mignemi 2

Buon 93° Compleanno all’Ingegnere MIGNEMI!

Buon Compleanno, Grande Vecchio!. Nato a Catania il 29 Luglio dell’anno 1924, oggi il presidente della comunità siciliana TerraeLiberAzione, il nostro Ingegnere, compie 93 anni.

Peppino Mignemi è l’ultimo dei “Ragazzi di Canepa”, ma anche il primo profetico oppositore -negli anni sessanta- del partito borghese del cemento e della speculazione che devastò il paesaggio urbano e naturale della sedicente “Milano del Sud”. Venne perfino arrestato e condannato al carcere che scontò scrivendo un libro la cui attualità definiamo inquietante. Lo ripubblicheremo, insieme ad altri elaborati -anche storiografici e scientifici- del nostro Ingegnere, tra cui la “Dichiarazione di Indipendenza del Popolo Siciliano” -una spettacolare provocazione culturale che spezzò, negli anni ottanta, il pericoloso isolamento in cui noi giovani indipendentisti prendevamo sputazzate da tutti i lati, anche dalla canaglia plebea italienata. Siamo grati al nostro Ingegnere e ci teniamo a comunicarlo ai nostri ormai tanti -rispetto ad allora- attivisti, sostenitori, amici. E anche avversari leali. Grande Peppino, ti vogliamo bene!.

La tua TerraeLiberAzione, che mai ti ha lasciò solo.

dall’Arkiviu di TerraeLiberAzione. Risoluzione del Cuncumiu 2004: nel ventennale della nostra Fondazione.

lentini primu maju

Essere Siciliani non è un incidente, nè un hobbye. Piuttosto è un mestiere. Essere Siciliani è un “esperimento con la Verità”. Alzare uno sguardo siciliano sul Mondo è possibile solo attingendo l’acqua dell’Essere e dell’Esserci dal fiume carsico di una Trinakria millenaria, perchè la Verità non è lontana, è appena sotto la Terra sulla quale camminiamo. Per dirla con Proust ci mancano solo gli “occhi nuovi per vedere”.

I depositi memoriali del nostro Popolo e della nostra Terra contengono un tesoro; e una smisurata eredità di libertà ci giunge da uomini e donne che spesso non ci hanno lasciato neanche il loro nome e quando l’hanno fatto c’è sempre stato, c’è, un Potere che ha provveduto e provvede a cancellarlo. Un Potere che inscena uno Spettacolo neocoloniale e ci costringe a vivere dentro una Grande Bugia, come un invisibile Predatore dalle mille maschere che alimenta la passività sociale e l’egoismo competitivo, sradicandoci dalla nostra Terra Sacra, dalla nostra Lingua antica, dal nostro diritto di essere e di esserci con competenza e con Amore, dalla possibilità di restituire la nostra Sicilia al suo destino di “Isola-Giardino”.

Non c’è partito parlamentare, sindacato, scuola, università, chiesa, televisione…che ponga al centro del suo agire il diritto dei Siciliani alla libertà autentica, all’evoluzione spirituale, all’Indipendenza.

Anzi: ogni istanza di liberazione delle nostre energie viene ostacolata da una ostinata produzione industriale di bugie, sofismi, distrazioni.

Restaurare una Verità Siciliana sulla Realtà e sulla Vita è possibile solo coltivando nello studio e nella vita l’Amore per la nostra Terra, l’Albero di Trinakria che nasce dalla Conoscenza e ch’è disseccato dall’azione devastante e quotidiana dello Spettacolo neocoloniale, delle sue scuole, dei suoi massmedia, della sua politica puttana…che ci priva d’un passato glorioso, d’un presente dignitoso, d’un avvenire sereno, e della possibilità stessa d’alzare uno sguardo siciliano sul Mondo.

La ricerca della Verità come metodo e il riabitare Trinakria come stile di vita configurano un unico, potente Principio spirituale. La storia ci insegna che se una Azione Umana non vuole degenerare, deve radicarsi in un Principio spirituale.

A noi basta poter camminare cercando Verità e Bellezza sulla nostra Terra: non è forse questa una forma di Preghiera?. E c’è Azione più sensata di questa Preghiera?.

Il Predatore che divora la nostra Energia e confonde i nostri cuori ci distrae dalla Terra, ci sradica dall’idea stessa di Isola-Giardino.

L’eredità spirituale del Popolo Siciliano è un Albero antico di cinquemila anni, con molte radici e molti rami d’oro. Questa eredità spirituale non può essere ridotta ad una sola radice. E’ una eredità spirituale plurale che purtroppo, per ignoranza e fideismi malriposti, stentiamo tutti a riconoscere in noi stessi, preferendo spesso, alla ricerca faticosa della Verità e della Bellezza, le facili scorciatoie che al Nulla conducono. Raddrizzare il corso degli eventi per rifondare dal basso la società siciliana è possibile solo liberando noi stessi dallo Spettacolo neocoloniale. Fuori da questa possibilità non ci resta che la miseria (la quale non è una esclusiva dei poveri).Proviamo dunque a riabitare Trinakria per diventare Siciliani Nuovi, per riconquistare il nostro antico Cuore di Zolfo nella Luce meridiana del Mare dei Canti, il Mediterraneo, e accedere, attraverso questo Essere e questo Esserci, a cittadinanze più ampie.

