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L’ITALIA E’ UN PAESE IMPERIALISTA – NON E’ UNA COLONIA AMERIKANA. E’ UNO STATO IMPERIALISTA MEMBRO DELLA NATO e del G7. FINMECCANICA NON E’ AMERIKANA.

LE LOBBY DOMINANTI IN ITALIA TROVANO NELLA RELAZIONE STRATEGICA CON WASHINGTON IL PROPRIO INTERESSE. LA SICILIA E’ COLONIA E “CARTA NEGOZIALE” DELL’IMPERIALISMO ITALIANO. IL MUOS A NISCEMI LO HA VOLUTO “ROMAFIA CAPITALE”…

E L’ATLANTISMO MEDITERRANEO -ormai parodistico-E’ DA 50 ANNI “LA POLITICA ESTERA” DELL’IMPERIALISMO ITALIANO A TRAZIONE MASSOMAFIOSA TOSCO-PADANA che mantiene il suo core business nell’ENI-.

IL NEMICO PRINCIPALE HA LA BANDIERA TRICOLORE (NON CHE QUELLA A STELLE&STRISCIE NON LO SIA!) – MA LE NEBBIE PATRIOTTARDE -A NOI INDIPENDENTISTI di TERRAELIBERAZIONE- FANNO PIU’ SCHIFO DELLA NATO.

-LA NOSTRA LOTTA E’ CHIARA E SEMPLICE. SICILIA INDIPENDENTE -INDUSTRIALIZZATA- E SMILITARIZZATA!.

-NIENTE CONFUSIONI. L’ITALIA NON E’ UNA COLONIA AMERIKANA.

LA SICILIA E’ PEGGIO DI PORTORICO.

Non è facile spiegarlo a chi ignora l’ABC della REALTA’ GEOSTORICA dell’ISOLA CONTESA. Pazienza, ma noi nell’UNION SACRE’ tricolorata non ci caschiamo.

Questa LINEA STRATEGICA è la sintesi di una ANALISI SCIENTIFICA del REALISMO DIALETTICO. E non è “negoziabile”. La paghiamo a caro prezzo da oltre 30 anni: pacenzia. Punto.

@TERRAELIBERAZIONE.

TerraeLiberAzione Luglio 2016TerraeLiberAzione luglio 2016

(…) Sigonella 11/10/85 -Craxi si limitò a RISPETTARE il PATTO con i PALESTINESI. – Craxi aveva appena imposto “senza se e senza ma” i MISSILI AMERIKANI A COMISO. Manganellate e pestaggi inclusi. Ne so qualcosa.
Quanto alla “sovranità italiana” si traduce(va) nell’ATLANTISMO MEDITERRANEO: UNA SORTA DI GENIALE FURBERIA INVENTATA DALLA SINISTRA DEMOCRISTIANA E APPOGGIATA DA TUTTI -non avendo -l’imperialismo italiano- alcuna alternativa realistica.
Il “patto coi palestinesi” (effetto lungo delle azioni sacrosante e micidiali di “Settembre Nero”) fu negoziato nel quadro della necessità assoluta di petrolio arabo e nel solco dell’espansione di ENI-SAIPEM e -quando c’era- della grande industria toscopadana nel mondo arabo.
Ma non scomodiamo -nella mitizzazione- concetti come “Sovranità”: nella notte di Sigonella ci fu un lampo di dignità nella tutela di interessi vitali dell’imperialismo italiano (questo Si) -ma vi giocò anche la Forza dei Palestinesi, che stavano rispettando il territorio italiano. E mantennero la Parola.
Va da sè che la SICILIA…COLONIA ERA E COLONIA E’!. 

@TerraeLiberAzione

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Terra e Liberazione Niscemi2 001clicca e leggi – TerraeLiberAzione maggio 2016

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15 MAGGIO 2016. A NISCEMI CONTRO I MUOStri della GUERRA.

“Negli anni Ottanta si stimava in 600mila il numero degli scienziati dediti alla ricerca militare sui due milioni e più del totale, nei venti anni successivi la percentuale, almeno in Occidente, ha superato il 50 per cento, percentuale che è sicuramente aumentata nel terzo millennio.”

Cristina Amoroso, “Le nuove armi “invisibili” violano le leggi internazionali”, Il Faro Sul Mondo 22, 3, 2016.

THE NEW SICILIAN -2-001THE NEW SICILIAN -n°1/2016

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Al Tribunale Civile di Roma

Memoria aggiuntiva prodotta nell’ambito dell’iter (siamo finalmente in camera di consiglio) attivato dalla querela di TerraeLiberAzione contro il presidente Rosario Crocetta in relazione alle sue dichiarazioni che sostenevano l’esistenza di infiltrazioni mafiose nel movimento NO MUOS.

18/5/2015. Quella del MUOS è una vicenda lunga un decennio. Nello specifico della presente Memoria -che si propone una sintetica contestualizzazione integrativa della Querela in oggetto- ci pare utile rilevare quanto segue.

L’Istituto “Terra e LiberAzione” ha sempre difeso la libertà di opinione anche del peggiore dei suoi avversari, e il Presidente Crocetta tale non è, tantopiù che avremmo difficoltà oggettive a capire la sua posizione sul Muos, al momento fatalisticamente favorevole, considerando che in questa vicenda è stato anche contro il Muos, contro i No Muos e contro sè stesso, revocando una sua revoca, costituendosi, in un passaggio della tormentata vicenda, davanti al Tar a fianco del Comune di Niscemi e contro il proprio Assessorato Territorio e Ambiente…In questo caso avremmo insormontabili difficoltà oggettive a difendere  la libertà d’opinione, non essendocene una, ma semplicemente tutte quelle possibili, tranne una: la normale applicazione della legislazione vigente, chè non è una opinione.

E’ quanto ha fatto la Procura della Repubblica di Caltagirone l’1-4-2015, nella logica dell’accolto ricorso al TAR da parte del fronte NO MUOS il 13-2-2015 (poi confermato dal CGA). Il procuratore dott.Verzera ha chiesto e ottenuto dal Gip dott.Cavallaro, l’emissione del sequestro preventivo per violazione del vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta presente in una riserva naturale, al quale sono sottoposte anche le strutture di carattere militare. Il provvedimento è stato eseguito da agenti della sezione di polizia giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri. E’ stato notificato al comandante della Base aeronavale della Marina USA di Sigonella.

Ripercorrendo in Memoria i passaggi più recenti:

A marzo 2013 la Regione Siciliana revoca le autorizzazioni di sua competenza al cantiere MUOS. Si riapre un conflitto istituzionale col “Governo di Roma” -e nonsolo– che ovviamente propone opposizione.

Nell’estate del 2013 il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA, nell’Autonomia siciliana svolge le funzioni del Consiglio di Stato per le dispute giuridico-amministrative nel territorio della Regione), avrebbe dovuto pronunciarsi sulla revoca delle autorizzazioni regionali al cantiere MUOS di Niscemi, operante in piena riserva naturale (una magnifica Sughereta secolare, peraltro anche Sito di Interesse Comunitario). Ci riferiamo alle autorizzazioni di autonoma competenza regionale.

L’improvvisa “revoca della revoca”, il 24 luglio 2013, da parte dello stesso “revocatore”, ha fatto venir meno l’oggetto stesso del contendere impedendo che il CGA potesse esprimersi sulla precedente sentenza del Tar.

