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 Lettera di “Terra e LiberAzione” al P.S.A.N. (Partito Socialista di Liberazione Nazionale-Catalogna)

 

Oggi la causa catalana ha molti “tifosi”, più del Barca!. Ma quando, all’inizio degli anni ottanta, abbiamo conosciuto il movimento di liberazione del popolo catalano, eravate “4 gatti”: avete costruito sindacati, organizzazioni professionali, televisioni, case editrici, reti culturali potentissime, tifoserie organizzate da fare spavento… E questa è la vera Vittoria del Popolo catalano, l’Indipendenza, in un certo senso, c’è già!.

E voi, cari compagni del PSAN, il più antico partito indipendentista catalano, nato clandestino nel Sessantotto sotto la dittatura franchista, che -da quando ci conosciamo, siete “i nostri occhi in Catalunya” – vi siete caratterizzati per l’intransigenza strategica, come una roccaforte inespugnabile dell’Indipendentismo sociale di respiro internazionalista: una scuola che ha fornito quadri e idee all’intero movimento, una scelta che vi è costata, ma che vi fa onore.

Ecco perché ci rivolgiamo in primo luogo a voi, per comunicare la nostra gioia per l’irreversibile avanzata di quella che consideriamo la più importante Rivoluzione politica in corso nel “Mondo occidentale”, al di là della stessa coscienza che ne può avere il movimento stesso: perché quella catalana è una Rivoluzione politica che farà tremare le Mafie globali e il loro Ordine, per il semplice fatto che mette in discussione la forma Stato-Nazione centralista figlia, nel lungo periodo, della “Pace di Vestfalia” (1648) -che seppellì peraltro l’Impero ispanico aggravando il centralismo asfittico castigliano- e della Rivoluzione francese (1789) nelle sue conseguenze peggiori –.

Non stiamo parlando di un paese del  Terzomondo, ma di una delle “regioni” più avanzate del Mondo!. Proveranno a sterilizzare le potenzialità innovative del processo rivoluzionario, perché questo preoccupa l’UE reazionaria e i suoi Stati-Nazione ormai impantanati tra cessione di sovranità a…Berlino, e reazionarismo di massa telecomandato, specie contro migranti e profughi causati dalla stessa Politiguerra euro-americana. Il nemico è confuso: va colpito subito.

Quella catalana è una Rivoluzione politica che farà tremare le Mafie globali e il loro Ordine. O non sarà niente.

L’UE della “magnifiche sorti e progressive” è fallita, è nata morta, come la pecora Dolly!. Lo abbiamo detto fin dal 1992-93 ai Convegni di Cagliari e di Ajaccio delle realtà indipendentiste delle Isole mediterranee. Ma questo zombi chiamato UE si trascina succhiando il sangue di centinaia di milioni di lavoratori e di giovani del Vecchio Continente, opprimendo interi Popoli neocoloniali, come i nostri, devastando l’idea stessa di Civiltà Europea per i prossimi secoli!.

La Rivoluzione catalana, nella sua oggettività, colpisce l’UE reazionaria e imperialista, smaschera l’ipocrisia di “Bruxelles”: e abbiamo il vantaggio che Barcellona non la possono bombardare (perché lo farebbero di certo!).

La Rivoluzione catalana irrompe in un momento critico del processo reazionario e imperialista di “centralizzazione europea”,  un momento critico che configura una finestra temporale per tentare rapidamente la spallata indipendentista, aprendo un varco a tutti i popoli oppressi dello spazio euromediterraneo.

La Rivoluzione politica catalana è per sua natura internazionalista, un carattere rafforzato dall’affermazione dell’Indipendentismo sociale. I dieci compagni eletti della C.U.P., peraltro determinanti anche a livello numerico, sono un segnale confortante per l’Avvenire della vera Sinistra Alternativa in Europa, in particolare quella delle Nazioni senza Stato, come la Sicilia, che è una colonia geostrategica dell’imperialismo euro-americano gestita in accomandita semplice da Roma e dalle massomafie tosco-padane, con l’alibi di una falsa “Autonomia”, una truffa che dura da 70 anni.

La Libertà è una cosa seria. Tanti neanche se ne rendono conto: nascono servi?.

Voi, compagni del PSAN, avete saputo mantenere una linea ideologico-strategica intransigente, rischiando l’isolamento perfino nel campo del “catalanismo”. Voi siete “i nostri occhi in Catalunya”. Diteci cosa possiamo FARE per sostenere la Causa catalana nella inedita Fase strategica che si è aperta in questi giorni.