La Via che indichiamo è Pratica, parla della Vita Nuova nella Lingua dell’Identità ritrovata che sfida lo Spettacolo degli zombies e delle veline, della politica cattiva, dell’economia truccata, delle banche usuraie, dell’incultura spettacolarizzata.

Aggregarsi, formarsi, mobilitarsi, creare luoghi e strumenti per farlo, ispirandosi alla lunga r/esistenza del nostro Popolo, dal Vespro 1282 ai Beati Paoli del Seicento ai Fasci dei Lavoratori dell’Ottocento, è il nostro “che fare”. Ne va della Salute e della nostra Civiltà. La r/esistenza, intellettuale e popolare, allo Spettacolo neocoloniale è una necessità. Se ci siamo ancora, malgrado tutto, un motivo ci sarà. (…)

Sulle Vie dell’Indipendenza

Il Popolo Siciliano, gli uomini e le donne, le famiglie e le comunità dell’Isola di Trinakria hanno diritto ad una autentica libbirtà ri sprixioni, cioè a riconoscersi, a vivere ed a svilupparsi come nazione libera ed indipendente?.

L’idea di indipendenza può essere criticata, come tutte le idee, ma non ci si venga a dire che è inattuale: a parte il fatto che la Libertà di un Popolo non può passare di moda come un paio di scarpe vecchie, si pensi solamente che ben 7 dei 10 nuovi paesi entrati nell’Unione Europea sono più piccoli della Sicilia: conteranno però 40-50 volte di più, e ciò malgrado il carattere affaristico e oligrachico di questa Europa.

La rifondazione dal basso della Nazione Siciliana, la sua Indipendenza fondata sulla piena sovranità popolare, è nell’interesse, nel diritto e nel destino di noi Siciliani. L’indipendenza non è l’Ora X di una improbabile rivoluzione, nè l’esito di una campagna elettorale… L’indipendenza è un processo storico che le generazioni di un Popolo, sulla base di un accumulo e di una rielaborazione incessanti, costruiscono ogni giorno, partendo dall’ABC e andando oltre. E nessuno ce la regalerà. Solo i Siciliani stessi, adulti e responsabili, possono “cambiare le cose” in Sicilia, restituendo l’Isola di Trinakria alla Verità e alla Bellezza, alzando uno sguardo siciliano sulla Vita e sul Mondo, praticando la libbirtà ri sprixioni, riabitando Trinakria a partire dalle proprie città…

Ma può esistere un Popolo senza una propria identità autentica,condivisa e tutelata da Istituzioni coerenti? Può esistere un Popolo senza la sua libbirtà ri sprixioni, senza la possibilità di edificarsi in pace come Nazione libera e indipendente?. Cos’è il Popolo Siciliano senza istituzioni, scuole e mass media che ne coltivino il rispetto di sè, la storia vera, la lingua millenaria, il valore culturale dell’insularità mediterranea, il diritto di essere “Isola-Giardino” nel Mondo che verrà?.

Quello che ti proponiamo è un Cammino di ricerca della Verità e della Bellezza nella concretezza della Vita e dei suoi Luoghi. Per Essere ed Esserci con competenza. Essere Siciliani al 100% per essere del Mondo al 100%, provarci almeno, è una gioia che vale già la fatica necessaria a migliorarsi.

Il Cammino per riabitare Trinakria e alzare sul Mondo uno sguardo siciliano, guidato dall’idea-forza di Isola-Giardino, si fonda sull’Amore che nasce dalla Conoscenza.

Solo la Conoscenza -condizione primaria della difesa creativa dei depositi memoriali e dell’anima dei luoghi- può alimentare Stili di Vita radicati e coerenti in grazia dei quali diviene possibile il miracolo di rielaborare, col Codice d’Onore che produce il Popolo, un rinnovato senso dell’esserci con competenza, una ritrovata capacità di prendersi Cura della Vita e dei suoi Luoghi.

Uno Spettacolo neocoloniale imprigiona l’immaginario e la materialità della vita in Sicilia, privandoci d’un passato glorioso, d’un presente dignitoso, di un futuro in cui la Speranza non sia solo una vuota parola. A questo Spettacolo neocoloniale ci si sottrae solo dispiegando nella Vita, nell’Essere e nell’Esserci, la capacità di riabitare l’Isola di Trinakria, di radicarsi in una Storia, di rielaborare nella vita una Identità, situando la propria Azione dove la Fraternità e la Natura subiscono le loro quotidiane disfatte.

L’Indipendenza autentica si fonda sulla Socializzazione delle forze produttive fondamentali nel quadro di un modello di sviluppo autocentrato, bioregionalista e aperto: non c’è “indipendenza” se non si pongono le risorse e il lavoro dei Siciliani al servizio dell’evoluzione sociale e spirituale del Popolo Siciliano e della “sacralizzazione” della nostra Terra.