Intanto riprende vigore il vasto e variegato movimento NO MUOS, di cui siamo parte attiva tra i tanti. Una mobilitazione civile, vitale, matura. E determinante nel tenere aperta una Questione indubbiamente più grande di noi: ma questa Terra è la nostra Terra. Da più parti, come da “copione”, si tenta di isolare e denigrare il movimento No MUOS.

In questo contesto vanno collocate le dichiarazioni del Presidente Crocetta sulle infiltrazioni mafiose nel movimento NO MUOS, che hanno sollevato tantissime reazioni spesso riportate dai media.

La Repubblica, domenica 11 agosto 2014, dedica alle reazioni una pagina nell’edizione nazionale e un’altra in quella siciliana, in cui vengono “confinate” le dichiarazioni di alcuni autorevoli esponenti storici del movimento antimafia, impegnati anch’essi nel movimento NO MUOS. Ed in questo ambito si colloca la nostra scelta di proporre Denuncia-Querela vs le affermazioni del Presidente Crocetta. Siamo indignati.

Il Crocetta, replicando, sempre su “Repubblica”, conferma le dichiarazioni e intima testualmente: «Basta con strumentalizzazioni e demagogia, sul Muos il governo regionale è obbligato dalla legge». Si riferisce, nello specifico, a un parere, peraltro scientificamente già demolito dalla stessa relazione di minoranza (professori Zucchetti e Palermo) dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss)?. Non siamo esperti giuristi ma ci chiediamo: da quanto in qua un “parere” ha acquisito vincolo di Legge?.

Nello specifico delle presunte “infiltrazioni mafiose” nella vicenda del MUOS non c’è dubbio che qualcosa ci sia stato: ma negli appalti e subappalti per costruire la stazione satellitare e a denunciarle pubblicamente è stato solo il Movimento NO MUOS. Le infiltrazioni o presunte tali, erano circoscritte a una minuscola impresa locale, il cui titolare, un certo sig.Piazza, era sprovvisto di certificato antimafia. Il sig.Piazza, la cui situazione personalmente mi rattrista, ci risulta essere parente di almeno un migliaio di persone, tra cui anche di una delle attivissime Mamme NO MUOS di Niscemi. E’ parente acquisito perfino di un simpatizzante di “Terra e LiberAzione”. Vabbè, siamo infiltrati dalla mafia. Ce ne dovremo fare una ragione, o possiamo pretendere scuse ufficiali?. Sulla vicenda, sollevata dalla denuncia pubblica del movimento NO MUOS, ci risulta aperta un’indagine della Dda di Caltanissetta. Sulle dichiarazioni del Presidente Crocetta, che riteniamo errate e lesive della nostra Dignità, ci risulta attiva solo la nostra Denuncia-Querela, malgrado ne siano state presentate altre. Ma non al Tribunale di Roma.

Catania, 18/05/2015.

Con Fiducia,  Mario Sebastiano Di Mauro-Presidente dell’Istituto Mediterraneo per la Democrazia Diretta-“Terra e LiberAzione”

 

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L’AMBASCIATA AMERICANA

E LE BIBLIOTECHE DIGITALI.

UN CONVEGNO A CATANIA.

Il 18 marzo -Biblioteca V. Bellini (via Sangiuliano 307-mattina.

INFOMAIL: CONVEGNO.CATANIA@ISTC.CNR.IT

Negli Stati Uniti ci sono almeno un centinaio di ottime università. Ne conosciamo alcune, vi sviluppiamo relazioni con professori e associazioni. Negli studi di storia economica -(ma anche teorici: Marx e Gramsci…)- sono per esempio un secolo avanti rispetto alle università italiane.

Ma il rapporto speciale lo stiamo sviluppando con la scuola dei Sonosopher, filosofi del linguaggio arcaico, ai quali forniamo le nostre elaborazioni sulle lingue siciliane. Una cattedra di Sonosophia da queste parti ce la sogniamo!. E con questa scuola, come istituto TerraeLiberAzione, ci si verifica ogni 3 anni: è ogni volta una esperienza radicale, di scoperta. Della nostra memoria di radice…

Altro che sbiancamento, ammucciamento, mascariamento della nostra identità: a Catania, neanche il Castello di Federico Re dei Siciliani si riesce a chiamare altrimenti che Castello Ursino. U castrusinu, castello sulla spiaggia, lo chiamava giustamente il popolino ignorante, ma creativo. Poi arrivò la borghesia massonica, ignorante e ingessata, in ascesa tricolorata: e divenne “Castello Ursino”. La famosa famiglia Ursino (?!) che tanto lustro diede alla nostra città, “che più tempo passa e più bella addiventa”. Digitalizziamo menzogne?. Saranno menzogne più fruibili e più veloci.

Zauddi in cattedra, una sponda accademica col piattino virtuale teso in elemosinate postura: all’Ambasciata americana, impegnata in un duro lavoro di ricostruzione della sua immagine nell’Isola dei No Muos e di un vasto movimento per la smilitarizzazione, la pace e la cooperazione nel Mediterraneo.

Che l’Ambasciata (Missione romana) e il Consolato Generale (la vera ambasciata per le ex-Due Sicilie) scoprano il ritardo tecno-culturale dell’ateneo catanese ci fa piacere. Facessero solo questo!.

E poi, la Sicilia peggio di Portorico, è percepita come la Region 1 di Washington nel Mediterraneo, sebbene in formale concessione dall’italietta patetica delle massomafie tosco-padane.

Qualche responsabilità civile sarebbe ora di prendersela: non basta spedire marines in versione coro gospel -comunque bravi!- nelle chiese di provincia, né ripulire qualche piazzetta, o imbiancare il muro di una scuola. Insomma, siete anche altro, non solo militari che uccidono, bombardano, fanno il mestiere della guerra. E certe cose lasciatele ai cantanti, agli spazzini, agli imbianchini veri. Che fate, ci togliete il lavoro?. Ma se proprio volete rilanciare la vostra immagine…Sigonella City sarebbe un meraviglioso campus universitario mediterraneo. Sembra un sogno, e invece finirà così. O con una bella e spettacolare esplosione atomica. Amen. Come altro dovrebbe finire?.

Benvenuti a Catania, missionari americani di civiltà digitale, nella patria dell’STM e dell’Etna Valley e dei 10.000 operai-ingegneri informatici!. Ci serve una lezione di digital library… Siamo Indiani delle riserve, sebbene 2700 anni fa, a Catania, un tizio, Caronda si chiamava, fondò la prima Scuola pubblica del Mondo. Se ne fanno di progressi, vero?.

Ad ogni modo, al di là dell’immagine da migliorare, l’iniziativa è onestamente pregevole. Servirà solo ai fini dichiarati?. E chi lo sa?. 

Ma non è necessario disturbare ALLE 3.34 DI NOTTE. Ditelo alla “CIA”, ai titolari del numero telefonico: 115.16.47.30.485. Tanto non cambio idea. Se ne può discutere in altro modo. Anche all’Università. In America però, qui non mi fido.

Sicilia indipendente e smilitarizzata!

La Civiltà siciliana è contro la guerra imperialista, non contro qualcuno!

15/3/2016. Mario Di Mauro-Fondatore di TerraeLiberAzione.

 

CATANIA, 29 FEBBRAIO 2016.

NOTTE FONDA. ORE 3.34.

SQUILLA IL TELEFONO…

“PRONTO?”. – “LA CIA!”.

