Archivio degli articoli con tag: No MUos

Ramacca (Catania) – Sabato 8 agosto un gruppo di militari di stanza presso la Base atomica aeronavale di Sigonella, nell’ambito del progetto Community Relations, accolti in pompa magna, hanno ripitturato alcune pareti di un locale Istituto scolastico. Per l’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Zappalà (PD): <<E’ un gesto di forte valore simbolico. La speranza è che le giovani generazioni godendo del lavoro odierno possano apprezzare non solo valori quali l’amicizia e la fratellanza fra i popoli ma anche il rispetto e la cura per il bene comune>>. Bum!. Pio La Torre si sta rivoltando nella tomba, caro Franco Zappala. Ramacca fu ed è in prima fila nelle mobilitazioni per la smilitarizzazione della Sicilia e contro la politiguerra americana (e nonsolo). Ramacca, nel 1943, venne bombardata inutilmente da questi “liberatori” dell’Umanità e la loro presenza è frutto di prepotenza, ma anche di sudditanza.
Vabbè che il PD, nel quale al momento sopravvivi, è il partito più colonialista e militarista d’Europa, ma mi voglio rifiutare di credere che tu possa condividere opinioni –leggittime, per carità- ma assai lontane dalla Verità autentica e dal vero Buonsenso. Altro che “moderati”!.
Avere rapporti umani con chiunque, ospitare civilmente chi ci viene a trovare in pace, è nelle migliori tradizioni delle nostre comunità locali. Ma questa non è “amicizia”, questa è propaganda spudorata, in stile Riserve sicilindiane, a favore della più spaventosa e criminale Macchina da Guerra che l’Umanità abbia mai conosciuto. Per giunta si scomodano pure Gesù e i Santi degli Ultimi Giorni, essendo di religione mormone i militari “pitturatori”. Se tutto questo vi pare normale, fatevi curare. Per la cronaca: l’8 Agosto ricorreva il 70° anniversario della inutile e terroristica bomba atomica americana su Hiroshima!. Ma nel Ramakkistan la notizia non è arrivata. Mentre a Niscemi centinaia di giovani Siciliani facevano il loro Dovere contro il MUOS -nodo strategico della Tecnoguerra del Secolo XXI- in nome dell’Amicizia tra i Popoli. Quella vera.

@Catania, Agosto 2015.

Mario Di Mauro-www.terraeliberazione.wordpress.com

421604

Al Pilone della A19 travolto da una frana in marcia da decenni che ha spezzato l’Isola in due …arrivano in devoto pellegrinaggio ministri da Roma, nobili decaduti in cerca di rilancio e rampanti riparatori di regie trazzere in versione spot elettorale. Il Pilone della A19 è dell’ANAS, feudo del dimissionario Ciucci, quello che doveva costruire il “Ponte” a campata unica agganciato ai Piloni più grandi del Mondo!. Arrizzinu i carni, ci è andata bene!.

In verità, nel 2005, era stata anche decisa la fine dell’ANAS e del sistema stradale pubblico e gratuito, manutenzionato dallo Stato e realizzato in un secolo di duro lavoro e pesanti tasse. La parte più remunerativa del sistema stradale sarebbe stata via via ceduta ai grandi gruppi del parassitismo finanziario tosco-padano, mentre il resto poteva anche andarsene in malora. E le antiche Due Sicilie, com’è noto, fanno parte del resto e della malora. Poi ci ripensarono: perché privarsi dell’ANAS di Ciucci, quando si poteva fare tutto lo stesso guadagnandoci il doppio?.

Per certificare l’emergenza hanno impiegato, dal 10 aprile, ben 38 giorni: quanto l’Operazione Husky del 1943!. Non si sa mai, a voti assa-avìri n’erezioni spontanea cà  s’addhizza sulu, u Piluni!. Per ricostruirlo annunciano 18 mesi di duro lavoro…lo stesso tempo che in Cina si impiega per costruire 1000km di autostrade a otto corsie e ferrovie ad alta velocità!. Mentre ci rapinano ben oltre un Miliardo all’anno in tassa di circolazione e accise sulla benzina, stanno cercando nelle pieghe del Bilancio una manciata di milioni per “restituire ai siciliani” la trazzera autostradale Catania-Palermo!. Miracolo a Caltavuturo!.

Il nostro Miliardo motorizzato finisce nel Grande Tubo dei flussi invisibili di ricchezza, appresso al gasdotto libico e a quello algerino, e, a breve, al grande elettrodotto, decine di Piloni che convergono verso il Grande Ponte elettrico sul Canale di Messina, che si porterà al Nord le tanto strombazzate “energie rinnovabili” saccheggiate in Sicily dai Ladri di Vento&C.

Il Miliardo Rinnovabile: infatti è garantito dagli incentivi+certificati verdi, ben oltre il valore dell’energia ceduta a Terna a prezzo…corrente: per 20 anni. Il costo è sulla bolletta più alta d’Europa: quella pagata regolarmente da tutte le famiglie e imprese siciliane. Miracolo eolico!

