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Un Giro d’Italia che umilia il POPOLO PALESTINESE e legittima l’occupazione coloniale della TERRA SANTA è una offesa che NOI SICILIANI coscienti non faremo passare come se niente fosse. Amiamo il ciclismo e non vogliamo una MAGLIA ROSA MACCHIATA DI SANGUE PALESTINESE!.
Ma sia chiaro: il conflitto israelo-palestinese non può essere usato per fare carne di porco della VERITA’. E una PACE GIUSTA è l’unico obiettivo dei GIUSTI – il MEDITERRANEO ne ha urgente bisogno. Non è facile, ma restiamo alla larga da tifoserie smidollate. Ne stiamo vedendo di tutti i colori, una le riassume tutte: i sinistrati pedalatori per la Palestina che paragonano il Giro d’Italia alla Berlino nazista durante le Olimpiadi del ’36: bum!. Con questi non prendiamo manco un caffè, ci dispiace. C’è un problema, ma al senso delle proporzioni ci teniamo, perchè le Questioni le sappiamo “leggere”.I FALSI AMICI del Popolo palestinese NON CI INTERESSANO.
Lo stato di Israele non è “autoproclamato” – a prescindere sosteniamo i DIRITTI del POPOLO PALESTINESE e non strumentalizziamo nulla. CHI TEORIZZA LA DISTRUZIONE di ISRAELE è un criminale ignorante e seminatore di altri disastri. Punto. E non serve un “bantustan” palestinese (lo abbiamo scritto nel 1988!).

ISRAELE e PALESTINA hanno un futuro solo se si fondono nell’ISRATINA. Gheddafi aveva capito tutto, anche perchè sapeva Tutto. E fu l’unico vero sostenitore del popolo palestinese (anche contro i loro capi corrotti), quando erano massacrati da tutti – negli anni ’70 -al tempo della resistenza animata da “SETTEMBRE NERO”.
O si fondono in uno STATO UNICO, laico e democratico, o faranno una malafine: Tutti.
Quanto alla “genialata” di far partire il Giro d’Italia dalla Gerusalemme palestinese riconoscendone la sovranità israeliana… è un autogol dell’italietta fallita la cui politica estera viene decisa dalla…Gazzetta dello Sport!. Siamo al delirio finale!. “NO PASARAN!” COME SE NIENTE FOSSE.
IL CICLISMO E’ VITA. E se affoga nel doping e nell’ipocrisia geopolitica…non è colpa nostra!.

Un Giro d’Italia che umilia il POPOLO PALESTINESE e legittima l’occupazione coloniale della TERRA SANTA è una offesa che NOI SICILIANI coscienti non faremo passare come se niente fosse.

Ed è vergognoso che ci stiano rattoppando qualche strada scassata per agevolare lo SPETTACOLO.

A ciascuno le sue responsabilità. NOI SIAMO UMANI. “Voi” siete bestie?. Il “Giro d’Italia” parte da Gerusalemme, che viene riconosciuta ufficialmente  CAPITALE dello Stato di Israele, e non patrimonio dell’Umanità. Da chi? Dalla Gazzetta dello Sport-RCS?. Quanto alla “QUESTIONE” israelo-palestinese, è complicata: ma un accordo decente lo devono trovare o finiranno in un “buco nero”. TUTTI!.

IL MEDIO ORIENTE E’ STATO DISEGNATO dall’IMPERIALISMO EUROPEO sulle macerie dell’Impero ottomano. Sarebbe ora che se lo “disegnassero” i popoli e le genti che ci vivono. Non accadrà facilmente.

Terra e LiberAzione… per il POPOLO PALESTINESE! .

@TERRAELIBERAZIONE.

***

A “Giro d’Italia”, that humiliates the PALESTINIAN PEOPLE e legitimizes the colonialist occupation of the Holy Land, is an offense, that WE, CONSCIOUS SICILIANS, will not let go through as if nothing had happened.

We love bicycle race sports and we do not want a Pink Jersey (maglia rosa) tainted with Palestinian blood!

