatori” o meglio nazional-imperialismo.
La Nazione siciliana è comunità di destino, dinamica, plurale. A questa definizione contribuì anche il Fronte di Liberazione Nazionale della Corsica, all’epoca in piena lotta armata contro la dominazione francese dell’Isola. In seguito, specie con l’ANC di Petru Poggioli, si svilupparono analisi assai profonde sulle derive mafiose e sul clanismo nelle nostre isole-colonie: le strutture sociali vennero scandagliate in profondità…
In questi giorni la questione è tornata alla ribalta, a causa di un provocatorio convegno dei nazionalisti dell’estrema destra europea: il caso vuole –ma guarda che fantasia!- che lo vanno a tenere proprio in Corsica, sebbene, prudentemente, a porte chiuse e ben blindati nel lussuoso Hotel Sofitel, una vera e propria “enclave coloniale”.
Ecco cosa ci scrive, stamattina, il nostro Petru Poggioli, leader storico della Lotta di Liberazione Nazionale e Sociale del Popolu Corsu: “La nostra concezione del popolo Corsica come “comunità di destino” -(corsi d’origine e corsi di adozione, qualunque ne sia l’origine, la religione o colore della pelle di coloro che vogliono sinceramente integrarsi apportando le loro esperienze e conoscenze…)- è agli antipodi delle concezioni sostenute da questi eletti di estrema destra europei e francesi e che sono da respingere e condannare. Vogliamo quindi riaffermare con forza che per i nazionalisti corsi, non è accettabile che questi eletti di estrema destra vengano ad esprimersi sulla nostra Terra. E che essi non sono i benvenuti, anche se il loro seminario si svolge a porte chiuse, in un’enclave di tipo “coloniale” come l’hotel Sofitel”.
@SICILIA-5/2/2016. TERRAELIBERAZIONE.

FLNC 1

 

A PARIGI. IL PREMIER FRANCESE MANUEL VALLS INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA CORSICA GILLES SIMEONI.

>> Mario Di Mauro<<

18/1/2016. A Palazzo Matignon, a Parigi, si è finalmente svolto il primo incontro ufficiale tra il premier francese signor Manuel Valls e il presidente della Corsica signor Gilles Simeoni, con le relative delegazioni.

Solo il nostro presidente Gilles Simeoni, tra tutti i neoeletti alle recenti elezioni amministrative dell’Esagono, non era ancora stato ricevuto, nè, de facto, riconosciuto. Neanche la più ordinaria telefonatina di auguri per la clamorosa vittoria elettorale alla guida della Collectivité Territoriale de Corse (CTC). Un silenzio assordante quello di Palazzo Matignon; non mi pare sia mai accaduto nella storia contemporanea della Repubblica francese, del Regime di Parigi.

L’incontro è stato un disastro. Da quello che ci riferiscono hanno parlato certo cordialmente, a lungo…di tutto. Di tutto, tranne che dell’agenda politica proposta dal Governo della Corsica.

L’unica “concessione” del Regime francese, centralista e giacobino oltre ogni senso della Realtà, è stata l’ovvia attenzione al bilancio della Regione corsa, che è, de facto, un altro ni-Ente inutile, come la Regione siciliana, e con un buco di bilancio ereditato dalle precedenti gestioni claniste-clientelari (per non dire altro) che, fatte le debite proporzioni, mette a rischio anche il pagamento degli stipendi. Ne sappiamo qualcosa.

Comunque, il Cammino di LiberAzione del Popolo Corso, l’Avvene di a nostra Ghjiuventu, ha leader seri e capaci, persone che ho avuto l’onore di conoscere, anche quando erano piccoli “criaturi” che giocavano a “femu a notti blu” e scrivevano sui compitini di scuola (francese!): I.F.F.= I FRANCESI FORA! EVVIVA U FRONTE!. Espulso!.

Il canale di relazione con Parigi è stato stabilito. E’ indispensabile sul piano politico-amministrativo ma assai meno necessario sul piano del Cammino quotidiano del Corsu Novu.