In gioco, con il Diritto all’Indipendenza, c’è anche l’avvenire di una Idea di società autogestionaria e internazionalista, i cui sostenitori siete parte fondamentale e consapevole della più vasta e popolare dinamica politica del Paese catalano. E’ probabile che la spallata si dovrà dare sulle piazze: Madrid non mollerà davanti a una conta di schede elettorali o referendarie, ma la conta è utile a delegittimare Madrid.

Nè sottovalutiamo le insidie che possono arrivare da movimenti come Podemos, che giudichiamo una versione new look della più infame socialdemocrazia, volta al tradimento e alle pugnalate alle spalle (il loro compagnetto di merende, Tsipras, insegna!). 

Le storie della Sicilia e della Catalogna hanno pagine meravigliose scritte insieme sul Grande Libro della Libertà. Pochi le conoscono, ma, per esempio, il cuore pulsante dell’indipendentismo siciliano anti-castigliano fu rappresentato, specie a Catania, dal “partito catalano” di cui resta la Chiesa della Madonna del Mont.Serrat…

Quello che diciamo in Sicilia, da anni, ai tanti tifosi della Causa catalana è: non è tanto la “marcia” con le bandiere che dobbiamo copiare, ma tutto il resto!.

Voi ci state insegnando molte cose, e di questo vi siamo riconoscenti. Riconoscenza che vi preghiamo di estendere a  tutta la Nazione catalana in marcia verso la sua meritata Autodeterminazione. E forse è anche arrivato il momento di sviluppare una attività pratica comune, come saggiamente previsto molti anni fa!.

Terra Lliure!

Catania, 27/09/2015. La Fratellanza Siciliana “Terra e LiberAzione”.

www.terraeliberazione.wordpress.com

DIALETTICA DELL’INSULARITA’ (III)

L’Isola dei Siciliani è stata, in varie forme, indipendente per molti secoli e, in varie forme, dominata per altrettanti secoli. Trentanni fa, nelle Tesi di Fondazione di “Terra e LiberAzione”, scrivevamo: “La Questione Siciliana, l’irrisolto e non prescritto problema della Sovranità del Popolo siciliano sulla propria Terra di appartenenza e di Vita, si conferma, in primis, Questione geopolitica determinata dalla oggettiva centralità strategica della nostra Isola-Nazione (…)”.

Con questa collocazione geostrategica dobbiamo reimparare a fare i conti, alzando uno sguardo siciliano e internazionalista sulle cose della Vita e del Mondo, chè il 30% del traffico commerciale del Pianeta –tantopiù col raddoppio del potenziale dei flussi sul nuovo Canale di Suez- passa dal “nostro” Mare, e se l’Orologio dell’Umanità, come sempre, cammina, è ormai l’Asia a scandirne il Tempo. Da Porto Said a Tangeri, da Rotterdam ad Amburgo, lo hanno capito.

Surrealismo geografico. Siamo una colonia geostrategica dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO), mentre il principale porto-industria del “Corridoio Mediterraneo” è Amburgo, città-stato e zonafranca…tedesca!.

Il porto-gebbia di Catania è soddifausi, il porto-falce di Messina è ventu malanova e piscistoccu. Quello di Augusta è del tutto una tana di sommergibili atomici e petroliere che galleggiano su un fondale di veleni industriali sduvacati e stratificati in 60 anni di “sviluppo petrolchimico” neocoloniale …Il Porto di Pozzallo, il migliore, pare non averlo capito nessuno…Quello attuale è il periodo più nero nella millenaria storia della portualità siciliana!. E ora rispuntano col “Ponte”: elettorale, inutile e ottocentesco; e col Miliardo per non farlo: che fantasia!. DA 30 ANNI, LO RIPETIAMO: NO AL PONTE! SI AL TUNNELL FERROVIARIO-TAV, SE E QUANDO SERVIRA’ VERAMENTE!. (MAI!).

L’Isola senza Mare è sequestrata dalla logica stessa dell’Impero euroatlantico. Se Amburgo è ZES, Zona Economica Speciale del Quarto Reich, la Sicilia è N.A.S., base aero-navale della Tecno-War che avrà nel MUOS la sua centrale operativa: altro che elettrosmog!. Un Cordone Sanitario neocoloniale priva l’Isola del suo Mare fin dal 1860.