Let it be clear: The Israeli-Palestinian conflict cannot be used to let the TRUTH go through the meat grinder. And a JUST PEACE is the only goal of the RIGHTEOUS ONES – the Mediterranean has urgent need of this. It’s not easy, but we stay away from spineless racism. We see all sorts of things: like leftist pedallers who compare the Giro d’Italia to the Nazi Olympics of 1936: Boom! We want nothing to do with those kinds of people!

There is a problem, but it’s important to us to keep things in perspective. The FAKE FRIENDS of the Palestinian People are of no interest to us.

The State of Israel is not “self-proclaimed” – regardless of this we support the rights of the Palestinian People and we don’t exploit anybody for our political goals. Those who theorize the destruction of Israel are ignorant criminals who seed more disasters. Period.

There is no need for a Palestinian “Bantustan” (we wrote this already back in 1988!). Israel and Palestine only have a future if the merge into a “ISRATINE”. Gheddafi had understood everything, also because he knew everything. He was the only true supporter of the Palestinian people (also against their corrupt leaders), when they were subjected to massacres by everybody – during the 1970s – during the time of the resistance that was animated by the Black September Organization.

Either the two sides merge into ONE STATE, laicist and democratic, or they will both end very badly. Both of them.

As for the geniuses behind the idea to let the Giro d’Italia start from Palestinian Jerusalem while recognizing Israeli rulership… This is an own goal by little failed Italy, whose foreign affairs are decided by… the sports newspaper Gazzetta dello Sport!. This is the final delirium.  “NO PASARAN!” AS IF IT WAS BUSINESS AS USUAL. CYCLING IS LIFE. And if it drowns into doping affairs and into geopolitical hypocrisy… it is not our fault!

A Giro d’Italia that humiliates the PALESTINIAN PEOPLE and legitimizes the the COLONIALIST OCCUPATION of the HOLY LAND is an offense that WE, CONSCIOUS SICILIANS, cannot tolerate as if nothing had happened.

And it is a shame that they are patching up some old street in order to accommodate the SPECTACLE.

To each one their own responsibilities. WE ARE HUMANS. “You”, are beasts? This year’s Giro d’Italia will start from Jerusalem, which will be officially recognized as CAPITAL of Humanity. By whom? By the Gazzetta dello Sport/RCS MediaGroup?

As for the Israeli-Palestinian “Question”, it is complicated, but they will have to find a decent agreement or they will both end in a “black hole”. ALL OF THEM!

The Middle East was designed by the European Imperialism on top of the debris of the Ottoman Empire. It’s about time that it be “re-designed” by the folks and people who live in it. This will not happen easily.

Terra e LiberAzione… FOR THE PALESTINIAN PEOPLE!

@TERRAELIBERAZIONE.

logoterraeliberazione

NOI NON SIAMO CONTRO L’ESISTENZA dello STATO di ISRAELE: tuttaltro!. MA CONTRO L’OLIGARCHIA -“palazzinara &C.”- CHE LO STA SUICIDANDO. NE’ SIAMO CON HAMAS, CHE E’ UNA “COSCA ALLO SBANDO” IN “SCIOPERO FISCALE”… – SIAMO COL POPOLO PALESTINESE, per il suo riconoscimento ecc. Punto. E’ difficile da capire?. – IL MEDIO ORIENTE E’ STATO DISEGNATO dall’IMPERIALISMO EUROPEO sulle macerie dell’Impero ottomano. Sarebbe ora che se lo “disegnassero” i popoli e le genti che ci vivono. Non accadrà facilmente.
Gli Stati nascono tutti da guerre e rivoluzioni: è ovvio che sono fondati sulla violenza.Israele ha vinto 4 guerre vere…e ne può vincere altre 4. E’ la PACE GIUSTA invece che si deve conquistare.E questa è posizione condivisa dei palestinesi e degli israeliani che ragionano.
(…)  il colonialismo lo sconfiggi se hai una visione strategica che include la mobilitazione della “società avversa” in questo caso israeliana. – certo non lo batti con burocrazie palestinesi corrotte e vendute: chi all’UE e a lobby varie, chi ai sauditi wahabbiti ecc (che gli hanno tagliato i viveri: ed ecco lo sciopero di Hamas!) -a prescindere siamo COL POPOLO PALESTINESE, per un negoziato che superi il conflitto. – e il metodo vale anche per molte altre Questioni, inclusa quella siciliana, con le dovute differenze. O la lotta per il negoziato, o la sconfitta. Tertium -al momento- non datur. Domani, chi lo sa?
libro
 

4 maggio 2018.