Al nostro lettore siciliano potrà esser utile sapere due cosette. Manuel Valls, il premier francese, è catalano, della Catalunya “francese”: ovviamente egli è anti-indipendentista viscerale!. La sua “mediterraneità” la traduce in geopolitica con questa affermazione, quasi una litanìa: “L”un des grands projets que nous devons mener est de rapprocher les deux rives de la Méditerranée”. Avvicinare le due Rive del Mediterraneo: bello, no?. Tradotto nella mia analisi significa: penetrare, colonizzare, annettere il Nord Africa alla Grande Franzafrique, “civilizzare” sti arabi e negri e corsi e siciliani e terroni puzzolenti… Lui è un altro caso di sindrome di Fanon. E’ catalano-francese-mediterraneo, a capo del potente sebbene decadente Regime imperialista di Parigi. I nostri fratelli corsi hanno un interlocutore all’altezza della Grandeur e del delirio di onnipotenza del giacobinismo in putrefazione. Dovranno volare più alto di Palazzo Matignon, alzando con realismo e serenità, uno sguardo sul mondo dalle magnifiche montagne in cui vive la nostra Cursichella profonda. E dovranno governare bene, ogni giorno, le piccole cose, le fondamentali e decisive Piccole Cose.

@ISTITUTO “TERRAELIBERAZIONE”-SICILIA.

STEFANUCARDIFLNC

ricordiamo STEFANU CARDI, PATRIOTA CORSU caduto in uno scontro con le forze coloniali francesi. Nel gennaio 1984. Era un militante del Fronte di Liberazione Nazionale della Corsica.

 

CORSICA ORA

Donato all’Istituto siciliano “Terra e LiberAzione” di Catania l’Archivio Storico della Lotta per la Liberazione della Corsica. Il nostro grazie a Petru Poggioli.

Petru Poggioli, responsabile del F.L.N.C. 1977-1988, deputato all’Assemblea corsa 1984-1998, è una delle figure di spicco della sfida indipendentista della Corsica. Avversario coraggioso e profetico della “deriva mafiosa” della società corsa, che non ha risparmiato l’ambiente indipendentista, è stato gravemente ferito in un attentato nel 1994. Petru Poggioli è il più grande e autorevole leader della riconciliazione tra nazionalisti corsi, ma rivendicando la necessità di un discorso critico, ed è oggi uno dei rari leader storici FLNC ancora vivo e presente sulla scena politica pubblica. Petru è a Storia Viva da LLN-Lotta di Libbirazioni Naziunale di u Populu Corsu.

L’Arkiviu (e le sue riflessioni attuali) che ha donato ai suoi “cari e antichi fratelli siciliani della TerraeLiberAzione” raccontano, con profondità storica e lucida visione sul Futuro, quarantanni di Cammino indipendentista, fin dagli inizi del loro impegno militante: dalla clamorosa azione del commandos di Aleria nel 1975, da “Ghjustizia Paolina”, una delle prime organizzazioni clandestine, alla fondazione di “U Fronte” – Fronte di Liberazione Nazionale della Corsica. La sua doppia vita, di leader pubblico (anche deputato!) e di dirigente clandestino dell’Armata dell’Ombra, nel “sottosuolo” tra il 1978 e il 1982, fino alla prima Amnistia, imposta nella trattativa al governo di Parigi, al tempo di Mitterand.

All’inizio degli anni Novanta una delegazione corsa ci venne a trovare a Catania. Ci invitarono alle Ghjiurnate delle Isole del Mediterraneo. Avevamo già conosciuto dirigenti di u Fronte, a Parigi, e un saggio di Poggioli era stato tradotto, stampato e diffuso dalle edizioni TerraeLiberAzione, in migliaia di copie all’interno della nostra rassegna internazionale “Praxis” (1989). La collaborazione solidale si consolida anche attraverso diversi nostri interventi, ad Ajaccio, a Corte, a Bastia…perfino dentro il dibattito durissimo aperto in tutto il movimento naziunalista dal movimento pubblico Accolta Naziunale animato da Poggioli, sul tema drammatico della deriva mafiosa della società corsa.