Quello che si produce, il modo in cui lo si produce, le forme del consumo, gli stili di vita: tutto deve essere sottoposto, nella massima libertà individuale, all’autocritica collettiva della decolonizzazione. Una Sicilia indipendente sarà un’Isola-Giardino, o non sarà niente. La nostra Terra non può continuare ad essere quello che è oggi: una colonia delle multinazionali e dei poteri forti di turno. Una Sicilia indipendente deve aprirsi, in modo realistico, anche al mercato globale, che è quello che è: ma sulla base del proprio interesse e dei propri bisogni. Mai più colonia di nessuno!. E l’Italia?. La rifondazione della società siciliana è un momento della rifondazione identitaria e civile dell’Italia stessa. Se, come sostengono fior di scrittori, la Sicilia è l’Italia portata alle estreme conseguenze, se solo conoscendo la Sicilia si capisce l’Italia, se due più due fa quattro, le forze reali del Cambiamento che operano in Sicilia e in Italia non sono due cose separate, ma due cose da confederare nella comprensione della Realtà e nell’Azione per la crescita civile di tutti i Popoli dell’area italiana. Sebbene sia solo da una ristrutturazione euromediterranea e dall’emergere di un inedito “socialismo mediterraneo” che contrapponga alla piratizzazione oligarchica delle risorse la loro socializzazione democratica, che la “Questione Siciliana” potrà essere del tutto risolta e il Popolo Siciliano restituito infine alla sua Sovranità e alla Storia Umana.

L’alternativa è il teatrino della politica vendifumo e vendipatria che dopo aver rovinato la Sicilia con una perdurante “unificazione” violenta, truffaldina, coatta, ignorante, rovinerà anche l’Italia. Vedrete. In mezzo al fumo dello Spettacolo la piratizzazione è cominciata.

Un modello di sviluppo indipendente è la condizione della nostra stessa apertura al Mondo, del nostro “essere-Mondo”. Indipendenza spirituale, culturale, politica, monetaria, bancaria, ferroviaria, aeroportuale, diplomatica…E’ della libertà che stiamo parlando!. Indipendenza solidale con tutti i popoli, a partire da chi sta peggio di noi, perchè non saremo del tutto liberi fin quando tutti i popoli non saranno del tutto liberi.

E’ la nostra Storia, è la nostra Geografia, è la nostra Etica dell’Onore, che ce lo dicono.

Il Popolo Siciliano esiste da 10.000 anni!. Siamo in grado di dimostrarlo in modo rigoroso. Di questa Storia gloriosa, a volte tragica, spesso commovente (per chi la conosce) non siamo solo gli eredi, ma l’intera eredità.

In ogni fase storica la Nazione Siciliana ha assunto una forma specifica. Ovviamente la definizione di “Nazione” -in generale- serve a semplificare la comprensione della Storia, della “lunga durata”. Questo concetto assume contenuto sociale e forme istituzionali differenti nelle diverse epoche: non potrebbe che essere così. E differente è la percezione di sè che i Siciliani hanno elaborato nel corso di una vicenda plurimillenaria, complessa, che presenta però delle invarianti, delle costanti: una di esse è la tendenza, mai del tutto annichilita, all’Indipendenza.

La Nazione Siciliana aristocratica ha scritto, a suo tempo, pagine gloriose. Ma i suoi Re ed i suoi Eroi sono tutti morti, mentre quel che restava del suo essere si è disintegrato nella palude dei gattopardi.

La Nazione Siciliana borghese ha scritto pagine gloriose. Ma le sue Rivoluzioni ed i suoi Eroi sono tutti svaniti. Quel che ne restava si è disintegrato nella palude degli sciacalli.

La Nazione Siciliana dell’avvenire appartiene, in primo luogo, a quel proletariato siciliano che paga oggi i costi più pesanti dello Spettacolo neocoloniale: precarietà della vita ed emigrazione infinita, sradicamento e confusione ideale, prigioniero di una palude sociale marchiata da svuotamento culturale ed alta ricattabilità clientelare. Un nuovo proletariato che, nei sui reparti avanzati, è formato da ingegneri informatici, insegnanti precarizzati, giovani laureati, emigrati che hanno maturato una coscienza della situazione siciliana (e sono migliaia!), intellettuali radicati nei paesi (e sono centinaia!)…Uomini e donne che possono costruire uno stile di vita e determinare scelte politiche sganciate dal carro mortifero di una borghesia parassitaria capace solo di prostituirsi allo Spettacolo neocoloniale. Solo il “popolo profondo” può disarticolare lo Spettacolo neocoloniale e liberare le forze necessarie ad una rinascita civile e politica di un Popolo intero, a rielaborare la lingua materna come nuova lingua di libertà, a riconnettersi con la Terra attraverso una nuova visione dei territori e delle loro mappe.

A riconnettersi col Mondo riconoscendo nell’esercizio della propria libbirtà ri sprixioni il diritto alla libertà di tutti i Popoli, dell’Umanità intera: quell’internazionalismo che è inscritto nel DNA della Storia del Popolo Siciliano e nell’essenza dell’insularità mediterranea. Ovviamente non sarà indifferente l’emergere o meno di nuclei di “borghesia illuminata”, di imprenditori locali con la testa sulle spalle, di conoscitori del mercato e dei meccanismi finanziari… Che si pongano al servizio di una Causa che è anche la loro, diventando “Siciliani al 100%”. Non c’è soluzione alla dipendenza neocoloniale (culturale, bancaria, politica…) se non sulla Via dell’Indipendenza.