IL GIRO d’ITALIA è partito dal posto sbagliato nel momento sbagliato.
La motivazione della “Gazzetta dello Sport” (che lo organizza e che non è un giornale, ma una lobby potente) è schizofrenica: “Superare barriere e divisioni attraverso il linguaggio comune dello sport, in questo caso il ciclismo, disciplina che come poche altre sa aggregare e unire le persone”.
Un intento nobile, certo, se non fosse che in quella zona una barriera c’è e dal 2002, è lunga 730 km e alta 8 metri e l’ha edificata proprio lo stato d’Israele.
E la stanno legittimando con una corsa di biciclette!.
Ma non vi fate schifo?.
TERRAELIBERAZIONE

LASICILIA-SIMENZA

trasi e leggi

lasicilia2

“La Sicilia” 18/4/2018

Prima pagina- Agricoltura-DI MAURO: “PENALIZZATI dalle NORME EUROPEE”

Primo piano – AGRICOLTURA IN CRISI / Retro-Innovazione. Tornare al metodo di lavoro dei nostri nonni, ma con la tecnologia attuale – Meno burocrazia per migliorare i controlli sui prodotti importati e sostegno ai produttori.

“Dalle campagne vanno via anche tunisini e romeni”

L’analisi di Mario Di Mauro, di Simenza, sul settore in difficoltà – Tra i punti deboli: filiera incompleta e politica imposta dall’UE

  • di Carmen Greco

 

La crisi dell’agricoltura in Sicilia spinge imprese e giovani alla fuga all’estero?. Si svuotano aree come Vittoria, Pachino, Niscemi, Raddusa? «Non solo. Dalle campagne siciliane stanno emigrando i tunisini e i romeni, da Vittoria, dalla Piana di Catania, da Canicattì. Se ne vanno, ed è quella fetta di proletariato agricolo che lavora veramente in campagna, gli operai-contadini, i “fantasmi” che nessuno ha mai chiamato invasori perché non vengono pagati…».

Per Mario Di Mauro, fondatore di TerraeLiberAzione, indipendentista e siciliano “addhitta”, come ama definirsi, “siminzinu” della prima ora (“Simenza” è l’associazione di agricoltori custodi, valorizzatori, tecnici, ricercatori e appassionati della biodiversità siciliana di interesse agrario ndr) «non è il prodotto importato a mettere in ginocchio l’agricoltura siciliana, ma  la debolezza della filiera di tutto l’agroalimentare isolano».

 

  • I punti deboli di questa filiera?

«Gli strumenti di governo dell’economia non sono in mano nostra. Questo non è un alibi. A noi hanno dato sempre assistenzialismo, l’agricoltura siciliana ha ricevuto dall’Europa grazie all’obiettivo 1, un fiume di soldi. Per esempio, negli anni Ottanta, imponendo le arance a polpa bionda e distruggendo quelle a polpa rossa. Di arance “sanguinelle” non ne erano rimaste più, solo un po’ di Tarocco e di Moro. Quella che avrebbe dovuto essere una sorta di monocoltura diventò qualcosa di indefinito. Poi inventarono la favola della crisi di sovrapproduzione, ma non era vero perché il mercato era in ascesa, in Brasile, in Israele, in Marocco, l’agrumicoltura si sviluppava, per non parlare dei profitti più alti realizzati in Olanda, diventata quasi monopolista nei succhi d’arancia e nei liofilizzati. Le nostre arance tipiche non solo venivano distrutte, ma addirittura denigrate, si diceva che facessero male. Contemporaneamente, al produttore arrivavano i soldi per estirpare gli agrumeti. Ne ricordo uno che denunciai personalmente a Ramacca perché aveva estirpato e ripiantato lo stesso agrumeto tre volte, prendendo soldi ripetutamente. I soldi i nostri produttori se li prendevano eccome. Se poi aggiungiamo anche la forte vocazione all’intrallazzo…

 

  • Le nostre arance finivano al macero…

  • «Le nostre arance finivano all’Aima, “scafazzate”. I camion entravano carichi di mattoni con uno strato di arance sopra. Queste cose si sapevano, da sempre».