Tutto si tiene. In un sistema fragile un Pilone sfranato produce immediatamente i suoi effetti collaterali. Un caos generale, specie nel trasporto merci, con inevitabile aggravio dei costi di distribuzione e conseguente aumento dei prezzi al consumo dei beni di prima necessità: ci voleva anche questa!. Il danno monetizzato, secondo stime ragionevoli, è di 55 milioni al mese: se il cronoprogramma sarà rispettato siamo al Miliardo sfranato.

Intanto, come d’incanto, i treni tristi e solitari che slumacavano sulla vecchia ferrovia da Far West attraversando la Riserva sicilindiana in 5-6 ore ne impiegano improvvisamente la metà: il patto scellerato tra la Lobby degli Autobus e il niEnte inutile (Regione siciliana), che ha retto mezzo secolo -nel disinteresse del concessionario monopolista statale FFSS troppo impegnato a tagliare i suoi “rami secchi” e a dismettere officine meccaniche e rottamare vecchi vagoni amianto compreso- è finito macari iddhu travolto dalla frana. Ci pensa la Natura!. Miracolo a Canicattì!

I binari sono gli stessi, i treni anni40 sono stati sostituiti con vettori Minuetto anni60, altre diligenze, quando in Giappone avevano già lo Shinkanzen a 400 kmh!. E si annunciano investimenti miliardari per l’Alta Capacità Ferroviaria, cioè per i treni già rottamati dal Mondo sviluppato, che al povero Terrone verranno presentati come MagLev, missili ferroviari a levitazione magnetica, tanto non ne ha mai visto uno!.

Sarà comunque una truffa ferroviaria colossale: una specialità del capitalismo tosco-padano fin dal 1860. Magari non vedremo il remake del Miliardo del Ponte – un progetto di per sé antistorico e demenziale- speso in scartoffie e consulenze per…non farlo. Lo avevamo previsto e detto alle mobilitazioni “NO PONTE!” che abbiamo contribuito ad organizzare. E’ geniale: se puoi guadagnare un Miliardo senza fare niente, perché dovresti lavorare e rischiare 10 anni per guadagnare lo stesso Miliardo?. E’ il capitalismo terminale, bellezza!. In Cina li avrebbero fucilati.

Intanto i “Miliardi per il Sud” si stanno moltiplicando come i pani e i pesci…50,80,100: è a chi la spara più grossa. Il Ministro DELiRIO, plenipotenziario per le colonie, annuncia al Mondo il “Piano Marshall per il Mezzogiorno”: Miracolo a Eboli!.

Nell’ordinario contratto di programma tra il Ministero dell’Economia e l’ANAS, col via libera del CIPE, si trovano anche i 30 milioncini per la bretella d’emergenza e il ripristino del viadotto… Miracolo a Roma!

Su un budget di oltre un Miliardo!. Il 62% al Centronord, per manutenere le autostrade a 8 corsie, il resto ai Terroni per rattoppare le trazzere. Facevano i difficili, ma lo sapevano da mesi, anche all’ANAS. Hanno solo perso tempo: è l’8 agosto. Quattro mesi di Miracoli per…la solita perlina di vetro ai selvaggi della Riserva Sicilindiana. E manco se queste strade e trazzere fossero di qualcun altro: sono dell’ANAS!.

Il Gran Consiglio del PD ha intanto riscoperto il “Mezzogiorno” (la patria dei mezzogiornali?).

Come i pani e i pesci -al Nazareno!- i Piani quinquennali si moltiplicano, i Miliardi anche: il “Piano Marshall” è servito!. La logica è neocoloniale. Anche a voler credere a questo “branco di perfetti e inutili buffoni”, quale impresa duosiciliana potrà proporsi come General Contractor?.

Profitti tosco-padani assicurati. In deroga all’Obbligo di indire gare d’appalto europee e in culo alla Litanìa “l’Europa-ce-lo-chiede”: il primo vale per fottersi i piccoli consorzi d’imprese meridionali, il secondo vale per i “sacrifici patriottici”, non per i profitti toscopadani!. E poi, i poveri Terroni ce lo chiedono, non possiamo abbandonarli ai loro vizi atavici e difetti genetici!. Renzi dixit.

E’ l’ennesimo cambiamento di quinte in una invariante scena tragica. Un film visto e rivisto mille volte. “Il governo promette da anni lavori portuali e ferrovie, con leggi scritte e famosi telegrammi di presidenti del Consiglio, mentre le autorità locali si limitano ad accogliere le commissioni degli affamati e promettere loro interessamento e lavoro”. Lo scrivevano i Socialisti Siciliani nel Memorandum del giugno 1896, inviato al Commissario Civile per la Sicilia Sen. Codronchi, appena insediato da Roma dopo la feroce repressione dei Fasci dei Lavoratori, il movimento per i diritti civili che aveva scosso l’Isola per un decennio. Anche a Caltavuturo, i Regii soldati italiani, fecero una strage di Siciliani vestiti a festa…

Torniamo al “Piano Marshall” del Circo PD. Siamo alla replica della Legge Obiettivo del 2001, che centralizzava le Grandi Opere massomafiose tosco-padane. Nei 378 interventi realizzati nel quadro della Legge Obiettivo sono state prodotte ben 800 varianti in corso d’opera (45 nella sola linea metrò C di Roma!), con relativa lievitazione dei costi, i cui standard sono già, a prescindere, i più alti del Mondo: fino al raddoppio totale!. Erano 150 Miliardi, ne sono stati spesi 44,8. Solo il 16% dei cantieri sono stati completati…per un valore calcolato in circa 3 miliardi e 400 milioni. Nulla. Ne mancano 41 senza bis?. Da 150 a 44,8 a… 3,4. I dati li abbiamo ripresi da un recente Report del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Un disastro immane, roba da Corte Marziale!. Meglio la Korea del Nord!.