Il Popolo Siciliano, liberandosi dalle sue scorie, deve prendere il Potere sulla sua Terra e affermare la propria indivisibile e inalienabile Sovranità!. Perchè nessuno debba più affruntarsi d’essiri sicilianu, perchè nessuno debba più patire un sottosviluppo imposto, sbattersi per un lavoro dignitoso, emigrare in cerca di salvezza civile, vedere frustrata la propria originalità, disseccate le proprie radici, scoraggiate le proprie speranze. Semu un Populu anticu, stamu nta na Terra ricca. Che il Sapere e la Ricchezza vengano socializzati!. Ce n’è per tutti.

Semu simenza. Simenza che non deve essere sprecata. Il Cammino è tracciato, i suoi passi pratici sono quotidiani.

@MARZO 2004. TERRAELIBERAZIONE.

farina 1

In forma bonaria intimiamo dunque alla srl “Terre e Tradizioni” di Verona di voler procedere alla cancellazione di tutti i marchi commerciali in oggetto dal registro dell’Ufficio Marchi e Brevetti del Mi.S.E. -Ministero dello Sviluppo Economico. Entro e non oltre il 31 agosto c.a., e a darne anche documentata e pubblica informazione. Decorso il termine non potremo che ricorrere, tra l’altro, al Tribunale per le Imprese a Tutela di un Diritto storico del Popolo Siciliano, che trascende la stessa questione in oggetto.

ISTITUTO MEDITERRANEO PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA –“TERRAELIBERAZIONE”

All’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Piazza G. Verdi, 6/a –00198 Roma

Oggetto: segnalazione all’A.G.C.M. – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sollecitando l’avvio di una indagine conoscitiva a fronte di un “evidente impedimento alla concorrenza sui mercati” (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990) determinato peraltro dall’utilizzo privatistico ed esclusivista delle storiche denominazioni degli “ANTICHI GRANI SICILIANI” (Timilia, Maiorca, Russello…) e della stessa definizione generale di “ANTICHI GRANI SICILIANI”, tutti “marchi registrati” –fin dal 2013- da parte della società “Terre e Tradizioni”, srl con sede legale in Via IV Novembre, 24 – 37126 Verona (VR), Italia -Tel. +39 045 7364410 – info@terretradizioni.it – sito: http://terretradizioni.it/ – P.IVA 05001570877.

Documento allegato: lettera ingiuntiva inviata dalla suddetta società veronese “Terre e Tradizioni” –nel maggio 2017- a una moltitudine di agricoltori siciliani, nella quale viene rivendicato anche il pagamento di royalties per l’utilizzo delle suddette storiche denominazioni.

La stessa srl veronese “Terre e Tradizioni” dichiara, correttamente, sul suo sito commerciale, che, ad esempio: “La Timilìa è una varietà di grano duro in via di estinzione, tipica del centro della Sicilia. Rappresenta la biodiversità Siculo-Mediterranea ed è il frutto di selezioni naturali millenarie”. Lo dicono anche loro!.

Il movimento siciliano TerraeLiberAzione -di cui lo scrivente Istituto è organo- è impegnato dal 1984 nella difesa e valorizzazione della biodiversità siciliana, è radicato nei territori e sente il dovere di raccogliere e sintetizzare civilmente lo smarrimento e l’indignazione di migliaia di Siciliani, in forma primaria di “segnalazione”, sottoponendo la questione al vaglio della A.G.C.M. –l’Antitrust- e sollecitando l’avvio di una URGENTE indagine conoscitiva a fronte di un più che ipotizzabile “evidente impedimento alla concorrenza sui mercati” (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990).

Ci teniamo infine a chiarire che non v’è alcuna “Guerra Sicilia-Veneto”, come perfino deputati in “delirio elettoralistico” sostengono: c’è un problema, determinato dall’arretratezza culturale e strutturale “interna” e da un “sistema ostile” globale, che –nella nostra Analisi- caratterizzano in termini neocoloniali la Realtà siciliana. A prescindere, è un Dovere del nostro “Cammino organizzato nella CoScienza” chiarire i Problemi e proporre Soluzioni razionali. Punto.

Siamo fiduciosi che l’A.G.C.M. prenderà in urgente considerazione la presente “segnalazione”.

Catania, 11/07/2017.