 

  • Con la fuga dalle campagne chi verrà dopo i tunisini e i romeni?

«Dopo non lo so chi verrà, forse produrremo guayule come in Messico (un arbusto originario del deserto del Chihuahua che ha una buona resa nella produzione di biomasse per la produzione di carburanti ndr), l’Eni lo ha sperimentato assieme all’Ente agricolo siciliano semi disciolto e moribondo, (l’ultima cretinata che potevano fare) e  questa sperimentazione ha dato buoni risultati. Del resto come alternativa abbiamo la misura 10.1C del Psr (Piano di sviluppo rurale) che incentiva la “non” semina del grano per 7 anni. Ti danno 600 euro ad ettaro per non seminare, e con il prezzo del grano “sterile” quello della Bayer-Monsanto e quello cinese made-in-sicily, diventa perfino conveniente. Ricordo che si tratta del 98% del grano che viene coltivato in Sicilia. Tutto questo quando i grani siciliani sono considerati “clandestini”».

 

  • E il tanto pubblicizzato ritorno all’agricoltura dei giovani, l’agricoltura 4.0?

«E’ retorica per spacciare qualcosa che non esiste. Ci sono dei singoli, certo, ma sono mosche bianche. L’agricoltura 4.0 rischia di alimentare la retorica della bio economia».

 

  • Un esempio?

«La cellulosa che si ricava dal pastazzo (quel che resta delle arance una volta spremute ndr) è un esempio, ancora una volta, di come siamo e restiamo produttori di materia prima di scarto che altri lavorano. La cellulosa ricavata dal pastazzo viene impacchettata e spedita in Spagna dove un’ industria la trasforma in filamento per tessuto e poi finisce nel distretto tessile di Como che la trasforma in tessuto. Non c’è niente di strano, ma un pezzettino di questa filiera perché non dev’essere in Sicilia? L’occupazione la crei con la manifattura, non nell’estrazione della cellulosa, a quello ci pensano le macchine. In Sicilia il valore aggiunto occupazionale della manifattura e della centralizzazione del prodotto non esiste».

 

  • Cosa ci vuole per far chiudere questa filiera?

«Una rievoluzione antropologica».

 

  • Processo lungo…

«O traumatico. Ci vorrebbe un grande shock che lo imponga o, ancora, un’evoluzione “siminzina” continua, costante».

 

  • E chi la potrà vedere questa rievoluzione? I nostri figli, i nostri nipoti?

«I nostri nonni. Dobbiamo tornare indietro ma con la tecnologia di oggi».

 

  • La retroinnovazione di cui si parla…

«Il nostro futuro è in questo metodo di lavoro che vale per tutti. Non si tratta di riscoprire le nostre radici nella retorica della sagra paesana, non si tratta di tornare indietro. In agricoltura dobbiamo utilizzare le stampanti 3D, le macchine Bender. Bisogna cominciare a socializzare, agevolare il parco mezzi, un agricoltore non deve essere costretto ad ipotecare l’azienda e ad impegnarsi tutto per comprare un trattore che gli serve solo per una settimana».

 

  • Eppure ci sono esempi di questa retro-innovazione, “Simenza” è uno di questi.

«Siamo una percentuale “profetica”. Il rischio grosso è la folclorizzazione del nostro percorso e l’altro rischio è che ci usino, come “custodi”, fiori all’occhiello, per un pubblico piccolo-borghese che può spendere e che sceglie i grani antichi per questioni salutistiche».

 

  • E le navi bloccate con il grano del Kazakistan a Pozzallo?