La vituperata “Cassa per il Mezzogiorno”, nella sua parabola quarantennale, tra il 1950 e il 1989, malgrado la sua progressiva burocratizzazione “realsocialista” in salsa democristiana, realizzò decine di opere utili: strade, ponti, dighe, bonifiche…con una spesa-media annua pari solo allo 0,7% del PIL italiano, mentre i vari Ministri mezzogiornali, tagliatori di nastri tricolori, spacciavano per “straordinario” un modesto piano di modernizzazione post-guerra. Almeno metà dei profitti sono stati incamerati da imprese del Nord. Ma, comunque, al confronto del futuro “Piano Marshall” di DELiRIO&Nazareni vari, preferiamo cento volte una nuova Cas.Mez., riveduta e corretta, aperta ai Fondi di Investimento internazionali e all’Azionariato diffuso.

I moltiplicatori estivi di pani e pesci sono solo il Comitato d’Affari di un capitalismo italiano fallito che appare peggio del Cartello di Medellin. All’appello si presenteranno i soliti noti: Impregilo, Condotte, Gavio, F2I-Gamberale, CMC, CMB, Pizzarotti, Maltauro, Saipem, Falk…e l’ultima cassaforte rimasta, la Cassa Depositi e Prestiti, liquidato Bassanini, diventerà il bankomat delle benefiche  Fondazioni toscopadane. Altro che “Mafia S.p.A.”!. Dei pani e dei pesci non lasceranno neanche le muddhiche e le resche!.

Qualcuno sospetta che la “Questione Meridionale” –annualmente sollevata dal Rapporto SVIMEZ- sia stata amplificata per mancanza di altri temi. Purtroppo non è così. Quando la “Questione”, inventata con la distruzione truffaldina delle Due Sicilie nella Guerra coloniale anglo-piemontese, viene riesumata in forma spettacolare, vuol dire solo una cosa: le massomafie tosco-padane sono in crisi d’astinenza. Per quanto il meccanismo sia stato relativizzato dal processo di “unificazione europea” (comunque non-irreversibile), delle colonie sudicie non ne possono ancora fare a meno. E’ l’unica retrovia neocoloniale sicura del traballante sistema-toscopadano, motore della nascitura Macroregione Alpina, ma paradossalmente semidipendente dalla Terronia, suo mercato neocoloniale protetto. Cosa possono “vendere” ai Bavaresi?. Rotative per la Sud Deutsche Zeitung? Treni MagLev alla Deutsche Bahn? Pillole scadute alla Bayer?. Balotelli al Bayern?. Salvini all’ Alternative fur Deutscheland? Landini all’IGMetal?. Lapo Elkan alla Mercedes? Tronchettini e Colaninnini alla Siemens? Già si stanno toccando le palle!. E come farà l’ingrato Sud senza il benevolo Nord?. “Ma la Sicilia è ancora Italia, o è già terzomondo?” si chiede Tony Zermo sul quotidiano “La Sicilia” (1/8/2015). Ho provato vanamente a spiegargli –da trentanni- che la Sicilia è terzomondo proprio perché è in Italia. Lì per lì lo capisce, è intelligente: poi però su scodda. Non è il solo.

Questa storia comincia con l’annessione truffaldina del 1860. Il passato che non passa. E noi non facciamo propaganda, come i criminali di guerra che hanno distrutto la Jamahirya libica: noi siamo scienziati-operai della Scuola del Realismo dialettico, non bocconiani qualsiasi!.

Provate a immaginare una società concessionaria per la costruzione delle ferrovie siciliane e calabresi. Una società formata da ministri e banchieri padani. Una società addirittura mai effettivamente costituita e il cui capitale non sia stato mai effettivamente versato. Immaginate anche che lo Stato riempia le casse di questa Società di danari pubblici il 27 settembre e che la suddetta Società, un mese dopo, rivenda la concessione di costruzione relativa a 1280 kilometri di ferrovia siculo-calabra a un’altra Società, distribuendo il doppio ricavo attraverso colossali dividendi ai soci… E così via. Perchè il gioco continuò a lungo. E, in fondo, continua ancora oggi, con le varie Impregilo e compagnia bella. La Società fantasma si chiamava “Vittorio Emanuele”, il tutto accadeva a partire dal 9 luglio 1863, fin quando subentrò la “Charles, Vitali § Picard”.