Mario S. Di Mauro – presidente dell’ ISTITUTO MEDITERRANEO PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA –“TERRAELIBERAZIONE”

Integrazione alla nostra segnalazione all’A.G.C.M. – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato- in DIFESA dei GRANI SICILIANI ANTICHI.

luglio 19, 2017 //

Protocollata oggi, 19/07/2017-h.9.14

ISTITUTO MEDITERRANEO PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA –“TERRAELIBERAZIONE” (…)

All’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Piazza G. Verdi, 6/a

00198 Roma

Oggetto: Integrazione alla nostra segnalazione all’A.G.C.M. – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato- inviata in data 11 luglio 2017 h.9.28- nella quale si sollecita l’avvio di una indagine conoscitiva a fronte di un “evidente impedimento alla concorrenza sui mercati” (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990) determinato peraltro dall’utilizzo privatistico ed esclusivista delle storiche denominazioni degli “ANTICHI GRANI SICILIANI” (Timilia, Maiorca, Russello…) e della stessa definizione generale di “ANTICHI GRANI SICILIANI”, tutti “marchi registrati” –fin dal 2013- da parte della società “Terre e Tradizioni”, srl con sede legale in Via IV Novembre, 24 – 37126 Verona (VR), Italia -Tel. +39 045 7364410 – info@terretradizioni.it – sito: http://terretradizioni.it/ – P.IVA 05001570877.

Documento allegato: lettera della suddetta società veronese “Terre e Tradizioni”, che rinuncia alla titolarità dei marchi in oggetto proponendone la cessione “a un centesimo” alla Stazione sperimentale di granicoltura di Caltagirone (struttura della Regione Siciliana).

Prendiamo atto della “buona volontà” della società veronese “Terre e Tradizioni”, ma la valutiamo, nella forma, tecnicamente irricevibile, acquisito peraltro anche il parere dell’assessore regionale all’Agricoltura, on. Cracolici, e di diversi deputati regionali, tra cui Angela Foti (M5S) e Concetta Raia (PD).

La nostra Regione non può acquistare una “cosa” che è già sua!. E l’ETNA non si “brevetta”!. Né la “MATERIA PRIMA” brevettata in oggetto –alla luce del Codice della proprietà industriale- ci pare abbia acquisito alcun “carattere distintivo” nell’attività della società veronese “Terre e Tradizioni”.

In forma bonaria intimiamo dunque alla srl “Terre e Tradizioni” di voler procedere alla cancellazione di tutti i marchi commerciali in oggetto dal registro dell’Ufficio Marchi e Brevetti del Mi.S.E. -Ministero dello Sviluppo Economico. Entro e non oltre il 31 agosto c.a., e a darne anche documentata e pubblica informazione. Decorso il termine non potremo che ricorrere, tra l’altro, al Tribunale per le Imprese a Tutela di un Diritto storico del Popolo Siciliano, che trascende la stessa questione in oggetto.

Rinnoviamo, dunque, integrandola, la nostra richiesta di avvio di una indagine conoscitiva da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a fronte di una situazione che presenta e, temiamo, presenterà molteplici criticità, anche in relazione alla libera concorrenza sui mercati (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990).

LA COCACOLA può essere “registrata”, la COCA, no!. E qui difendiamo FARINA, non COCA!

Catania, 19/07/2017.

Mario S. Di Mauro – presidente dell’ ISTITUTO MEDITERRANEO PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA –“TERRAELIBERAZIONE”

1866-September-2016: “Raus mit Italien!”

Siziliens 7 ½ Revolution

Zum 150. Jahrestag der Kommune von Palermo

“Fora st’Italia!” -“Viva Santa Rosalia!”

SCHWARZER SEPTEMBER 1866. Die ANTI-KOLONIALISTISCHE und proletarische Revolution des “Sette e Mezzo” für die Unabhängigkeit des Sizilianischen Volkes wurde nicht nur vom vereinigten Italien massakriert, sondern auch von der eigenen insulianischen aristokratischen Bourgeoise. Diese wurde vom palermitanischen Bürgermeister, dem Marquise Di Rudini, der später Karriere als italienischer Staatsoberhaupt machen würde, verkörpert.

Die “Sette e Mezzo”-Revolution – genannt nach den Tagen die sie anhielt, “findet sich nicht in der langen Liste der révolutions improvisées, wie die Franzosen sie nennen würden…” (Marx).

@sizilianische Gemeinschaft TERRAELIBERAZIONE.

https://terraeliberazione.files.wordpress.com/2016/12/setteemezzotedesco.pdf

sizilianer-copertina

@TERRAELIBERAZIONE-NEWS.

U Sicilianu Novu cammina addhitta, sulle vie del Mondo. Fuori dalle paludi, dai campi minati, dalla demenza dello Spettacolo coloniale: non si ciba dei suoi frutti marci, non coltiva i suoi semi avvelenati .

La Ri-Evoluzione culturale e politica non si fa con le lamentazioni reazionarie, ma sviluppando la nostra narrazione Geo-Storica nell’Azione concreta di r/esistenza, ogni santo giorno.

Siculi, Sikani, Sikeliani,Siqillyani…Non esistono in nessun libro ufficiale. Nella narrazione coloniale siamo figli di NN, e pure bastardi: il risultato di 13 ininterrotte dominazioni e stupri…E ci credono perfino: TUTTI. E’ una concatenazione micidiale di balle storiografiche e perfino geografiche. Tutto FALSO!.