Sembra un film. E’ la realtà.

di MARIO DI MAURO-Fondatore di TerraeLiberAzione

Il fatto accade a casa mia, a Catania. E’ notte fonda, sono le 3 e mezza del 29 febbraio 2016. Sto lavorando a un mio libretto d’inchiesta sulla gestione delle Acque siciliane (i cui contenuti sono stati anticipati in una lunga intervista da me rilasciata al giornalista Mario Barresi e pubblicata sul quotidiano “La Sicilia” il 28-12-2015) e alla rifinitura di un nostro studio afferente la tormentata vicenda del MUOS.

In una pausa di lavoro, ho pubblicato sul mio profilo FB –e su quelli del gruppo TERRAELIBERAZIONE e NO MUOS – un piccolo post di lancio del prossimo numero della newsletter TerraeLiberAzione, sul tema: “MUOS e Meteoguerra”.

E’ un nostro studio fondato su documenti del Pentagono, a partire dal 1957. Un notevole lavoro di inchiesta, ma niente di più. Nessun “complottismo”, nessuna “dietrologia”. Solo buon giornalismo d’inchiesta, che pone anche domande, argomentandole con rigore scientifico, che si avvale di una vasta “rete di relazioni” internazionale.

A casa mia, a Catania. E’ notte fonda, sono le 3 e mezza del 29 febbraio 2016. Pochi minuti dopo la pubblicazione del post suddetto, alle 3.34, squilla il telefono di casa. Penso “ai miei vecchi, a qualche sciagura”…Invece, per fortuna, “è solo la CIA, la NSA, o qualche altra agenzia telefonica americana!”.

CHIAMANO DAL NUMERO:  115 – 16 47 30 485

VOCE AMERICANA –Ha parlato per una decina di secondi, con tono tronfio, veloce, convulso; dopo il mio “pronto!”. Ma ha atteso qualche secondo in silenzio. Non so, non credo, si trattasse di una voce registrata. Non si capiva quasi nulla, il tono si però. E tanto basta. La mia comprensibile sorpresa dura meno della telefonata stessa. C’è stata, è accaduta. Va solo capita.

Da una immediata verifica sul numero , in pochi minuti, mi risultano strutture militari USA (in un tabulato connesso appaiono anche i vari Muos).

La più “simpatica” però è questa: Code Chapter 115.

Ecco come me la spiega l’ottima law.cornell.edu/uscode/text/18/part-I/chapter-115

18 U.S. Code Chapter 115 – TREASON, SEDITION, AND SUBVERSIVE ACTIVITIES

  • 2381 – Treason
  • § 2382 – Misprision of treason
  • § 2383 – Rebellion or insurrection
  • § 2384 – Seditious conspiracy
  • § 2385 – Advocating overthrow of Government
  • § 2386 – Registration of certain organizations
  • § 2387 – Activities affecting armed forces generally
  • § 2388 – Activities affecting armed forces during war
  • § 2389 – Recruiting for service against United States
  • § 2390 – Enlistment to serve against United States
  • § 2391 – Repealed. Pub. L. 103–322, title XXXIII, § 330004(13), Sept. 13, 1994, 108 Stat. 2142]

Se a telefonarmi fosse stata la nostra cara Digos catanese, o gli stessi Servizi italiani…No problem. Ci conosciamo, e, nel tempo, sono anche intervenuti diverse volte a tutela mia, del gruppo TerraeLiberAzione e soprattutto di ospiti speciali che abbiamo accolto da paesi in difficoltà. Ma qui la questione è un’altra.

Chiedo mi si diano spiegazioni.

1-A chi fa capo quel numero telefonico?.  115 – 16 47 30 485.

2-A che titolo possono irrompere a casa mia alle 3.34 di notte?.

3-Cosa vogliono?.

Sono 3 domande. Voglio 3 risposte. Non solo per la mia persona. Per tutti.

Dal Ministro degli Interni…Mi si deve attenzione e tutela civile. Sulla mia Carta di Identità non c’è scritto “U.S.A.” e neanche Portorico. Per ora.

Che la Sicilia, l’Isola contesa, sia un grande hub geostrategico degli USA e quant’altro, giusto o sbagliato che sia, è questione che esula da questa sede; è materia di analisi, riflessioni, scelte, che non concernono l’oggetto della mia richiesta.

Tre Domande. Tre Risposte.

PANI, PACENZIA E TEMPU.

Catania, 29/2/2016.

 

SIMBOLO M33

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UNA LUNGA STORIA (PRIMA PARTE)

La progettazione dell’impianto MUOS risale all’anno 2001, allorquando venne siglato un primo accordo bilaterale tra gli USA e l’Italia a cura dell’allora Governo Berlusconi. E’ un impianto da considerarsi bellico (di offesa e difesa), gestito dal Dipartimento della Difesa Usa, è una base USA e non della NATO e risulta essere anche un sistema per propagare e moltiplicare gli ordini di attacco sia convenzionale, che ABC Atomico Batteriologico Chimico -ad uso esclusivo delle forze armate degli Stati Uniti d’America.(…)

Nel 2006 il Governo Prodi ratificò tale accordo e impose il rispetto delle normative in materia di inquinamento ambientale ed elettromagnetico, dando mandato alla Regione Siciliana di verificare e concedere le relative autorizzazioni ambientali. (…)

I lavori del MUOS furono così consentiti con due autorizzazioni, la prima prot. n. 36783 del 1° giugno 2011 e la seconda prot. n. 43182 del 28 giugno 2011, dall’Assessorato per il territorio e l’ambiente della Regione Siciliana.

Il 1° giugno 2011 è la data a cui fa anche riferimento il protocollo d’intesa tra il Ministro della Difesa e la Regione Siciliana. (…)

C’è in corso il GolpeGuerra contro la Jamahyria di Gheddafi. La Sicilia è la Base delle Operazioni. (…)

Dopo le fasi iniziali il progetto MUOS ha avuto un iter estremamente difficile che ha avuto il suo culmine con la revoca, da parte della Regione Siciliana, il 29 marzo 2013, delle autorizzazioni ambientali precedentemente rilasciate per la realizzazione del MUOS.

Contro tali revoche il Ministero della difesa, con due distinti ricorsi innanzi al TAR di Palermo, iscritti al n. 808/2013 e n. 950/2013, presentava ricorso chiedendone l’annullamento previa sospensione.

Il TAR, con ordinanze del 9 luglio 2013, rigettava tale domanda di sospensiva, ritenendo che vi fossero seri dubbi sulla non dannosità dell’impianto MUOS per la salute pubblica, per l’ambiente e per la sicurezza del traffico aereo dei vicini aeroporti.

Le ordinanze del 9 luglio 2013 sono state impugnate, sempre dal Ministro della difesa, innanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, il quale fissava la discussione in Camera di Consiglio per il 25 luglio 2013.

Il 24 luglio 2013 la Regione Siciliana ha revocato i precedenti provvedimenti di revoca a seguito del pronunciamento da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, in merito alla non dannosità delle onde elettromagnetiche del sistema MUOS il quale rileva che: “Le conclusioni del Gruppo di Lavoro indicano che l’installazione del MUOS non impatterebbe negativamente sulla salute della popolazione, ma rilevano contemporaneamente la necessità di un’attenta e costante sorveglianza sanitaria della popolazione delle aree interessate oltre che dell’attuazione di un monitoraggio dei livelli di campo elettromagnetico successivamente alla messa in funzione delle antenne MUOS, anche in considerazione della natura necessariamente teorica delle valutazioni effettuate su queste specifiche antenne. È stata rilevata, inoltre, l’opportunità di valutare nel tempo anche l’impatto della variabile ambientale dovuta all’industrializzazione delle aree limitrofe”.