Il Pilone della A19 è già un Totem al centro della Riserva sicilindiana. L’ennesimo bidone vuoto intorno al quale inscenare l’ultima stracciona Danza della Pioggia Acida, nel Paese dei balocchi, l’Italia, in cui le Grandi Opere, utili o inutili che siano: trafori, varianti di valico, pedemontane miliardarie, Tav senza senso come la Torino-Lione o folli autostrade come la Bre.Be.Mi. per l’Ex-Po…vengono da decenni cantierate  all’80% in Tosco-Padania con un costo standard –e questo pare non saperlo nessuno!- di almeno 4 volte più alto della media euroasiatica: vuol dire che un kilometro di ferrovia in Italia costa almeno 4 volte in più…Altri flussi invisibili di ricchezza ingoiati dal parassitismo tosco-padano e dalle sue Massomafie. E poi tutti a stracciarsi le vesti sul “Sud peggio della Grecia”.

A prescindere, lo Spettacolo neocoloniale declassa ferrovie, strade, porti e aeroporti siciliani – deprimendo i flussi turistici e lucrando storicamente sulle tasche dei nostri emigranti in rientro feriale e perfino dei nostri malati in viaggio della speranza: tutti costretti a partire e rientrare su autostrade e treni scassati, navi e aerei costosissimi, per non dire della totale assenza di una politica turistica che guardi seriamente al mercato globale: “ma cosa volete fare in Sicilia?” disse Hillary Clinton, Segretario di Stato in visita ufficiale a Pekino, qualche anno fa, prima del golpe mediatico-giudiziario che travolse il nostro avventuroso presidente autonomista Raffaele Lombardo.

Ovviamente –con saggezza- gli investimenti cinesi in porti, aeroporti, ferrovie ecc., vennero dirottati sui Balcani e a Milano (Pirelli inclusa). Qui c’è Sigonella, il Muos di Niscemi…peggio di Portorico!. Colonia geo-militare con controllo strategico anche sul modello economico: la Riserva Sicilindiana non deve crescere!. E se ci prova c’è pur sempre la “Mafia”, come minaccia, come alibi, come vittima perfino: se il Monte Paschi delle Massotruffe miliardarie e il Palio della corruzione spudorata si fossero trovati in Sicilia avrebbero arrestato anche i cavalli e inventato le stalle speciali per il 41bis!. Miracolo all’Asinara!.

@Catania, Agosto 2015. Istituto “Terra e LiberAzione” – (M.D.M.)

http://www.terraeliberazione.wordpress.com

pasquasiasic003

Tra i pochi luoghi individuati, alcuni forse solo come diversivo, spuntano Resuttano (CL) e, in pole position, un giacimento vergine nei pressi di Enna (Monte di Nissoria), in quello che consideriamo il “Grande Distretto Minerario di Pasquasìa”, la cui storia secolare è una metafora perfetta del modello neocoloniale imposto alla nostra Isola.

Nel 1986 ci fu il primo allarme sulla presenza  di scorie radioattive e altri rifiuti tossici nella miniera di salgemma>kainite di Pasquasìa (Enna), una delle più grandi ed efficienti del Mondo. “Terra e LiberAzione” partecipò attivamente alle proteste che ne seguirono, e non solo su “posizioni ambientaliste” (sulle quali eravamo tutti d’accordo), ma sulla linea anticolonialista-indipendentista. Eravamo un centinaio in tutto.

La localizzazione del Deposito nucleare “nazionale” era stata realizzata dall’ENEA, l’Ente Nazionale per l’Energia Atomica. MgSO4-KCI-3H2O, la kainite, che serve più dell’oro: se ne ricava il solfato di potassio, componente fondamentale nella produzione di fertilizzanti.

Un impianto modernissimo, a ciclo continuo, con pale frontali e perforatrici potentissime, carri spatola e dumpers, disgaggiatori meccanici e piattaforme aeree, nastrolinee con bilance dosimetriche: un gioiello di tecnologia. Pasquasìa, a pieno regime, avrebbe un potenziale produttivo di almeno 30 anni, sessanta milioni di tonnellate!. Nel nostro modello econometrico si traducono in vettore di Sovranità agro-alimentare del sistema-Sicilia con durata stimata di 1000 anni!. Ma questa proiezione la può formulare solo chi ha assimilato i fondamentali della Scuola del Realismo dialettico. Non un bocconiano qualsiasi.

La Miniera è stata chiusa dalla sera al mattino, nel 1992, con una operazione perfetta, dallo Spettacolo neocoloniale. Cinquecento tecnici ed operai specializzati vengono ingoiati dalla Palude del parassitismo burocratico e clientelare, un General Intellect strategico scaricato dall’Entità e bruciato dal niEnte inutile “Regione siciliana”. Il complesso produttivo –peraltro di magnifica architettura industriale- va ben presto in malora. Oggi è allagato da liquami all’amianto e serve una barca di quattrini per bonificarlo…

Per la cronaca: è probabile che ci sia un appunto sulla “Questione Pasquasia” nell’Agenda Rossa di Paolo Borsellino, in una pagina di Giugno, un mese prima della Strage di via D’Amelio. La miniera viene chiusa definitivamente il 27 Luglio 1992. Il sospetto è l’anticamera della Verità.