Lo spieghiamo nel nostro Discorso pubblico, la cui elaborazione ci è costata decenni di fatica, rinunce e sacrifici. La battaglia ontologica è l’essenza vitale del Cammino di LiberAzione del Sicilianu Novu nel Secolo XXI. Il Metodo del Realismo dialettico ci permette di alzare uno sguardo scientifico sulle cose della vita e del mondo. L’Analisi concreta, col suo profondo retroterra Geo-Storico, ci fornisce Mappe e Bussole per non perderci nelle nebbie dello Spettacolo coloniale.

Il Gruppo TerraeLiberAzione –fino ad ora- ha dimostrato di saperlo fare. E’ troppo poco, lo sappiamo. Ma semu Simenza. Non siamo interessati a scorciatoie di alcun tipo: le conosciamo, e non portano da nessuna parte.

copterra-1-2017terraeliberazione-n1-2017

banner-destino

NON ESISTE una Cartografia integrata dell’Arcipelago dei Siciliani. O non l’abbiamo trovata Noi di TERRAELIBERAZIONE (in 34 anni!). Perfino la MAPPA GEOLOGICA ufficiale è una FARSA coloniale grottesca!.

VEDIAMO CHI LA CAPISCE. PER ESEMPIO, TRA I TANTI ESEMPI…
saremmo curiosi di parametrare la MAPPA degli incendi con quella dei Parchi eolici delle massomafie energetiche europee. Hanno subito danni?. Accuddhì, per curiosità.

@Istituto TERRAELIBERAZIONE.

Il movimento siciliano Terra e Liberazione, oggi, a Puerto Rico, ha siglato un accordo di cooperazione con il movimento Hostociano Indipendentista, col quale è in relazioni fraterne da diversi anni. Il compañero Mirko STEFIO (portavoce di Terra e LiberAzione nelle relazioni internazionali in Latino America e Caribe) ha discusso differenti questioni con la Copresidenta del Movimiento (MINH-PR) compañera Wilma E. Reveron Collazo, la quale saluta Mario Di Mauro, presidente di Terra e LiberAzione, definendo una prima agenda per una più proficua collaborazione tra i nostri movimenti.
Con la promessa che presto ci raggiungerà nell’Isola dei Siciliani per una conferenza.

@terraeliberazione-news (SDS)

puertorico 1

banner-terra-3

PORTORICO 2

 

aggiornamento del 27 luglio- La C-Star -che risulta oggi una “nave mongola”!- non era a Cipro, ma nella parte occupata dai turchi di Cipro; il proprietario Thomas Egerstrom, il capitano dello Sri Lanka Navene Indika Jayasekor e 8 dell’equipaggio sono stati arrestati dalla polizia turca. 15 dei 20 cingalesi CLANDESTINI a bordo sono partiti dall’Aeroporto Ercan per la Turchia, e 5 hanno chiesto asilo a causa del conflitto nello Sri Lanka. La polizia turco-cipriota di Famagusta accusa gli arrestati di avere esibito documenti falsi al momento della partenza dallo Sri Lanka e altre falsificazioni nel viaggio fino a Famagusta. I 10 sospetti dovrebbero essere processati e deportati (forse sono già in Qatar). I 20 cittadini dello Sri Lanka volevano andare in Italia e anticiparono 10 mila euro all’agenzia nello Sri Lanka!!!. Gli armatori e il capitano della nave secondo il giudice hanno emesso falsi documenti relativi alla ricerca di membri per l’equipaggio. E’ una vicenda tragicomica… (continua). In Tunisia?.

(TERRAELIBERAZIONE-NEWS)

lentini primu maju

I mercenari europei della “Nave Nera” C-STAR, armati e pagati per recitare uno spot pubblicitario, non sono i benvenuti nella Sacra Terra dei Siciliani. Ci mancavano solo loro, nella Tragedia che l’imperialismo inglese & derivati ha imposto ai decerebrati popoli del Mediterraneo!.

La cosa seria da FARE è chiedere all’Autorità portuale di Catania (e a tutte le altre) di negare l’approdo. Motivazione: grave danno di immagine alla città di Catania – oltre a rischi per l’ordine pubblico. Ci basta e avanza. Lo spettacolo lo lasciamo volentieri alle esagitate associazioni piccoloborghesi: di destra, di sinistra: poi, a “mangiarci”, muti-muti, sono quelli di “centro”.

Al PORTO di CATANIA, difendiamo solo i PESCATORI siciliani, massacrati dall’UE e dai mercenari politicanti nostrani!.

A prescindere, i Siciliani siamo ostaggi dell’IMPERIALISMO NORDICO, privi di qualunque SOVRANITA’ sul “nostro” TerraMare e sul corrispondente Spazio Aereo. Ma questa, per i colonizzati nostrani –specie i volenterosi ultras delle contrapposte “tifoserie” – è difficile da capire.

Nell’Isola delle 913.000 case svuotate dalla C.E.M. -Coercive Engineered Migration- che la dissangua ciclicamente da un Secolo- lo Spettacolo coloniale inscena “di tutto e di più”:  anche sulla pelle di profughi e naufraghi dell’imperialismo europeo che massacra da secoli l’Africa. Ora ci dobbiamo sopportare pure l’Opra dei Pupi di ONG colorate, C.A.R.A., SPRAR, HOT SPOT & Navi Nere!. E il diversivo della campagna razzista che alimenta le nebbie fitte di una Sicilia italienata, accecata e perduta a sé stessa.