(…)

SCHEMA

DEL GIUDIZIO AMMINISTRATIVO SUL MUOS

(a cura dell’avvocato Sebastiano Papandrea)

 

SENTENZA TAR PALERMO
Accoglie i 2 ricorsi indicati al n. 3. Secondo la sentenza le revoche del 29 marzo 2013 sono da qualificare come annullamenti operati dalla Regione perché le autorizzazioni erano illegittime per difetto di istruttoria, mancando seri studi sull’impatto dell’impianto sulla salute umana e l’ambiente. La successiva revoca delle revoche è invece illegittima e viene annullata. Conseguentemente le Autorizzazioni del giugno 2011 sono definitivamente annullate dalla Regione.

APPELLO AL CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA
La sentenza è stata appellata dal Ministero della Difesa – Nello stesso giudizio, incidentalmente tutti i soggetti “No MUOS” in primo grado hanno riproposto tutti i motivi di ricorso già presentati nel giudizio al TAR Palermo.

SENTENZA PARZIALE CGA
La sentenza parziale conferma che i provvedimenti regionali del 29 marzo sono degli annullamenti e che la successiva revoca delle revoche era illegittima. Tuttavia annulla i provvedimenti del 29 marzo per difetto di istruttoria: secondo il CGA il dirigente che ha emesso il provvedimento non poteva lamentare la mancanza di studi sull’impatto ambientale e sulla salute perché tali studi erano stati redatti dall’Università di Palermo prima delle autorizzazioni (Studio Livreri – Zanforlin). Vengono così definitivamente decisi i 4 ricorsi riuniti sopra indicati ai nn. 2 e 3 e rimane da decidere quello indicato al n. 1 proposto contro le autorizzazioni. In quello viene disposto che la Verificazione eseguita in primo grado dal Prof. D’Amore sia nuovamente eseguita da un Collegio di Verificazione composto da un tecnico nominato dal CUN (Consiglio Nazionale dell’Università) in qualità di Presidente (Prof. Maria Sabrina Sarto), uno nominato dal CNR e tre Ministri: Ambiente, Salute e Infrastrutture e Trasporti. Il Collegio dovrà misurare il campo elettromagnetico prodotto dal cumulo delle antenne NRTF e LF ed il MUOS.

IMPUGNAZIONE PER REVOCAZIONE DELLA SENTENZA PARZIALE
La sentenza parziale è stata impugnata per revocazione perché viziata da un errore di fatto: il CGA non ha valutato un fatto documentato nel giudizio che lo studio Livreri – Zanforlin era stato smentito dagli autori stessi nel corso di un’audizione avvenuta prima degli annullamenti del 29 marzo 2013 il 5 febbraio 2013 all’ARS innanzi alle Commissioni. All’audizione era presente il Dirigente Regionale del Ramo il quale quindi aveva potuto apprendere dell’assoluta mancanza di scientificità di quello studio. L’inconsistenza dello studio Livreri – Zanforlin viene comunque confermata durante il giudizio al TAR dal Verificatore Prof. D’Amore.

CICIRI

LA SICILIA E’ PEGGIO DI PORTORICO!

LA SICILIA E’ PEGGIO DI PORTORICO. La sua centralità geostrategica, sul Corridoio che collega l’Oceano Atlantico all’Oceano indiano, attraverso il “raddoppiato” Canale di Suez -un Corridoio nel quale scorre un terzo del commercio mondiale- si traduce anche nell’imposizione di un controllo politico sofisticato e nella pianificazione di un sottosviluppo neocoloniale fondato sull’emigrazione giovanile di massa: selezione genetica al contrario e distruzione di un normale metabolismo sociale, la cui interfaccia è un sempre più miserabile e asfittico modello assistenzialistico-clientelare in stile Riserva indiana, il cui “ascensore sociale” funziona solo in discesa, rallentato –a livello di borghesia e intellettualità mercenarie- dal solo ciclico assalto alla diligenza dei “fondi n/europei”, che sono, per il Popolo siciliano, autentiche coperte infettate col vaiolo, come quelle che il Governo degli Stati Uniti “regalava” agli indiani all’inizio dell’inverno. E’ un circolo vizioso della miseria che può essere spezzato solo da una inedita e titanica Lotta di Classe per l’Indipendenza del Popolo siciliano.

LA SICILIA E’ PEGGIO DI PORTORICO. Se tutti intuiscono l’importanza di Sigonella (che, de facto, è anche la centrale operativa di controllo dell’intero Continente africano –AFRICOM); se molti hanno capito che il MUOS di Niscemi non è “una centrale telefonica”, ma uno dei 4 nodi di un sistema di coordinamento operativo integrato globale (Terra-Mare-Aria) della Guerra Mondiale che “nessuno vuole, ma tutti preparano”; pochi sanno che la Sicilia è anche il più decisivo hub geostrategico per le telecomunicazioni mondiali, poiché nell’Isola confluiscono le spine dorsali del sistema di telecomunicazioni tra Asia ed Europa.

LA SICILIA E’ PEGGIO DI PORTORICO. L’Isola Contesa è nell’occhio del ciclone. Chi si batte contro la Guerra e per la smilitarizzazione della Sicilia è una Avanguardia del movimento per la Pace a livello mondiale. Ne dobbiamo essere più consapevoli. Alzando uno sguardo siciliano, critico e solidale, sulle cose della vita e del Mondo. Ma anche aprendo gli occhi sulla Realtà siciliana e sull’urgenza di sviluppare un Cammino di Liberazione della nostra Terra impareggiabile, del nostro Mare, del nostro Cielo. Delle nostre menti prigioniere di una allucinazione collettiva, uno Spettacolo neocoloniale che occulta, sbianca e mascarìa diecimila anni di Storia siciliana…Ne va della nostra Dignità di esseri umani, del nostro Diritto di essere liberi a casa nostra. E’ troppo?.

L’Isola senza Cielo

TRIDENT JUNCTURE 2015

I WARGAMES DELLA NATO NELL’ISOLA SENZA CIELO

LA SICILIA E’ PEGGIO DI PORTORICO!

di STEFANO FIAMINGO*

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La sceneggiatura è holliwoodiana, ma non si tratta del solito filmone blockbuster (suggerito dalla CIA). “Allarme internazionale. E’ guerra tra Kamon e Lakuta. Nella regione della CerAsia dell’Est. La ricerca di acqua potabile sta infiammando il conflitto. Con la desertificazione, le falde acquifere a secco, le dispute ripariali e una risorsa in continua diminuzione, Kamon, respingendo la mediazione internazionale, ha invaso verso sud per impadronirsi delle dighe-chiave in Lakuta, piccolo Paese che è stato colto impreparato a contrastare l’invasione. La NATO è chiamata a intervenire per ripristinare la pace e l’ordine nella regione”. Ecco lo scenario, soprannominato SOROTAN, sviluppato dal Centro Guerra Interforze (JWC) e simulato durante TRIDENT JUNCTURE 2015, la “più grande esercitazione NATO dalla fine della guerra fredda”, come è stata definita dal Comando generale dell’Alleanza Atlantica.

Trident Juncture ha luogo dal 28 settembre al 6 novembre e interessa lo spazio aereo e marittimo compreso tra lo Stretto di Gibilterra e il Mediterraneo centrale. Prendono parte alla maxi esercitazione oltre 30.000 militari, 200 velivoli e 50 unità navali di 33 nazioni (i 28 membri NATO più 5 partner internazionali).