Il mercato mondiale del solfato di potassio è, da allora, un oligopolio franco-tedesco (la KernEuropa!), delle economie agro-industriali sviluppate solo il Canada pare non esserne ricattabile, oltre ad Israele, ma lo estrae dalle acque del Mar Morto. Quanto vale questo “mercato”?. Anche solo a voler monetizzare c’è da restare traumatizzati: secondo Thomas Chaize  – storico della tecnologia, franco-canadese, pubblica le sue analisi sul sito http://www.dani2989.com.-: “Il mercato mondiale dei sali potassici è in mano a un club di poche multinazionali. Il biglietto d’ingresso per entrare nel club può costare anche 3 miliardi di dollari…”.

Dal 1986 continuammo a seguire “Pasquasìa” nell’ambito della Questione del Sottosuolo siciliano. Fino a stasera (4 agosto 2015). E, come nel gioco dell’oca, si ritorna alla casella di partenza. Prendere nota: SOGIN (Società di Gestione Impianti Nucleari), su mandato della Commissione Europea (Nucleare), ha realizzato l’ennesimo studio sulla localizzazione del Deposito per le scorie radioattive. Tra i pochi luoghi individuati, alcuni forse solo come diversivo, spuntano Resuttano (Cl) e Salinelle (En) e, in pole position, Pasquasìa, la cui storia mineraria… è una metafora perfetta del modello neocoloniale imposto alla nostra Isola. Sarebbe la conclusione logica di una tragicommedia lunga un secolo esatto. Ci sono già circa 100mila metri cubi di scorie stoccate e da “depositare definitivamente”, per non dire che Enel dal Nucleare “europeo” non è mai uscita e l’intera Padania è alimentata col contributo decisivo delle centrali atomiche francesi…Ci rifilerebbero, con la monnezza nucleare della Sanità lombarda e delle defunte Centrali italiane, anche quella di Parigi?. “Ce lo chiede l’Europa!”. “Siete i soliti terroni parassiti e piagnucolosi!”. E c’è anche il Segreto di Stato (G.U. 16 aprile 2008 n.90)!. Quanto a certi Comuni della Riserva Sicilindiana se li possono comprare con un pugno di perline. Al resto ci pensa la Saatchi & Saatchi: Spettacolo neocoloniale a reti unificate. Amen?.

vero***

“La rapina del petrolio siciliano. La Sicilia finanzia il Nord –Il caso della Piattaforma VEGA”. Era il titolo di apertura di “Terra e LiberAzione” – Autunno 1987, stampato a Roma, da dove, giovanissimi, tentavamo di rompere il nostro isolamento politico.

E’ di stamattina (6 Agosto 2015) la notizia di un inedito accertamento fiscale della Guardia di Finanza di Ragusa…Il complesso della Piattaforma estrattiva Vega (Edison 60%-ENI 40%) non risulta neanche registrato al catasto!. E’ abusivo!. Ecco perché i proprietari non possono pagare neanche l’ICI-IMU al Comune di Scicli!. E’ bastato un rilevamento mappale-GPS che può fare anche un bravo geometra…Finirà a causa, e l’ENI cause non ne perde. Piuttosto siano prudenti i finanzieri, la Bestia, il Cane a sei zampe, vede tutto, ed è pericolosa: forse non la conoscete abbastanza. Né si può dire che Edison in Sicilia sia la sorella minorata del Cane: il Golpe elettrico del gennaio 2010 si dovrebbe studiare nelle Scuole di Intelligence. Non solo paghiamo, tutti i Siciliani, la bolletta elettrica più alta d’Europa, ma sarebbe perfino colpa nostra!.

“Dal 1954 al 1993, un quarantennio, sono stati estratti in Sicilia 450 milioni di barili di petrolio e 15 miliardi di metri cubi di gas. Ci riferiamo solo al petrolio estratto e lavorato in Sicilia, e regolarmente registrato” (Terra e LiberAzione, Inverno 1994).  Non è calcolabile il contrabbando d’alto bordo, attraverso la corruzione o le manomissioni dei contatori dei gasdotti…di cui ci parlarono nostri amici libici nel 2004. Non stiamo parlando in generale della trasformazione in benzine o plastiche -che comprende, in larga misura, materia prima acquistata sul mercato mondiale e sulla quale, neutralizzato lo Statuto “speciale” –che esclude le “imposte di produzione” (art.36) ma non la possibilità impositiva regionale sulle imprese operanti nell’Isola ma con sede centrale situata altrove (art.37)- ci si potrebbe scrivere una Tragedia greca.

Le multinazionali colonialiste, specie italiane, hanno comunque evaso in 40+20 anni l’equivalente di almeno 100 MILIARDI DI EURO attuali: tasse ordinarie, normali, perfino l’ICI-IMU off shore in acque territoriali siciliane (fino a 12 miglia marine). Fiscalità -peraltro sostenibilissima visti i profitti miliardari- dovuta al Popolo siciliano, più che a questa Regione di ascari e corrotti!. Tasse invece versate perfino alla Regione Lombardia, nella migliore delle ipotesi, o eluse del tutto in paradisi fiscali e fondi neri per tangenti colossali: l’ENI, con Finmeccanica, è il cuore di tenebra dell’imperialismo straccione italiano. Gode di impunità assoluta. Altro che “Casta”!.