@Catania, 22 luglio 2017. Fronte del Porto (TerraeLiberAzione e Federazione Armatori Siciliani della piccola pesca artigianale)

banner-migranti

Das Institut „Terra e LiberAzione“ hat berechnet, dass der souveräne Raum des sizilianischen Volkes – außer den 25.832 km2 an Bodenfläche des Archipels der Sizilianer – von Natur aus auch über 20.000 km2 an territoriale Gewässer besitzt, die theoretisch durch internationales Recht anerkannt sind. Die Souveränität über den Luftraum, in dieser sogenannten „Insel ohne Himmel“, würde übrigens über 45.000 km2 betragen.

Das „italienische“ Sizilien ist nicht bloß eine Kolonie des 1860 geborenen zerlumpten Imperialismus, der schon damals von freimauerisch-mafiösen, toskanisch-padanischen Kräften angetrieben wurde und der mit der anglo-piedmontesischen Invasion und Beziehung zu Washington aus Siziliens geostrategischen Lage Kapital schlug. Die strittige Insel ist nun gänzlich zu einer drehbaren Plattform für militärische Manöver und Energieerzeugung geworden. Ein neuralgisches Gelenk weitreichender geopolitischer Szenarien. 

Es ist das „italienische Sizilien“, das in der militaristischen Orgie von 1915 erfunden wurde und in der „nazionalisierung der Massen“ (aus dem italienischen: nazionalizzazione delle masse) des 20-jährigen Faschismus versiegelt wurde.

Es ist das amerikanische Sizilien, das von Rom aus geleitet wird, mit dem Alibi eine falschen Autonomie: Eine autonome Region mit Sonderstatus, die unter Sonderüberwachung steht. Eine als autonome Region: Sizilien ist schlimmer dran als Puerto Rico.

@TERRAELIBERAZIONE.

lentini 7spot-libro

(

Un gip di Siracusa, su richiesta della Procura, ha disposto il sequestro preventivo di due impianti industriali: lo stabilimento Esso e gli stabilimenti Isab Nord e Isab Sud del polo petrolchimico siracusano. E’ un provvedimento senza precedenti. E oggi è Venerdì…la Borsa dormicchia…

Un pool di sostituti, coordinati dal capo della Procura Francesco Paolo Giordano, al termine di un’indagine scattata due anni fa, ha accertato un «significativo contributo al peggioramento della qualità dell’aria dovuto alle emissioni degli impianti». Nel suo provvedimento il gip subordina la restituzione degli impianti «all’imposizione di prescrizioni per consentirne l’adeguamento alle norme tecniche vigenti». L’indagine si è avvalsa di una consulenza tecnica collegiale redatta da esperti di livello nazionale ed è consistita in audizioni e acquisizioni di dati e documenti. Il sequestro è stato eseguito dal Nictas e dall’aliquota della Polizia della Procura.  

Il gip ha dato 15 giorni di tempo alle società per decidere se aderire alle prescrizioni. Sia la Esso, che la raffineria impianti Sud dovranno ridurre le emissioni provenienti dall’impianto «con la copertura delle vasche costituenti l’impianto di trattamento acque». Dovrà essere presentato un progetto che non dovrà eccedere i 12 mesi, con garanzia fideiussoria. Gli stabilimenti Esso, Isab Nord e Isab Sud dovranno effettuare il monitoraggio del tetto di tutti i serbatoi contenenti prodotti volatili o mantenuti in condizioni di temperatura tali da generare emissioni diffuse; realizzare impianti di recupero vapori ai pontili di carico e scarico; adeguare i sistemi di monitoraggio delle emissioni, attraverso l’adozione di sistemi di monitoraggio in continuo, mettendo a disposizione i dati registrati per via telematica all’Arpa di Siracusa. 

Solo lo stabilimento Esso dovrà ridurre il livello delle emissioni in atmosfera sino al rispetto dei livelli previsti delle migliori tecnologie disponibili, in particolare la riduzione degli ossidi di zolfo in due camini, e degli ossidi di azoto in 21 camini.

IL MARE COLOR DEL MERCURIO

Questo nostro intervento è uscito nel 2002… anche su diversi giornali (La Sicilia ecc.) e siti web.

Priolo (Sicilia)- L’hanno visto in tanti il mare color del mercurio il 10 settembre scorso su quella che fu, un tempo, la costa degli Dei. Sikani e Siculi, pacifici coloni megaresi e mercanti punici, oltre tremila anni fa, celebravano la Vita a Thapsos e in quelle terre che galleggiavano sulle dolci acque di un’immenso lago sotterraneo… Questa natura generosa permise fioriture di civiltà almeno fino alla caduta della Siracusa di Archimede nella trappola di Roma, che saccheggiò la pentapoli aretusea e ridusse la Sicilia in granaio e galera di schiavi, i quali si rivoltarono in più occasioni restituendo all’uomo la dignità che un Potere devastante gli aveva sottratto.