Trident Juncture entra nel vivo in coincidenza del quarto anniversario dell’assassinio del nostro amico Muammar Gheddafi -l’Ultimo Re dell’Africa, il Profeta della Moneta Africana di Sviluppo- ed è finalizzata a “colmare le lacune” evidenziatesi nel dispositivo criminale della NATO grazie ai nove imprevisti mesi di Resistenza della Jamahirya Socialista Popolare di Libia, malgrado fosse priva di aviazione e di contraerea, e indebolita “a terra” da centinaia di burocrati corrotti e da migliaia di terroristi garibaldeschi, tutti telecomandati dalla Nato (Francia, Italia e Turchia, in primis) e dal Qatar+EAU+Arabia Saudita. Lo scenario di Trident Juncture, per quanto camuffato, rimanda invece alla Novarossia, quella che chiamano impropriamente Ucraina dell’Est. L’Ucraina dell’Est non esiste!. E’ Russia!.

SHOW MUST GO…OFF!

Questo War Games, spettacolo dell’imperialismo euro-americano, si articola in due fasi: dal 3 al 16 ottobre si svolgono attività di pianificazione strategica in modalità di simulazione “Computer Assistita”; dal 21 ottobre fino al 6 novembre si svolge la fase operativa vera e propria “dal vivo” nei poligoni, nei porti e negli aeroporti militari degli Stati ospitanti (Italia, Spagna e Portogallo) e nelle Acque e nei Cieli dell’Oceano Atlantico e del Mar Mediterraneo.

Location d’eccezione nonché centro nodale dell’evento è lo scalo aereo siciliano di Trapani-Birgi, su cui operano, nella fattispecie, circa 5.000 militari e 80 velivoli. Cacciabombardieri, grandi velivoli da trasporto e aerei spia decolleranno dalle piste trapanesi per simulare attacchi contro unità navali, sottomarini e target terrestri e per testare nuovi sistemi militari.

Nella nostra Isola va in scena, quindi, l’ennesima “Dichiarazione di Dipendenza”: la Sicilia è peggio di Portorico, è una colonia USA-NATO, la cui gestione è affidata in appalto alle Massomafie tosco-padane e ai loro Pupi della Riserva sicilindiana. Con ironia involontaria, un portavoce dell’Aviazione militare italiana ci informa delle positive ricadute sul turismo siciliano: infatti Mille militari di Trident Juncture alloggeranno e consumeranno a Marsala… Ci ricorda qualcosa!. Trident Juncture, in realtà, è uno spot di promozione dell’Immagine turistica dell’Isola, chè le mega-parabole di Niscemi servivano a questo!. Show must go…off!.

SALVATE IL SOLDATO RYAN(AIR)!

A proposito di Birgi, che ‘sarebbe’ pure un aeroporto civile. Per mesi si è trascinata nella palude l’assemblea dei soci per nominare il nuovo consiglio d’amministrazione (scaduto il 6 luglio 2015) dell’Airgest, la società che gestisce l’aeroporto trapanese, compromettendo così l’attività strategica di programmazione dell’Aeroporto, con le inevitabili conseguenze anche sul fronte dei rapporti con Ryanair, che rappresenta l’unico vettore che assicura il traffico passeggeri (se si esclude la tratta Trapani – Pantelleria operata dalla compagnia araba Alitalia). Uno dei tanti rinvii determinati dall’assenza della “nostra” Regione fallita (azionista di maggioranza della società) si è registrato in occasione di un’assemblea programmata per il 28 settembre – data di inizio ufficiale dell’esercitazione NATO. Causa impegni di Crocetta e dei suoi Commissari romani?. Forse erano impegnati alla “anteprima” di TRJE-15!.

L’ISOLA SENZA CIELO

La valenza geo-strategica della Sicilia -l’Isola senza Cielo, cioè senza Sovranità sul proprio Spazio aereo e sulle proprie Acque territoriali- è tale che essa continua ad essere pre-scelta come location delle riprese di un interminabile Spettacolo neo-coloniale integrato e totalitario: dall’Operazione Husky (1943), all’installazione degli “euromissili” a Comiso (1983), dall’impressionante sviluppo della Fortezza globale di Sigonella alla distruzione della sovrana Jamahirya libica nel 2011 (paese “amico”!), dai velENI della petrolchimica colonialista, al Muos di Niscemi, dai “fondi europei” drogati e parassitari, ai Ladri di Vento e Sole e Boschi e Monnezza in versione “energia pulita e rinnovabile”… Trident Juncture è una sintesi plastica di una condizione di dipendenza e sudditanza che solo una inedita e titanica Lotta di Classe per l’Indipendenza potrà ribaltare, restituendo l’Isola di Trinakria al suo orizzonte destinale di Isola-Giardino nel Cuore antico del Mediterraneo.

L’Istituto “Terra e LiberAzione” ha calcolato che lo Spazio della Sovranità del Popolo Siciliano sarebbe –oltre ai 25.832 kmq di suolo dell’Arcipelago dei Siciliani, anche di oltre 20.000 kmq di Acque territoriali teoricamente riconosciute dal Diritto internazionale: la Sovranità sullo Spazio aereo, nell’Isola senza Cielo, corrisponderebbe pertanto a oltre 45.000 kmq. Al centro del Corridoio mediterraneo che collega l’Oceano Atlantico all’Oceano Indiano, sul quale scorre il 30% del commercio mondiale e il cui porto principale è…Amburgo!.

La Sicilia non è solo una colonia dell’imperialismo straccione italiano, nato nel 1860 già a trazione massomafiosa tosco-padana, con l’invasione anglo-piemontese: essa è piattaforma girevole e merce di scambio su ampi scenari geopolitici. Questa è l’Essenza della “Questione Siciliana”!.

L’ENTITA’ SATANICA

La smilitarizzazione della nostra Sicilia –(e la sua futura Autodifesa integrata)- è un “punto fermo” per l’Indipendentismo del Secolo XXI, che, al momento, coincide solo ed esclusivamente col Cammino trentennale della Fratellanza Siciliana “Terra e LiberAzione”. Un Cammino di tradizione beatopaolina, concepito sul Tempo della Realtà, nella Coscienza di sé e dei propri limiti: passo dopo passo, alzando uno sguardo critico e solidale sulle cose della Vita e del Mondo.

“Nella gioia di non essere come gli zombi imperialisti che giocano alla guerra e come le forze mentali di quell’Entità satanica che li telecomanda da remoto. Noi non siamo in guerra: iddhi, loro, sono in guerra: anche con sé stessi!. Nemici dell’Umanità!. Loro, per vincere, devono distruggere la Vita. A Noi, per vincere, basta continuare a Respirare!”. (da: Atti del Cuncumiu di “Terra e LiberAzione”, 2003-Mario Di Mauro, presentando Sammi Alà portavoce in Europa della Resistenza Irakena-Alleanza Patriottica).