Lapo Pistelli, uomo dell’ENI nel PD di cui ha diretto la politica estera per anni, si è di recente dimesso dalla “Casta” per entrare direttamente in ENI con una carica di vertice con delega ai rapporti con le ONG! I commenti del giornalistume: “Pistelli lascia la Politica!”. Poveri fessi: Pistelli l’Africano comincia ora a Fare Politica, prima faceva onestamente il “lobbista farnesiniano”: la Realtà è esattamente al contrario da come lo Spettacolo la narra attraverso i suoi gazzettieri. Ora, dopo decenni di Pet Coke “rinnovabile”, ci venderanno anche la balla spaziale del biocarburante ecosostenibile in versione gelese (tagliando foreste in Mozambico?) e, a colpi di “Sblocca Italia”, ci trivellano tutto il nostro Mare antico, sul quale l’Isola non può rivendicare alcunchè, neanche lo straccio bruciato del vecchio Statuto: l’Isola senza Mare!. Al momento le basti sapere, caro Pistelli , che l’unico indotto che questo vostro Deserto petrolchimico neocoloniale produce in Sicilia sono le cliniche oncologiche: a Parigi, Padova, Milano…A parte che il petrolio e il gas appartengono ai Siciliani; a parte che tecnicamente hanno anche molte alternative, magari integrative nella Transizione: con le migliori isoradiative d’Europa la Sicilia accederebbe alla Sovranità energetica in 24 mesi. Invece, come previsto, ci rubano anche le tanto strombazzate “energie rinnovabili”: il Sole, il Vento e perfino la Monnezza. Un Miliardo all’anno, “rinnovabile” per 20 anni. Senza Sovranità, noi Siciliani, siamo niente. Ce la prendiamo con Pistelli?. Senza una titanica Lotta per l’Indipendenza il Popolo siciliano è morto.

@ 6 Agosto 2015. Mario Di Mauro-Fondatore di “Terra e LiberAzione”

www.terraeliberazione.wordpress.com

Analisi/ LA REGIONE FALLITA E LA FORTEZZA BASTIANI
Un ciclo storico si è definitivamente concluso. Il ciclo storico dell’Autonomia “specialmente vigilata”, dello Statuto “concesso” da Roma per placare l’Onda indipendentista: con Regio Decreto Legislativo n° 455 del 15 Maggio 1946, poi integrato nella Costituzione repubblicana. Finisce una farsa neocoloniale, un alibi della dominazione italiana e anglo-americana sulla nostra Terra. Sebbene lo zombie trascini ancora i piedi. Lo Statuto non ha mai avuto norme integrali di attuazione, specie nella sua ottima parte economica (Titolo V), elaborata dal grande avvocato “socialista sviluppista” Guarino Amella. Quella dello Statuto -a parte la prima Legislatura e qualche altro lampo di Dignità- è la storia di una “Carta” truccata, impugnata ciclicamente come paravento nel poker delle “larghe intese” sviluppiste o come paraculo nelle zicchinette del “rivendicazionismo sicilianista”, ideologia populista di riserva della borghesia compradora, delle carriere e del brokeraggio parassitario, di cui la Mafia S.p.A. è spesso la parte più dinamica (il ché è tutto dire!).
La Carta autonomistica si rivelò ben presto, fin dalla fine degli anni Cinquanta (con la sospensione dell’Alta Corte e l’oggettivo Commissariamento sistematico dell’attività legislativa regionale sia “esclusiva” che “concorrente”) per quello che era fin dalla sua promulgazione: un “Trattato di Pace” del Governo centrale con una Riserva indiana, scritto in lingua biforcuta…Una bella coperta, infettata col vaiolo!. Ma per neutralizzare lo Statuto, pupi e pupari dell’AntiSicilia hanno dovuto faticare settantanni, fino a stamattina… quando il presidente del Parlamento regionale, on.Ardizzone, invoca l’abrogazione del Consiglio di Giustizia Amministrativa, che svolge nell’Isola le funzioni del Consiglio di Stato (art. 23). Proprio ora che s’era arrisbigghjiatu, confermando il carattere illegale
del MUOS di Niscemi…: ma guarda un po’ che coincidenza!. Ovviamente –in cambio dell’ultimo scempio- chiederanno una mancia fiscale per poter continuare a mantenere il loro Circo Barnum di stipendi parassitari e parassitismo stipendiato. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa sarà la Fortezza Bastiani di una guerra immaginaria?.
Lo Statuto è ormai una “Carta” bruciata e sepolta dal lungo e imponente effetto domino provocato dal crollo del Muro di Berlino (1989) e dal Trattato di Maastricht, ma anche dalle Stragi politiche “palermitane” e dall’Operazione Britannia (1992). I tentativi di Difesa, dall’alto e dal basso, sono falliti. Per motivi diversi, tutti. Gli spazi vuoti vengono ormai riempiti dalla logica neocentralista del commissariamento permanente e dell’Antimafia professionista: ma falliranno presto. Ci lasceranno in eredità, in un mare di guai, la sintesi perfetta del tipo sociale selezionato dal “ciclo storico”, gli zombies che si aggirano sfaticati per i corridoi sterili del più demenziale niEnte inutile del Pianeta: la Regione siciliana, un putrido relitto del Novecento.
Trent’anni fa, nelle Tesi di Fondazione di “Terra e LiberAzione”, scrivevamo: “La Questione Siciliana, l’irrisolto e non prescritto problema della Sovranità del Popolo siciliano sulla propria Terra di appartenenza e di Vita, si conferma, in primis, Questione geopolitica determinata dalla oggettiva centralità strategica della nostra Isola-Nazione (…)”. Con questa collocazione geostrategica dobbiamo reimparare a fare i conti, alzando uno sguardo siciliano e internazionalista sulle cose della Vita e del Mondo, tantopiù che il 30% del traffico commerciale del Pianeta passa dal “nostro” Mare, e se l’Orologio del Mondo, come sempre, cammina, è ormai l’Asia a scandirne il Tempo. L’Arcipelago dei Siciliani è al centro di un Mondo in profonda ristrutturazione. Siamo appena agli inizi del Secolo XXI. La Storia cammina, e se una porta si chiude, due se ne aprono. Ma servono le chiavi: Studio scientifico, Azione coerente, Organizzazione di Donne e Uomini Veri, con la schiena diritta. Non se ne vedono molti in giro?. Cerchiamoci meglio.