Questa Sicilia ne ha viste di tutti i colori…ma il mare color del mercurio, e i pesci morti, e i criaturi che nascono deformi, e i nostri amici di Priolo, e Melilli, ed Augusta, e Belvedere… che a quarantanni se li porta via il cancro fulminante, accuddhì… tutto questo non s’era mai visto. Ora, una tempesta giudiziaria nel mare color del mercurio, ci sta restituendo le cifre di quello che sapevamo già, anche se pochi hanno avuto il coraggio di parlarne, in questi anni di silenzi complici, ricatti e paure: 1100 bambini nati deformi, migliaia di aborti “terapeutici” (quasi uno al giorno!), cancro di massa…devastazioni ambientali irrimediabili. Se non è colonialismo questo!

Il sottosuolo è stato svuotato d’acqua pura dall’idrovora del petrolchimico, per decenni, e riempito di melme all’arsenico e al nichel, al benzene e all’ammoniaca…Hanno bruciato pare il 40-50 per cento dell’acqua siciliana: ogni discorso sulla crisi idrica dovrebbe cominciare da questi dati (qualcuno li renda noti, c’è uno studio della Regione ammucciato ora non so dove, ma c’è!). Il novanta per cento dei rifiuti speciali prodotti in Sicilia finiscono non si sa dove, in violazione di ogni legge e di ogni regola di buon senso.

Profitti! Profitti! Non vedono altro, e pure scherza qualcuno sulla morte della Terra: “butta a mare, sduvaca…che avveleniamo tutto!”, questo si dicevano certi di impunità…alcuni dei dirigenti Enichem arrestati il 16 gennaio 2003 su ordine della Procura di Siracusa, per “illegale smaltimento di rifiuti tossici”.Vorrei sperare che non finisca come a Marghera: tutti assolti, perchè non potevano sapere, lì, che il CVM provoca il cancro…In verità è addirittura dal 1949 che il CVM è segnalato come epatossico, causa del morbo di Raynaud e altre sciagure. La Corte marziale ci vuole e il reato è quello di strage!

Ecco: la Verità ci serve, tutta. Per restituire questo pezzo di Sicilia alla sua Bellezza originaria. E la Regione non faccia “spettacolo” annunciando di volersi costituire parte civile, veda piuttosto di porre fine alla cecità, di star vicina alle famiglie delle vittime che in massa, loro, dovrebbero costituirsi parte civile; la Regione, la Politica siciliana tutta, veda di elaborare un avvenire post-industriale per l’area siracusana, magari alzando uno sguardo siciliano sul Mondo, per scoprire che in Germania, nella Ruhr, che fu il cuore dell’industria tedesca (carbone ecc.), hanno messo in campo e realizzato in soli 10 anni ben 120 progetti integrati per la riconversione in polo culturale, turistico, per la ricerca e perfino per l’ecologia. Sarebbe la cosa da fare, ma non fra centanni. Intanto il mare ha ancora il color del mercurio e l’aria il sapore della morte.

Enrico Mattei si vantava spesso “di aver violato per ottomila volte leggi, decreti, ordinanze, perchè l’Agip potesse svolgere i propri lavori senza rispetto per i suoli e per i centri abitati”…Qualcuno lo vorrebbe pure santificare. Oggi qualche magagna viene a galla, ora che l’ENI sta uscendo dalla chimica e che l’unico indotto in espansione è quello rappresentato dalle cliniche oncologiche e affini (dopo mille denunce, perfino l’O.M.S., l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, parla di abnorme incidenza dei tumori nelle città siciliane della chimica, nonchè del 7 per cento di bambini nati deformi …Anche se Cuffaro, a Gela, disse: “l’inquinamento non esiste!” nè si può tacere di quella nota associazione ambientalista che promuove campagne nazionali coi danari della Montedison!).

Nella petrolchimica lo scenario è da sempre globale…Anche stavolta ciò che accade in Sicilia, accade nel Mondo. Ma neanche nella disperata Nigeria una multinazionale si può permettere di fare quello che stanno facendo in Sicilia e nel modo in cui lo stanno facendo. E la logica da petrolkiller è la stessa che, dai tempi di Cefis, punta solo a massimizzare i profitti considerando la sicurezza e la salute “un dogma da distruggere” (cito da un documento di programmazione della Montedison per il triennio 1978-1980).

In questi ultimi decenni di saccheggio neocoloniale del territorio siciliano sono riusciti anche a far scomparire nel “nulla” qualcosa come 150 milioni di tonnellate di rifiuti nocivi della petrolchimica: e non ci si venga a dire che è colpa della mafia, perchè quella, semmai, è solo una lurida “società di servizi”, nonchè il più comodo alibi spettacolare della dominazione neocoloniale sulla Sicilia. U pisci feti da testa e, sebbene di teste fetenti ce ne siano molte anche qui, questa non è in Sicilia.

@ 2000-2003. MARIO DI MAURO -Fondatore di TerraeLiberAzione

->leggi: https://terraeliberazione.wordpress.com/veleni/

bannerfrasi-1

http://timesicilia.it/strage-via-damelio-si-indaghi-gladio-sulloperazione-britannia/

falcone-borsellino-murales