Il “Comandante Petru” è anche una delle persone che ci hanno insegnato di più nel nostro trentennale Cammino per la Liberazione della Sicilia a partire dalla nostra stessa, personale e intima, Liberazione dall’alienazione coloniale e dai suoi “modelli”.

L’Arkiviu che consegna all’Istituto “Terra e LiberAzione” è la memoria straordinaria del percorso di una generazione ribelle che aveva vent’anni nel 1970. Un patrimonio immenso che cercheremo di valorizzare investendovi il massimo sforzo. Le nostre Isole sono l’Anima della futura Civiltà mediterranea. Noi ne siamo Custodi. Ci proviamo.

Assabbinirica, Cumandante Petru!. Corsica libera e indipendente!.

Catania, 4 Dicembre 2015. L’Istituto TerraeLiberAzione.

 FLNC 1

 

 

18-12-2015.

LA CORSICA VIVA GUARDA LONTANO. IL MOVIMENTO E’ VACCINATO. GLI ANTICORPI SI STANNO RINNOVANDO. EPPURE…ECCO IL MONITO DI PETRU POGGIOLI NELLA NUOVA E INEDITA FASE, LA FASE DELLA COSTRUZIONE DELLA NUOVA CORSICA: E’ UNA LEZIONE MAGNIFICA, CHE METTE IN GUARDIA DAI PERICOLI DI DEGENERAZIONE BUROCRATICA E CLIENTELARE. E’ NECESSARIO FAR LEVA SULLA MOBILITAZIONE POPOLARE SU QUESTIONI CONCRETE. E LA FORZA DI UN PICCOLO POPOLO PUO’ AVERE UN PESO IMMENSO NEL NEGOZIATO ISTITUZIONALE PIU’ AVANZATO, COL REGIME FRANCESE…E’ IL CAMMINO LUNGO DI UNA LOTTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE E SOCIALE. <<Le clanisme traditionnel est mort ou a du plomb dans l’aile, ses héritiers sont à terre, mais le clientélisme et le néo-clanisme sont des dangers qui nous guettent… et le seul moyen d’y parer est de changer le système en allant à la confrontation “institutionnelle” avec l’Etat et ses représentants dans l’île, relayée par le peuple en lui donnant les raisons de se mobiliser pour des revendications légitimes et motivantes…car le peuple doit comprendre que notre combat passe désormais à une autre étape, celle de la construction de la Corse de demain, en mettant toujours en priorité la défense des intérêts collectifs…