@9/6/2015. Mario Di Mauro-Fondatore di “Terra e LiberAzione”

NO MUOS!

SICILIA LIBERA, INDIPENDENTE E SMILITARIZZATA!

Con riferimento al ricorso proposto dal Ministero della Difesa per la riforma della sentenza del TAR di Palermo che ha dichiarato il Muos abusivo e illegittimo, il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha respinto la domanda di sospensione degli effetti di tale sentenza.

Durante l’udienza tenutasi il 15 aprile, l’Avvocatura dello Stato aveva insistito sulla richiesta di sospensiva, chiedendo di produrre una mail della US Navy che paventava la necessità di eseguire non meglio specificati lavori di manutenzione software all’impianto MUOS non effettuabili, secondo la nota americana, in remoto.

Il CGA, tra le proprie motivazioni, scrive che “medio tempore -anche a fronte degli ultimi accertamenti tecnici effettuati nel corso del 2014, di integrazione della verificazione disposta nel giudizio di primo grado- il pregiudizio allegato dalla difesa appellante non appare attuale”.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo ha rinviato la discussione del merito all’udienza pubblica dell’8 luglio 2015… Giusto in tempo per non appizzarGli l’Indipendence Day!

Ci pare utile ricordare che il CGA svolge nell’Isola funzioni del Consiglio di Stato e venne istituito in base all’art. 23 dello Statuto della Regione Siciliana, grazie all’impegno di menti finissime e generose come quella del più Grande Avvocato del Popolo Siciliano: Odoacre Giovanni Guarino Amella.

Di seguito si allega -in link- copia dell’ordinanza depositata in segreteria il 17 aprile scorso.

(S.F.)

INFO: http://issuu.com/fabiodalessandro/docs/ordinanzacgamuos/1?e=1

No al MUOS!
Sicilia libera, indipendente e smilitarizzata!
Non ci arrenderemo. Mai!

images7V0VRH5NDi seguito pubblichiamo in  versione integrale la sentenza n. 461 con la quale il TAR di Palermo ha, infine, accolto ricorsi proposti contro l’installazione del MUOS a Niscemi.
A quando i sigilli e la demolizione?. Solo una mobilitazione popolare può imporre l’esecutività della sentenza.
Solo ed esclusivamente una grande mobilitazione popolare.
Il “peggio” deve venire, ma, per fortuna, il Movimento NO MUOS, di cui siamo parte ante-litteram, è forte, gioioso e consapevole.

R/esistere a oltranza!

@terraeliberazione

Sentenza del TAR di Palermo sul MUOS – 13 febbraio 2015 (.PDF)

foto

4 Aprile
Tutti a Niscemi contro il MUOS!
R/esistenza a Vita, contro l’Impero degli Zombies!

@terraeliberazione.

Occupate dagli attivisti NoMUOS alcune antenne dell'impianto americano a Niscemi

Occupate dagli attivisti NoMUOS alcune antenne dell’impianto americano a Niscemi

“Benedetto il tempo in cui qualche solitario poteva scandagliare il proprio abisso, senza essere preso per un ossesso o per un demente. Sacrificavano anche dieci o vent’anni, o tutta una vita, per un presentimento, per un baleno di assoluto.
La parola “profondità” ha un significato, soltanto se viene riferita ai tempi in cui il monaco era considerato come il più nobile esemplare umano…
Perfino se avesse solo i suoi lati negativi, il monachesimo varrebbe più di qualunque altro ideale. Più che mai si dovrebbero costruire monasteri -per coloro che credono a tutto e per coloro che non credono a niente-.
Dove fuggire? Non esiste più nessun luogo, dove sia possibile esecrare professionalmente questo mondo”.