«I controlli ci sono ma sono farraginosi. Il mio amico Aldo Failla, che si occupa di sicurezza alimentare mi dice che con 20/30 centesimi di azoto si possono operare controlli che oggi costano centinaia di euro ma soprattutto molto tempo. Se si ferma una nave che trasporta grano in entrata (ma anche in uscita) in un porto siciliano, non si può pensare di bloccarla per 40 giorni con il rischio di avere torto e di pagare poi anche i danni all’armatore. I controlli vanno semplificati, sburocratizzati, resi agili e celeri, se un controllo si può fare in 5 minuti si evita di prelevare campioni, certificare, coinvolgere dogana, guardia di finanza, capitaneria, Asp, l’istituto zooprofilattico etc. etc. che poi spedisce il campione a Bruxelles… Se blocchi  per 40 giorni una nave che magari nello stesso carico deve consegnare un container qui, un altro a Genova e un terzo ad Amburgo,  quella nave in Sicilia non ci verrà mai più».

DI MAIO

Diversamente “INSENSIBILI”.

I “RESPONSABILI MATTARELLIZZATI”
CHI BOMBARDA è “responsabile”. Chi sostiene le AGGRESSIONI IMPERIALISTE è “responsabile”.

Dunque può “governare l’italietta”!. E deve spacciare la MENZOGNA delle “armi chimiche”, del “cattivo di turno”…tacendo sui mandanti dell’AGGRESSIONE TERRORISTICA ALLA SIRIA che dura dal 2011.

Ma che minkia di paese è questo?. Cosa vuol dire “responsabile”?. Di cosa?.

Di Maio è un “perfetto traditore” per molti del “movimento grillino”: e se lo faranno fuori i “grillini”, o possono chiudere baracca e burattini!

Cinquestelle a striscie amerikane?.

Sia chiaro: lo sapevamo. Ma sappiamo anche che molte ENERGIE del M5S -in Sicilia- contribuiranno alla formazione di un Movimento inedito. Ogni cosa a suo Tempo.

Terraeliberazione – Der Neue Sizilianer – The New Sicilian

 

libro

 

 

 

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Battaglie dell’Aria sull’Isola Contesa

La Sicilia non deve camminare sulle proprie gambe, altro che volare!.

11 APRILE 2018 -L’Agenzia europea per la sicurezza aerea ha pubblicato un’allerta su possibili bombardamenti aerei in Siria «entro le prossime 72 ore» chiedendo alle compagnie aeree la «dovuta considerazione» nel pianificare voli nel settore del Mediterraneo Orientale. «A causa del possibile lancio di bombardamenti in Siria con missili aria-terra e/o cruise entro le prossime 72 ore, e della possibilità di perturbazioni intermittenti dell’equipaggiamento radio di navigazione, è necessaria adottare la dovuta considerazione quando si pianificano operazioni di volo nell’area del Mediterraneo Orientale/Nicosia FIR», si legge nell’allerta pubblicata da Eurocontrol.

Gli operatori aerei sono stati invitati a controllare «ogni NOTAMs (Messaggio ai naviganti aerei, ndr) rilevante». Al momento il «quadrante» delle rotte su Siria ma anche su Iraq e Israele mette in evidenza che i voli commerciali hanno già cominciato a «girare al largo» dalla zone delle possibili operazioni militari.

QUANTO A CATANIA-FONTANAROSSA lunga è la serie di “LIMITAZIONI AI VOLI”, che non sono però una “eccezione”, qui ormai è “limitazione ordinaria”!. – Il vincolo militare taglia le Ali alla Sicilia. La possibilità di operare sull’aeroporto di Catania è fissata su un numero di voli per ora. La cifra -come è logico- viene calcolata con vari parametri: capacità dell’aerostazione, pista e altri standard internazionali. «Attualmente – si legge in una nota riservata che Sac ha inviato ad alcuni interlocutori istituzionali – la criticità bloccante è determinata dal sistema del controllo del traffico aereo», che a Catania viene coordinato in sinergia tra la torre di controllo gestita da Enav e AERONAUTICA MILITARE. Quest’ultima ha fissato i movimenti per ora a un massimo di 20 fra Catania e Comiso. «Il che significa che qualsiasi sviluppo dei due aeroporti non potrebbe comunque avere luogo per più di questi movimenti e dunque del numero di passeggeri conseguente», scrive l’amministratore delegato di Sac, Nico Torrisi. E il numero di 20 voli viene ridotto in alcune fasce orarie: ad esempio, appena 9 movimenti l’ora dalle 21 alle 7. Un freno all’attività di questa stagione; una ZAVORRA nei periodi di picco di traffico estivo. (archivio TerraeLiberAzione/m.barresi-lasicilia)