*20/10/2015. STEFANO FIAMINGO-dell’Istituto “Terra e LiberAzione”

La Nota

L’Aviazione militare italiana, “in perfetta integrazione con le forze aeree delle altre quindici nazioni partecipanti” alle Operazioni “Odissey Dawn” e “Unified Protector”, contribuì “sganciando oltre 550 tra GBU-12, GBU-16, GBU-24, GBU-32, GBU-38, GBU-48…e missili di crociera a lunga gittata Storm Shadow” (quasi l’80% dell’arsenale in dotazione all’Aeronautica italiana). Ovviamente, scrivono sul loro report ufficiale, “evitando qualsiasi tipo di danno collaterale per la popolazione”!. Un Paese in forte crescita, che si apprestava a coniare la Moneta Africana di Sviluppo, ridotto a un Caos di fame e morte, evidentemente, non costituisce un “danno collaterale”. Nel febbraio 2011, mentre il Golpeguerra contro la Jamahiria libica muoveva i suoi tragici primi passi, “Roma” sospendeva unilateralmente il recente “Trattato di Amicizia” appena firmato con Gheddafi e introduceva, poco dopo e in sordina, perfino una accisa sulla benzina –di un miliardo all’anno- per finanziare i costi dell’aggressione alla Libia ben mascherati sotto la dizione “aiuto ai profughi della guerra di Libia”. Mentre lo Spettacolo della Menzogna, con tutto il suo circo embedded, televisivo e giornalaro, indossava l’elmetto contro “Gheddafi” bombardando i crani vuoti dell’opinione pubblica italidiota. (@TerraeLiberAzione)

PORTORICO 2

MESSAGGIO DA PORTORICO

Il Movimiento de Puerto Rico por la Independencia (MINH) scrive a Mario Di Mauro “y los independentista Siciliano” .

Al movimento indipendentista siciliano “Terra e LiberAzione”

Caro Mario Di Mauro e caro Mirko Stefio vi inviamo questo Messaggio ufficiale nella certezza che la nostra collaborazione sarà sempre viva fino alla fine del colonialismo yankee, fino alla Vittoria.

Noi siamo Isola come Voi, e non siamo soli, perché siamo insieme a tutti i popoli che lottano per l’Indipendenza. Puerto Rico non è nulla senza tutti voi…

Siamo isola nel centro della Lotta internazionalista mondiale… Mientras eso pasa, pues por ahí Vamos. La domanda è per dove andiamo. Questa congiuntura è il momento giusto per inserire radicalità al Discorso e all’Azione. Quando parliamo al popolo del “Debito”, del fottuto “Debito”, non facciamo altro che sollevare apertamente la lotta di classe. La lotta dei lavoratori e dei loro diritti contro la ricchezza dei miliardari. Sappiamo, noi e voi, da che parte stare.

 Noi siamo fratelli!

 Hasta la victoria siempre!

Dr. Ramón López-Alemán

 http://minhpuertorico.org/

Questo Messaggio lo proponiamo anche in tedesco.

BOTSCHAFT AUS PUERTO RICO

Der “Movimento de Puerto Rico por la Independencia (MINH) schreibt an die sizilianische Gemeinschaft “TerraeLiberaZione”.

An die sizilianische Unabhängigkeitsbewegung “Terra e LiberAzione”

Wir senden Euch dieses offizielle Nachricht, in der Gewissheit, dass unsere Zusammenarbeit immer lebendig sein wird – bis zum Ende des Yankee-Kolonialismus, bis zum Sieg. Wir sind eine Insel, so wie Ihr, und wir sind nicht alleine, weil wir zusammen mit allen Völkern sind, die für die Unabhängigkeit kämpfen. Puerto Rico ist nichts ohne Ihr alle… Wir sind (eine) Insel inmitten des weltweiten internationalistischen Kampf…

„Mientras eso pasa, pues por ahi Vamos“

Die Frage ist wohin gehen wir. Diese Konjunktur ist der richtige Zeitpunkt um Radikalität im Diskurs und der Aktion zu einzuflößen.

Wenn wir mit dem Volk über das Thema „Schulden“ reden… die verdammten „Schulden“, tun wir nichts anderes, als offensichtlich den Klassenkampf zu erheben.

Der Kamp der Arbeiter um ihre Rechte, gegen den Reichtum der Milliardäre. Wir wissen – wir und Ihr – auf welcher Seite wir zu stehen haben.

Wir sind Brüder! Hasta la victoria siempre!

16/11/2015 Dr. Ramón López-Alemán * 

* Dr. Ramón Lopez-Aleman (Lehrstuhlinhaber an der Universidad de Puerto Rico) ist der Leader des MINH und ideologischer Bezugspunkt der umfangreichen Befreiungsbewegung der Insel Puerto Rico, US-amerikanische Kolonie.

SIMBOLO M33

UN MESSAGGIO STORICO

Il Messaggio di solidarietà che riceviamo dai nostri fratelli e sorelle indipendentisti portoricani sarà custodito tra le nostre cose più preziose. La documentazione (che tradurremo), sarà patrimonio della nostra Lotta internazionalista per la Liberazione della colonia siciliana da ogni sfruttamento e da ogni oppressione.

Il nostro ringraziamento al leader autorevole del Popolo r/esistente di Puerto Rico (colonia statunitense di saccheggio e oppressione), il caro Dr. Ramón López-Alemán (Catedrático de la Universidad de Puerto Rico) e a tutti i fratelli e le sorelle del MINH e di tutte le strutture del movimento di liberazione che sfida la Bestia nel suo “cortile di casa”, sopportando nella Lotta quotidiana la repressione e le persecuzioni sistemiche dei famigerati “esportatori di libertà e democrazia”. Caro fratello Ramòn, abbiamo tanto da imparare da Voi!.

¡Independencia Para Puerto Rico!

 ¡Libertad Para Todos los Prisioneros Políticos Puertorriqueños!

 ¡Obreros y Pueblos Oprimidos del Mundo, Uníos!

Hasta la Victoria!

Sicilia indipendente!

Catania, 16-11-2015.

Mario Di Mauro-Fondatore di “Terra eLiberAzione”.

Mirko Stefio- portavoce ufficiale di “Terra e LiberAzione” in Latinoamerica e Caribe.

Salvo Di Stefano- Ufficio Studi Strategici dell’Istituto “Terra e LiberAzione”-

 

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DOCUMENTO/ LA “SOVRANITA’ ITALIANA”. Due Ambasciatori a confronto.

L’ambasciatore Romano, rispondendo alla lettrice Francesca Garello, nella sua rubrica sul “Corriere della Sera” del 10 ottobre, ha sprecato una buona occasione per dire una Verità semplice e chiara. L’inizio non era male, il problema è che manca tutto il seguito!.

“È giunta l’ora di rivedere gli accordi sulle basi (militari americane). Non credo che l’Italia possa continuare a ospitare sul proprio territorio senza qualche necessario aggiornamento alcune enclave militari americane, strumento di una politica che non è sempre quella del suo governo. (…) Le basi americane in Italia rappresentano un duplice problema. In primo luogo sono regolate da accordi largamente superati dalle condizioni e circostanze in cui stanno operando dopo la fine della Guerra fredda. Gli accordi garantiscono la continuità della sovranità italiana, ma dubito che il Dipartimento della Difesa, a Washington, presti a quelle intese una particolare attenzione”. (…) “Ma gli Stati Uniti continuano a usare le loro basi, soprattutto nel Mediterraneo, come se i loro obiettivi fossero necessariamente quelli dell’Alleanza. Lo fecero contro la Libia di Gheddafi negli anni Ottanta”.