18-12-2015. Petru Poggioli

conca AI GIOVANI INDIPENDENTISTI SICILIANI

I CORSI PARRINU FRANCISI E CORSU, MA S/PARINU ‘N CORSU. A POPULU FATTU BISOGNA A MARCHIA’! E QUANNU A SIRA CANTINU ARRIZZINU I CARNI! TANT’ANNI ARRERI, NA NUTTATA NCAPU E MUNTAGNI, SUPRA A VIZZAVONA…CANTAVINU PERO’ A-MUTA-A-MUTA. CU U FRONTE. E APPO’ CALARU A SVALANCU. “FEMU A NOTTI BLU!” U SAPITI KI E’ A NOTTI BLU?. L’ATTACCU E MULTINAZIUNALI IMMUBILIARI EUROPEI. … “A PLASTIFICAZIONI CONTRU A SPECULAZIONE”. A CORSICA A SARVARU IDDHI: “SO ELLI” CA STANU VINCENNU!. MA FICIRU MACARI SBAGGHJI. SI S/PARARU NTRA R’IDDHI. E ME FRATI PETRU -UNU DE DUI CAPI STORICI DI U FLNC- FU MITRAGGHJIATU CA SA FUTTI IDDHU COMU CAMPAU!. A LOTTA PULITICA INTRA U MUVIMENTU FU CUMMATTUTA MACARI CU L’APPOJIU MURALI E ANALITICU -E DI PRISENZA-NOSTRU, SICILIANU: CONTRU A MAFIA CORSA E CONTRU A “DERIVA MAFIUSA” <<LA MAFIOSIZZAZIONE>> COMU VANNIAVA TERRAELIBERAZIONE A CORTE, BASTIA, AJACCIU. A VIZZAVONA. A PACI ARRIVAU DOPPU. MA A VITTORIA C’ERA GIA’: CAMINAVA OGNI GHJIORNU INTRA A LOTTA DE SINDACATI CORSI -STC, DI L’ASSOCIU I PATRIOTTI LIBBIRI , KE PEDI DI DDHA ZAMMULIATA D’ASSOCIAZIONI CULTURALI CA TRAVAGGHJIAVINU PPI DAVERU, E QUANTI JURNALI, RIVISTI, LUCALI SEMPRI APERTI, E MACARI L’UNIVERSITA’ DI CORTE -CA A FICIRU IDDHI, U MUVIMENTU DI LIBIRAZIONI, NUN CI-A’ RIALAU PARIGGI!-. A LOTTA CAMINAVA  QUANNU A GHJUVINTU’ INDIPENDENTISTA CRISCEVA. TALAMONI ERA UN CARUSIDDHU QUANNU U CANUSCII. ADDHEVU DI SANTONI, SU M’ARRJIORDU BONU…SANTONI U MMAZZARU O MATRIMONIU RI SO FIGGHJIA!. (…)

MA A COSA CA NNI FICI KIU’ MPRISSIONI ERINU I PICCIRIDDHI DE FRATELLI E SORELLE CORSI: A DUI-TRI ANNI TI DICEVINU: I.F.F.-U FRONTE VINCERA’!. I.F.F. = I FRANCISI FORA!.

U CAPEMU DDHOCU CA A “NOSTRA CURSICHELLA” PUTEVA VINCIRI! ERA L’ANNU 1992. SUPRA A STAMPA CORSA, MACARI NICE-MATIN, JU FACEVA INTERVISTI DI FOCU!. L’INTERPOL NNI STAVA ARRERI…MA A CATANIA FOMU PRUTIGGIUTI DI TUTTI. PIRKI’ CCA CI SEMU, NNI CANUSCEMU. SAPEMU CU SEMU. E CUSEMU.

I CLAN ERINU FORTI. E SU ANCORA PUTENTI. E U REGIMI FRANCISI E’ PUTENTI. U GUVERNU NOVU E’ NA VITTORIA. U CENTRALISMU FRANCISI, L’IMPERIALISMU FRANCISI…NUN SI SPAGNA DI UN POPULU NICU -TUTTI I CORSI SU KIU’ PICCA DI MENZA CATANIA METROPOLITANA!- MA SI SPAGNA DI L’ESEMPIU. PARIGI TREMA. A STRATA E’ LONGA…MA U POPULU CORSU A STA FACENNU. A VUATRI VU DICU. MI SENTU KIU’ CORSU CA “SICILIANU”. MA U PIRKI’, VUATRI, U PUTITI CAPIRI.

2015.MDM

 CICIRI

CORSICA. STORICA VITTORIA! LA LOTTA CONTINUA!

E’ con gioia immensa che salutiamo la clamorosa Vittoria della lista “Pè a Corsica!” che ha portato il movimento di liberazione corso, per la prima volta, anche al “governo regionale”. Le dimensioni del successo -frutto di decenni di lotta, anche armata- sono impressionanti. Loro sanno bene che si tratta “solo” di uno strumento in più da mettere al servizio del lungo Cammino plurigenerazione che poche decine di giovani corsi intrapresero quarantanni fa.