Per cultura generale-NOTAm, “climb clearances” . Buona navigazione!

B1853/18 NOTAMN

1.Q) LIRR/QPDXX/I/NBO/A/000/999/3728N01503E005

2.A) LICC B) 1804240900 C) 1805251400

3.D) APR 24-MAY 09 AND 16-25 0900-1400

4.E) STANDARD INSTRUMENT DEPARTURE.

ALL SID RWY26 (CONTINGENCY) SUSPENDED DUE TO UNMANNED ACFT ACT

ANNOUNCED BY NOTAM W0637/18.

RMK: ABOVE MENTIONED RESTRICTION SHALL BE APPLIED ON TACTICAL BASIS

BY CATANIA APP

REF AIP AD 2 LICC 6-9/11 e così via…

 

 

Stanno EMIGRANDO anche gli OPERAI-CONTADINI Rumeni e Tunisini.

 Da DOVE? – Dalla SICILIA!.

Da quando TerraeLiberAzione si costituì in movimento politico SOCIALISTA INDIPENDENTISTA, nel 1984- combattiamo L’EMIGRAZIONE coatta, lo SRADICAMENTO dalla propria Terra: LA FAME CAUSA L’EMIGRAZIONE, lo sradicamento della Vita, che è la VIOLENZA GEO-POLITICA più orrenda che un Essere Umano sia costretto a subire.

L’IMPERIALISMO E’ UN TEMPO della STORIA.
Il loro Caos mentale è conferma del nostro Ordine scientifico.
L’UMANITA’ merita PACE e sviluppo armonioso.

Ma i nostri FRATELLI E SORELLE Rumeni e Tunisini sono ora sradicati due volte!.

E ora -tra l’altro- non ci scordiamo che col GRANO SICILIANO VERO, che difendiamo da 40 anni, si può fare anche il PANE quotidiano. E la FILIERA AGRO-INDUSTRIALE è una cosa seria. Niente folk-minkiate!.

PRIMA U PANI!

 Semu Simenza!

 Chi lo capisce è il benvenuto tra noi, se vuole.

Comunità Siciliana TERRAELIBERAZIONE

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Marwān Barghūthī (1959-vivente) è un leader del popolo palestinese. Ha diretto i MOVIMENTI dell’ INTIFADA per imporre un serio “processo di pace” israelo-palestinese. Oggi marcisce nelle carceri dell’Entità sionista -degenerata e pervertita- che sta distruggendo lo stesso “Stato di Israele”. Marwān Barghūthī sta scontando cinque ergastoli. Barghouti si è rifiutato di presentare “difese” alle accuse nei processi. Ma da cosa dovrebbe difendersi?. Dall’ essere PALESTINESE?.

Ne rivendichiamo la LIBERAZIONE, per avviare un serio “processo di pace”.

@Comunità Siciliana TerraeLiberAzione.

logoterraeliberazione

CRONACHE EUROPEE

NO! NO! NO! – a un “REFERENDUM CONSULTIVO” PER INSERIRE L’INSULARITÀ “PERIFERICA E HANDICAPPATA” nello STATUTO SICILIANO!.

La domanda è questa: “Volete voi che la Regione Siciliana intraprenda le iniziative istituzionali necessarie al riconoscimento del grave e permanente svantaggio derivante dall’insularità mediante l’inserimento di detto principio nello Statuto in coerenza con l’art. 174, terzo comma, del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea?”.