E.M.Cioran (Il funesto demiurgo)
@terraeliberazione

images7V0VRH5N

Sicilia libera, indipendente e smilitarizzata!

NO AL MUOS! LA LOTTA CONTINUA!

Di seguito pubblichiamo in  versione integrale la sentenza n. 461 con la quale il TAR di Palermo ha, infine, accolto ricorsi proposti contro l’installazione del MUOS a Niscemi.
A quando i sigilli e la demolizione?. Solo una mobilitazione popolare può imporre l’esecutività della sentenza.
Solo ed esclusivamente una grande mobilitazione popolare.
Il “peggio” deve venire, ma, per fortuna, il Movimento NO MUOS, di cui siamo parte ante-litteram, è forte, gioioso e consapevole.

R/esistere a oltranza!

@terraeliberazione

Sentenza del TAR di Palermo sul MUOS – 13 febbraio 2015 (.PDF)

La Giustizia, contro il Muos, arriverà dal Cielo?. Benvenuto, Satellite-Spazzino! untitledNelle ultime settimane gli astronomi seguono le evoluzioni di Oggetto 2014-28E, classificato come ‘detrito spaziale’, ma che l’esercito statunitense sorveglia, magari tramite il MUOS, perché sospetta sia in realtà un ‘Istrebitel Sputnikov’ o caccia anti-satelliti, del programma spaziale russo. infatti nel 2010, il Comandante delle forze spaziali russe, aveva detto che la Russia sviluppava satelliti da “combattimento”.

@terraeliberazione

Dedicato ai nostri indimenticabili Maestri: Natale Turco e Nicola Zitara.

fotoperblog30aprile

Il cammino per riabitare Trinakria e viverla con competenza dischiude le porte di interi mondi e d’altre regioni teologiche, configura un tipo umano che ha i tratti del monaco-guerriero, e sfocia in un nuovo nomos della Terra. Questo cammino non può contare su scuole, partiti, chiese, massmedia…ma può contare su un paesaggio impareggiabile, su imponenti depositi memoriali e sulla potenza di forze cosmiche che si scoprono camminando. Da soli o in fratellanza elettiva.
Nel suo studio “Sulla Guerra”, Karl Von Clausewitz identifica la forza di carattere come “costanza nella propria convinzione”. E sebbene nella Realtà “è sempre in base a un vago presentimento della verità che si è costretti ad agire, i principi fondamentali e le idee che guidano l’azione da un più alto punto di vista, non possono che essere frutto di una chiara e profonda visione, e ad essi è ancorata l’opinione ondeggiante tra i molteplici casi individuali che si presentano…Una certa fede in sè stessi è necessaria, un certo scetticismo è benefico”. Una chiara e profonda visione, questo è l’Isola Giardino inscritta come un destino nel Tempo siciliano.
L’Azione quotidiana orientata da questa “chiara e profonda visione” consiste nel dare a se stessi e, in prospettiva, a un popolo intero, un’economia pianificata nell’interesse sociale e una cultura radicata e aperta ai dati del Mondo: per elaborare, nel pluralismo, un modo di vivere sobrio e saggio, non alienato, assennato, capace di accogliere quella calda e fertile onda affettiva che risale dal pane caldo cunzatu con l’olio e l’origano dei nostri poji, delle colline siciliane. Per poter coltivare il Pane della vita, raffinarsi nella Pazienza, verificarsi nel rapporto col Tempo, riscoprendo le perle di quell’antico Rosario in cui l’Esserci accade tra Terra e Cielo…Perchè ciascun Siciliano possa piantare la sua palma, il suo ulivo, il suo fico…, scavare il suo pozzo, costruire una sua casa…Imparando a cantare la Verità siciliana, a giustificarla nel Mondo. Imparando ad alzare uno sguardo critico e solidale sulle cose della Vita e del Mondo.
La cultura identitaria -scrive Franz Fanon nel suo “I dannati della Terra”- non è il folclore in cui un populismo astratto ha creduto di scoprire la verità del popolo. Nè quella massa sedimentata di gesti sempre meno riallacciabile alla realtà presente del popolo. La cultura identitaria è l’insieme degli sforzi fatti da un popolo sul piano del pensiero per descrivere, giustificare e cantare l’Azione attraverso cui il popolo si è costituito e si è mantenuto. La cultura identitaria, nei paesi
colonizzati, deve dunque situarsi al centro stesso della Lotta di Liberazione. Una Lotta che comincia nel cervello di ciascuno e nella maturazione di un diverso, più radicato e più competente modo di essere e di esserci, che liberi le Idee dalle ideologie e il pragmatismo dalla miseria morale.

*Estratto dalla Relazione di Mario Di Mauro al Cuncumiu del 2004, ribadendo, nella sostanza, i punti fermi nel 1984. Non abbiamo nulla da aggiungere, nè da togliere. Il Cammino è tracciato. Da trentanni.