L’Ambasciatore si scorda di aggiungere che nel 2011 la Jamahyria libica venne spazzata via dalla carta geopolitica del Pianeta, nel caos scientificamente costruito dai “ribelli garibaldeschi” variamente colorati e variamente sostenuti dalla “Santa Alleanza” tra Washington, Roma, Londra, Parigi e Turchia, Qatar, Arabia Saudita, Emirati…

Hanno assassinato Muammar Gheddafi, l’Ultimo Re dell’Africa, che aveva appena lanciato la Moneta Africana di Sviluppo –(col sostegno di Algeria-Nigeria-Sudafrica)-. Catturato, ci è stato raccontato da un TESTIMONE OCULARE, da “un commandos di killer europei che parlavano tedesco” (forse danesi o olandesi), su mandato politico della cupola del Golpeguerra promosso dalla “Santa alleanza” di cui sono membri tutti i capi di stato dei paesi aggressori: Giorgio Napolitano, in primis. Vigliacchi fino alla fine. (vedi Nota)

Nel Caos e nella manipolazione delle opinioni pubbliche decerebrate dell’Occidente esportatore di “libertà e democrazia”, si è compiuto un Crimine umano e politico, nel quale, l’ambasciatore Romano dovrebbe anche intravedere un buon argomento a sostegno della sua paludata e ipocrita tesi “autonomista”, espressa a sostegno del generale Leonardo Tricarico giustamente infuriato per il vigliacco e deliberato attacco americano all’ospedale di Medici Senza Frontiere a Kunduz, in Afghanistan.

La Jamahiria libica era l’UNICO paese dinamico e in crescita che la Repubblica italiana potesse annoverare tra i suoi migliori Alleati. Per l’ennesima volta, l’imperialismo straccione italiano si è accodato alle peggiori forze mentali dell’Occidente fallito: e dalla Sicilia, colonia geomilitare americana, ha bombardato i suoi stessi interessi in tutto il Mediterraneo!. Un figurone!. L’ambasciatore Romano, rispondendo alla lettrice Francesca Garello sul Corriere della Sera del 10 ottobre, ha sprecato una buona occasione per dire una Verità semplice e chiara.

Continuano a servire il loro Padrone: a volte perfino quando nessuno glielo chiede!. Ma quali “accordi” si dovrebbero rivedere?. Cosa sa l’ambasciatore Romano che noi non sappiamo?. Di chi ha paura nel non dire tutta la Verità, visto che la conosce?. Ecco, a questo punto, facciamo parlare un altro Ambasciatore. Di un paese serio, però. Criminale, ma terribilmente serio.

L’argomento è lo stesso, ma pochi ne conoscono perfino l’esistenza. Per noi Siciliani è doppiamente importante, poiché si situa nel seguente e specifico “quadro giuridico” la legittimazione –in violazione del sospeso Trattato di Parigi del 1947- dell’occupazione neocoloniale de facto della Sicilia: “La Sicilia peggio di Portorico!”, non è solo uno slogan riuscito della fratellanza siciliana “Terra e LiberAzione”!.

Titolo: “Bilateral Infrastructure Agreement” (BIA) del 20 ottobre 1954 tra lo Stato italiano e gli Stati Uniti d’America. A questo Accordo sono collegati almeno due protocolli: il primo, sullo spazio aereo e, supponiamo, sull’utilizzo delle piste italiane; il secondo, sulle acque territoriali e, supponiamo, sull’utilizzo dei porti italiani.

Il BIA ce lo “spiega bene” (si fa per dire) l’ex ambasciatore USA in Italia, dott. Spogli. Che ulteriori chiarimenti possano giungere dai governi di Roma, dai suoi ministri (un Teatrino di personaggi in cerca d’autore), buoni a vendere fumo a base di “miliardi” immaginari per lo sviluppo del “Mezzogiorno” (patria dei mezzogiornali?)…Lasciamo perdere. Una idea di cosa sia il BIA, il dott. Spogli, ce la regala, e di questo lo ringraziamo:

<< Gli accordi bilaterali come il BIA in questione hanno una elevata classifica di segretezza e non possono essere declassificati unilateralmente, poiché il regime di segretezza è stato stabilito di comune accordo dai Governi italiano e statunitense. Il segreto militare, relativo alle infrastrutture, ai compiti, alla distribuzione di uomini e mezzi, al tipo di presenza militare nelle diverse località, si espande fino ad abbracciare le regole che disciplinano le funzioni di comando nelle basi ove operano forze USA, nonché le disposizioni sui rapporti fra le autorità militari italiane e statunitensi”. (…)

(Alcuni politici italiani hanno proposto) la declassificazione del BIA del 1954 in virtù del lungo tempo trascorso dalla firma dell’accordo e della già pubblicità dell’accordo quadro del 1995 che lo ha rinnovato e dei successivi accordi tecnici (TA) per le basi di Sigonella, San Vito dei Normanni e Vicenza.

(…) Abbiamo valutato approfonditamente tale richiesta e ci siamo consultati con il Comando americano in Europa (EUCOM). Il Dipartimento (di Stato) non ha mai acconsentito a precedenti richieste italiane in tal senso e raccomandiamo di farlo ancora, specialmente data la natura del recente negoziato Host Nation Notification (NHH) riguardante la creazione dei Comandi AFRICOM presso le basi italiane. Anche se gran parte del contenuto del BIA si riflette nei successivi accordi tecnici pubblici, ci sono parti del BIA che non sono state riprodotte in questi documenti desecretati. In particolare riteniamo sarebbe controproducente rendere pubblico l’articolo 2 che regola l’uso delle forze USA che stazionano in Italia.

L’articolo 2 dice che ‘il governo degli Stati Uniti è obbligato a utilizzare le basi nello spirito e nel quadro della collaborazione NATO ed esclusivamente al fine di svolgere i propri compiti NATO e, in ogni caso, non per scopi bellici a meno che non derivanti da disposizioni NATO o da accordi con il governo italiano’.

Gli USA hanno sempre interpretato queste frasi in maniera ampia intendendo che le forze americane possono essere usate anche per operazioni non-NATO come l’Iraq e le missioni umanitarie in Africa, fintanto che vi sia il consenso italiano. Le autorità militari e politiche italiane hanno generalmente accettato questa interpretazione, dando il loro consenso in modo informale.

Ma è probabile che se questo testo diventasse pubblico, i partiti politici italiani che si oppongono alla presenza militare USA in Italia e al coinvolgimento in operazioni internazionali presserebbero il governo affinché venga data una lettura più restrittiva dell’accordo, pretendendo che nessuna azione non-NATO venga intrapresa senza negoziati estesi e formali con il governo italiano.

Questa e altre sezioni collegate del BIA se rese pubbliche, potrebbero suscitare una discussione pubblica sulle basi USA in Italia e complicare i nostri sforzi volti a garantire la più ampia possibilità operativa ai Comandi AFRICOM.(2)

Potrebbe anche limitare la nostra libertà d’azione riguardo a forze attualmente basate in Italia. Ad esempio potrebbe essere pubblicamente messo in discussione l’invio nel Mar Nero a supporto delle operazioni USA in loco (la crisi tra Georgia e Russia) della nave ammiraglia della 6^ Flotta, la USS Mount Withney, ancorata a Gaeta. I recenti accordi tecnici negoziati dopo il 1995 adottano un linguaggio che rinforza la nostra lettura “più estesa” dell’articolo 2, garantendo una maggior flessibilità operativa rispetto al BIA poiché non limitano le missioni delle forze USA basate in Italia “esclusivamente” a compiti NATO” >>.

Capito?.

@TERRAELIBERAZIONE

SICILIA MILITARE

IN SICILIA, E’ LA TANA DELLA BESTIA…

NON SOLO MUOS

LA SICILIA E’ PEGGIO DI PORTORICO!

 

IL MUOS E’ UNA CENTRALE DI COORDINAMENTO E COMANDO (TERRA-MARE-ARIA) PER LA GUERRA GLOBALE. UNA STRUTTURA DI MORTE SU SCALA GLOBALE.