La propongono i nostri amici dell’Unione dei Siciliani (Armao, Piscitello…). Ne comprendiamo le ragioni –sia politiche che di “visibilità”-. Non ci dispiace che si apra un dibattito sulla questione, ma –da indipendentisti storici- non ne condividiamo le premesse, ancor più dell’obiettivo.

Noi Siciliani, per natura e geopolitica, non siamo periferici, né handicappati!. Il “Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea” può essere “scomodato” per ben altre Ragioni e lo “Statuto” del 1946 va riformato semmai nel suo Art.1, che sancisce ormai la dipendenza neocoloniale della Sicilia da questo Stato italiano, negando l’esistenza stessa di un POPOLO SICILIANO.

La Sicilia del Secolo XXI è un sofisticato “Arcipelago Gulag” in cui “la menzogna è diventata non solo una categoria morale, ma un pilastro dello Stato”. (Solzhenitsyn). E “chi si fida delle etichette è perso!” (Lenin).

Se “paghiamo cara” la nostra insularità mediterranea –al Centro di un Mondo!- non è colpa della Geografia, ma solo di uno Spettacolo neocoloniale alimentato anche dalla nostra Alienazione mentale, politica e culturale. Dalla “nostra” ignoranza geostorica e geopolitica.

Un esempio: le “tariffe aeree” vanno negoziate, con Forza, con o senza ENAC, con le compagnie aeree.

A prescindere: per i 4 aeroporti siciliani è di vitale urgenza coordinarsi e stabilire insieme più collegamenti internazionali “point to point”, bypassando gli hub tricolorati e colonialisti di Fiumicino e Malpensa: che ci tagliano le Ali. Non basta, ma sarebbe già qualcosa.

Altro che svendita all’asta global degli aeroporti di Catania-Fontanarossa & Comiso (per sanare i debiti di CamCom torbide, parassitarie e squattrinate)!.

E serve una normale Compagnia aerea siciliana al servizio dello sviluppo del sistema-Sicilia nel Mondo del Secolo XXI. Le sole compagnie del sud-est asiatico hanno in ordinazione a Tolosa ben 300 Airbus A321 Neo: aerei di “piccole dimensioni” ma con autonomie di viaggio senza scalo sulle rotte fino a 8 ore… In Sicilia ne basterebbero una dozzina per decollare sulle nostre Ali, da questo Cielo popolato di droni militari, compagnie straniere e “santi che non funzionano”!.

Il riconoscimento della “specificità insulare” (art. 158 del Trattato istitutivo della Comunità Europea) era inscritto nella logica del principio di coesione, che determinò –in buona fede- l’Obiettivo 1 – quando si discuteva anche di “Europa sociale” (il piano Delors).

La questione “insularità siciliana” -in quel contesto storico- fu sollevata da TerraeLiberAzione e l’Altra Sicilia-Bruxelles: negli anni Novanta!. Non rispose nessuno!. E si proponeva una semplice deroga fondata sul “principio di eguaglianza sostanziale”, nessun “privilegio”, considerato realisticamente il baricentro franco-tedesco della futura UE (cfr. interventi di M. Di Mauro ai convegni di Cagliari e Ajaccio dei movimenti indipendentisti delle Isole del Mediterraneo- 1992/93).

Con il deragliamento, in seguito, del Trattato Costituzionale, -ma anche del “Processo di Barcellona” sull’Area di libero scambio euromediterranea- la tematica trasmigra nel Trattato di Lisbona (Articolo 174). Ma il riproporla oggi è “fuori tempo massimo”, non meno dell’Obiettivo 1 (svuotato dall’allargamento a Est dell’UE). Treni persi. Quella che poteva essere –nel 1992- una “leva per sfangarla” è ormai elemosina da “riserva indiana”.

E’ NO!. Il “sicilianismo vittimistico” non ci serve. U SICILIANU NOVU cammina addhitta nel Secolo XXI: non deve chiedere nulla, deve FARE. Senza alibi.

Al momento, nelle “cronache europee”, la Sicilia è solo negli annunci economici: AAA Isola soleggiata svendesi!. A “Palermo” amministrano il nulla e governano il niente. SALVIAMO LA “SALUTE” -in una Fondazione pubblica- e poco altro, e liquidiamo questa regionetta. E’ tempo storico di Assemblea Costituente del Popolo Siciliano!.