Una nuova generazione è in campo. Il discorso di Vittoria appena tenuto dal nostro fratello Petru Poggioli -che pubblichiamo di seguito- lo sottolinea con forza. Il rischio di etnocidio del Populu corsu è stato sventato. Quanti sacrifici, quanto coraggio, quanti errori, quante delusioni, morti, carcerati… Eppure si rimettevano sempre Addhitta!. Ppe campà corsu!.

Corsica Viva! Evviva a Corsica!.

Catania, notte del 13/14 Dicembre 2015.

Gli Indipendentisti siciliani di “Terra e LiberAzione” .

A TERRAELIBERAZIONE DA BASTIA (CORSICA)

Vi ringraziu molto, abbiamo una vittoria mà la lotta devi cuntinuà: pà l’Avvena di a ghjuventu e di u populu. Dumane, d’altre battaglie ci aspettanu, siamu cunvinti che u populu hè incu noi e divimmu sempre avanzà. Bona sera e tanti saluti a tutti.. Libertà pà a Corsica, Libertà pà a Sicilia!.

Petru Poggioli

IL DISCORSO DI PETRU POGGIOLI CHE ANNUNCIA LA VITTORIA

(tenuto due ore fa. in Corsica c’è Festa ovunque…)

<<Abbiamo conosciuto dei tempi difficili, abbiamo attraversato periodi di drammi, molti si sono sacrificati, hanno fatto della prigione, hanno perso il loro lavoro, delle famiglie hanno sofferto, alcuni hanno perso un marito, un fratello, un genitore. Ci siamo smarriti in percorsi errati dove molti di noi hanno lasciato la loro vita vittime, abbiamo commesso i nostri errori… Molti ancora sono purtroppo in carcere, altri ancora ricercati… E stasera, dopo tante sciagure e sabotaggi, tutti ci siamo ritrovati per festeggiare una vittoria… Sì, tutti, sia vecchi attivisti e attiviste, elettori ed elettrici di un momento o di sempre. Stasera, abbiamo finalmente tutte e tutti insieme condiviso con intensità ed emozione il gusto di una vittoria, alcuni hanno pianto di gioia…Non sappiamo cosa sarà il domani, perché tutto rimane da costruire per il bene del nostro popolo, che attende e al quale auguro tante belle cose per i suoi figli e il suo futuro. Formuliamo soltanto il desiderio che i nostri errori passati, facciano maturare un popolo responsabile, e servano ad avanzare sui sentieri della libertà e della dignità, privilegiando sempre gli interessi collettivi, quelli del maggior numero… Sì, stasera siamo e possiamo essere felici, anche se le sfide a venire restano immense, ma speriamo almeno, dopo tanti anni in cui molti sono stati i delusi e i derelitti, che questa battaglia non sarà stata vana. Che la nostra lotta lungi dall’essere finita non finirà nelle nebbie…Ormai un’altra generazione si è alzata ed è qui per raccogliere i frutti di tanti impegni e di tante speranze fin dagli anni ‘ 60… Stasera abbiamo percepito con una intensa felicità quanto i giovani, in così grande numero, erano contenti e orgogliosi della loro bandiera e di questa vittoria, ma non possono immaginare quanto sta accadendo nelle strade delle città e dei villaggi. Stasera il numero di militanti della prima ora, o coloro che hanno attraversato questi anni di lotte, noti o anonimi, non hanno potuto evitare di piangere di gioia, assaporando infine pienamente e al suo giusto valore, questi Momenti di vittoria collettiva, pensando soprattutto che la loro lotta e il loro impegno non sono stati inutili, poichè i frutti stanno arrivando, il futuro ormai è portatore di speranze e di vita nuova…>>

Pà a Corsica, pà u Populu, Pà a Nazione!

Grazia a tutt’i quiddi chi hannu fattu che stasera fusse pa a Corsica una sirata di festa et di vittoria!

Corsica, notte del 13-14 Dicembre 2015. PETRU POGGIOLI.

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