LA SICILIA E’ LA TANA DELLA “BESTIA TRIONFANTE”. IL SEMPLICE SAPERLO E’ UN PASSO AVANTI NEL CAMMINO DI VERITA’ E DI LIBERAZIONE DI QUESTA NOSTRA TERRA SACRA.

Ma non si dimentichi un fatto poco noto ma cruciale: la Sicilia è anche uno dei principali hub di una serie di cavi ottici sottomarini per telecomunicazioni dal carattere transcontinentale. Tali cavi sono almeno quattro:

Fiber-Optic link Around the Globe (FLAG), un cavo in fibra ottica sottomarino per comunicazioni lungo 28.000 chilometri che collega il Regno Unito al Giappone. Il cavo è gestito dalla Reliance Globalcom. Attivato nel 1997, trasmette 120.000 canali. Un terminale si trova a Palermo.

I-ME-WE (India-Medio Oriente-Europa occidentale), un sistema di sei cavi per telecomunicazioni sottomarini lungo 13.000 chilometri, che collega l’India alla Francia. È operativo dal 2009, e supporta trasmissioni in banda larga come lo streaming multimediale, oltre a servizi peer-to-peer, Internet a banda larga e telefonia vocale/video. Alcuni suoi terminali si trovano a Tripoli, Alessandria  d’Egitto, Suez e Catania.

SEA-ME-WE 3 (Asia del Sud-Est-Medio Oriente-Europa occidentale), un cavo ottico sottomarino per telecomunicazioni che collega Medio Oriente, Nord Africa e Asia. Completato nel 2000, il cavo lungo 39000 chilometri fu commissionato nel marzo 2000 dall’indiana Tata Communications e da altre 92 compagnie e aziende delle telecomunicazioni che lo gestiscono. Un terminale dell’infrastruttura, nota anche come Global Backbone, si trova a Mazara del Vallo.

SEA-ME-WE 4 è un cavo a fibre ottiche per telecomunicazioni lungo 18.800 km, ed è la dorsale Internet primaria tra Sud-Est asiatico, subcontinente indiano, Medio Oriente ed Europa. Un suo terminale si trova a Palermo.

Il sistema di cavi è stato sviluppato da un consorzio di 16 aziende per telecomunicazioni. La sua costruzione, effettuata da Alcatel Submarine Networks e dalla Fujitsu, fu completata il 13/12/2005.

Il 30 gennaio 2008, i servizi Internet in Medio Oriente e nel subcontinente indiano furono interrotti per via della rottura dei cavi FLAG e SEA-ME-WE 4 nel Mar Mediterraneo. La causa dell’incidente ai due sistemi di cavi non è mai stata chiarita…Il SEA-ME-WE 3 per un certo periodo fu l’unico collegamento Internet tra Europa e Medio Oriente.

Una divisione dell’agenzia dello spionaggio elettronico statunitense NSA, l’Ufficio delle Tailored Access Operation (TAO), riuscì il 13 febbraio 2013 a raccogliere gran parte del traffico che attraversava il SEA-ME-WE 4, raccogliendo i dati degli utenti dell’intero cavo.

Il TAO utilizzava il software Quantuminsert per raccogliere i dati, creando  siti falsi da cui installare gli spyware sui PC degli internauti, permettendo all’NSA di prendere il controllo della rete. Un sistema che l’NSA avrebbe usato contro l’operatore Belgacom e la sede dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC). Infatti, questi cavi sottomarini sono strategici, poiché attraversati da un enorme volume di dati, facendone un obiettivo primario per le operazioni di spionaggio dell’NSA.

La Sicilia quindi è un hub geostrategico per le telecomunicazioni mondiali, poiché nell’Isola, essendo al centro del Mediterraneo, confluiscono le spine dorsali del sistema di telecomunicazioni tra Asia e Europa, come ad esempio il Global Backbone che collega Medio Oriente, Subcontinente indiano ed Estremo oriente (Indonesia, Singapore, Filippine, Corea del Sud)…E’ su questi temi che, nell’ultimo decennio, si è sviluppata la riflessione e pianificazione strategica degli ambienti militari statunitensi verso la Sicilia e la sua posizione geopolitica. Quando l’Alliance Ground Surveillance (AGS) sarà operativa nel 2017, la NAS di Sigonella diverrà la più grande base di sorveglianza e ricognizione del mondo.

Al centro controllo AGS di Sigonella faranno riferimento le basi per gli UAV statunitensi di Kirkuk, Baquba, Balad, Tallil e al-Asad in Iraq; le basi di Jalalabad, Kandahar, Bagram, Camp Leatherneck, Camp Dwyer, Combat Outpost Payne, le Forward operative base (FOB) Edimburgh e Delaram II, in Afghanistan…

LA SICILIA E’ LA TANA DELLA “BESTIA TRIONFANTE”. IL SEMPLICE SAPERLO E’ UN PASSO AVANTI NEL CAMMINO DI VERITA’ E DI LIBERAZIONE DI QUESTA NOSTRA TERRA SACRA.

@2010-2015. Istituto Terra e LiberAzione.

 

PLAYA

Sigonella diventa la base principale della Nato; si accentua una sudditanza che dura da 70anni

di Salvo Ardizzone – 28/12/2015
Fonte: Il Faro sul Mondo 


L’importanza di Sigonella è già enorme; è aumentata di anno in anno facendo di quella base la punta di lancia degli Usa in tutta l’area del Mediterraneo, dell’Africa e del vicino Oriente. Ebbene, nuovi programmi che stanno giungendo a compimento ne faranno la più importante base della Nato e, in assoluto, una delle più importanti del Pentagono.

L’installazione dell’Us Navy è destinata a ospitare i mezzi aerei, i sistemi di comando e controllo e l’intero apparato logistico dell’Alliance Ground Surveillance, di gran lunga il più rilevante e strategico programma Nato per missioni Jisr (Joint Intelligence, Surveillance and Reconneissance).

Il progetto, in gestazione da anni, è stato testato il 19 dicembre scorso con la prima missione sperimentale in California; entro il 2016 tutte le componenti saranno a Sigonella; nel 2017 raggiungerà la Capacità Operativa Iniziale.

Quello di cui parliamo non è un semplice sistema di ricognizione basato su droni, è molto, molto di più: è un sistema enormemente complesso ed evoluto, capace di sorvegliare, scoprire ed analizzare ogni dato su aree immense, scambiando le informazioni in tempo reale con un’infinità di altre piattaforme, Muos per prima, realizzando una sorta di Grande Fratello in edizione globale e permettendo un’operatività istantanea e guidata di tutti gli asset militari.

È basato su una componente robotica aerea piazzata su 5 Global Hawk Rq-4, capaci di volare a 62mila piedi (oltre 18mila metri) per più di 32 ore, giungendo a svolgere le proprie missioni a quasi 4mila chilometri dalla base. Con i propri sensori, ciascuno di essi può controllare minuziosamente un’area di 100mila chilometri quadrati in un solo giorno (in pratica in un’unica missione).

La componente a terra, che guida le operazioni, analizza, distribuisce ad un’infinità di utenti ed archivia la massa impressionante di dati raccolti, interagendo con tutti i sistemi Nato e, soprattutto, del Pentagono come il Muos, che vedi caso a Niscemi ha una delle sue quattro stazioni sparse per il mondo.

Insomma: a Sigonella verranno piazzati gli occhi e le innervature della Nato (al di là della risibile foglia di fico, diciamo correttamente del Pentagono), attraverso cui gli assetti militari potranno agire, annullando le categorie spazio-temporali, secondo le direttive di Washington. (…)

NISCEMI 1 MARZO 2014

 


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