A prescindere: la sicilietta italienata è un malato terminale, niente accanimento terapeutico.

31/1/2018. La Comunità Siciliana “TerraeLiberAzione”.     

mediterraneo muro

Come in Terra, così in Cielo

Il 31 marzo, a Niscemi, il movimento NO MUOS è tornato sulle strade, più vivo e vegeto che mai. Da tutta l’Isola –con autobus e macchine (e anche biciclette)- nel più totale autofinanziamento, un serpentone colorato anche da un centinaio di bandiere indipendentiste, ha risvegliato l’attenzione su questa struttura cruciale nel coordinamento di vasti scenari di guerra, dall’Africa fino al Polo Nord. Altro che Sicilia = isola remota di Bruxelles bisognosa di caritatevoli aiuti!. Non conoscono la Storia, ma anche in Geografia stanno messi male, i vari Musumeci e Armao (ma, in fondo, un po’ tutto il circo politicante, accademico e massmediale della sicilietta italienata e stracciona: è il nemico a casa nostra!).

Il cielo siciliano è un parco giochi dello Spettacolo COLONIALE, il cui destino –anche nel Secolo XXI- sembra segnato da quando –a metà del decennio scorso- l’allora Segretario di Stato americano Hillary Clinton, in visita a Pekino, bloccò apertamente l’ipotesi cinese di realizzare in Sicily e non altrove l’HUB aeroportuale più strategico sulla VIA della SETA. Sarebbe stata la svolta epocale, una occasione storica da afferrare e co-gestire alzando uno sguardo siciliano sul Mondo.

Nella “Sicilia peggio di Portorico”, questa sicilietta italienata, si fa il MUOStro -che ROMAfia Capitale ha voluto a tutti i costi. Il cielo siciliano è popolato di aerei stranieri, droni coloniali e santi che non funzionano. Il vincolo militare determina lo SPAZIO AEREO dell’Arcipelago siciliano e taglia le Ali a ogni ipotesi di libero decollo economico e culturale del popolo siciliano nel Secolo XXI.

Nel movimento NO MUOS confluiscono ragioni individuali e di raggruppamenti diversi…ma la tenuta nel tempo di questo movimento profetico è assicurata anche da un nucleo storico di r/esistenti che ha preso forma all’inizio degli anni Ottanta, nell’opposizione alla costruzione della micidiale base atomica americana a Comiso. Ci si rivede, invecchiando bene e infine senza bisogno di troppe parole, bastano uno sguardo e un sorriso: “e semu cca!”.

Ma, e questa è una vittoria, centinaia di giovani muovono il NO MUOS e quella che era una mascariata scelta geostrategica che sarebbe rimasta occultata nelle nebbie fitte dello Spettacolo coloniale, è oggi, grazie a questo movimento, un fatto di pubblico dominio.

Certo, i temi salutistici –pur importanti- nella comunicazione pubblica hanno prevalso sulle ragioni geopolitiche ed Etiche dell’opposizione al Muostro, ma la semina deve dare ancora molti frutti nel Giardino dell’antimilitarismo e dell’anticolonialismo siciliano. Su questi temi può essere impostata la terza fase del movimento…che dovrà fare i conti –con modalità da inventare- col peggior nemico che possa esistere: la passività di massa, quel mix suicida di ignoranza e rassegnazione…che il movimento NO MUOS sta sfidando con coraggio da oltre un decennio.

NO MUOS! E cu c’è, c’è!. Questa Terra è la nostra Terra!. E la sua liberazione –nell’epoca del volo aereo- comincia dal Cielo. Come in Terra, così in Cielo.

@Niscemi, 31 marzo 2018 –Anniversario del Vespro 1282. La comunità siciliana TerraeLiberAzione.

drone

*A conclusione del corteo sono state diffuse 500 copie del documento storico di TerraeLiberAzione sulla Rivoluzione del Vespro 1282.Terra e Lib pag1