@MARIO DI MAURO- per approfondire: www.geostoriadellasicilia.wordpress.com

POLPETTE AVVELENATE IN BRODINO SICILIANISTA E’ LA RICETTA DEI FALSI INDIPENDENTISTI DI “SICILIA NAZIONE”

fotoperblog30aprile

30 Aprile 2011. SOLO I VERI INDIPENDENTISTI SICILIANI (TERRA E LIBERAZIONE + SICILIA LIBERA) SONO SCESI SULLE STRADE CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA, IN DIFESA DELLA JAMAHIRYA SOCIALISTA POPOLARE DI LIBIA. (NELLA FOTO: CATANIA, VIA ETNEA)

Raramente, in Trentanni, e solo in casi gravi, la Fratellanza Siciliana “Terra e LiberAzione” è intervenuta pubblicamente criticando prese di posizione e iniziative di altri gruppi indipendentisti o “alternativi” di vario genere. Abbiamo già tanto Lavoro, scientifico e pratico, da sviluppare: non facciamo “proselitismo”, non cerchiamo “visibilità”, non fabbrichiamo “nemici”, non ci interessa granchè neanche della cosiddetta “area sicilianista”: fin dalla nostra fondazione, all’inizio degli anni Ottanta, abbiamo chiarito che il “sicilianismo” è una forma di polmonite della Sicilianità, sebbene non la più grave… Siamo sempre stati collaborativi e rispettosi, lo sanno tutti. Ma questo è un caso grave, e il perché sarà chiaro a tutti, nel Tempo. “Niente di personale”, anzi, speriamo che la nostra critica li aiuti a staccarsi dalla TV e a camminare sulle strade della Vita. Sebbene, dalla loro prima risposta,  ci pare tempo perso. Ad ogni modo, quanto segue, vale per tutti. Sorvoliamo sull’ipocrisia del “rispetto dei diritti umani” (Galere, Pogrom, Espulsioni: bel rispetto dei diritti umani!) e sulla demenzialità di una difesa razzistoide dell’Identità siciliana dai profughi invasori, che violenta millenni di Storia siciliana riducendoli a brodino per polpette avvelenate… perché questo, con parole più edulcorate, scrivono i nostri salvatori della Nazione siciliana. Ecco la SOSTANZA OPERATIVA del loro documento, parole loro (o di uno di loro?) che suoneranno “normali” alle masse idiotizzate dal terrorismo televisivo sull’INVASIONE DEGLI EXTRACOMUNITARI, magari scordandosi che sul Pianeta vivono almeno 5 Miliardi di Extracomunitari!.
Dal Comitato Nazionale di “Sicilia Nazione”, riceviamo e pubblichiamo: << 3. In attesa del riconoscimento del diritto d’asilo, gli immigrati vanno ospitati in centri di identificazione dai quali non sia possibile uscire… sorvegliati da esercito e forze di polizia. 4.Gli immigrati ai quali non viene riconosciuto il diritto d’asilo vanno subito rimandati in Patria e tenuti fino a quel momento, con il massimo rispetto per i diritti umani, in centri di permanenza, dai quali non sia possibile uscire, distribuiti anch’essi in modo proporzionale sul territorio europeo e sorvegliati da esercito e forze di polizia>>. I nostri salvatori della Pax coloniale annunciano anche la loro discesa in campo a sostegno della “inevitabile rivolta dei cittadini”. Per ora può bastare. Ci risparmiamo il resto per una prossima puntata: gli spiegheremo scientificamente come funziona una Rivolta in Sicilia, giusta o sbagliata che sia, visto che ce ne intendiamo: se la darebbero a gambe, in ogni caso.
ALLARME! ATTENZIONE AI PRESUNTI “INDIPENDENTISTI DI SICILIA NAZIONE” CHE -MENTRE SI RICONOSCONO NELLA NATO E NELL’UE, COME SE LA NOSTRA SICILIA FOSSE COLONIA DEGLI IMMIGRATI (BELLA “ANALISI”, COMPLIMENTI!)- PROPONGONO “centri di identificazione dai quali non sia possibile uscire, sorvegliati da esercito e forze di polizia” e SOSTERRANNO “l’inevitabile rivolta dei cittadini”. STOP.
I LORO “CENTRI” SI CHIAMANO GALERE!. LE LORO “RIVOLTE” SI CHIAMANO POGROM!. LA LORO IDEOLOGIA SI CHIAMA FASCIOLEGHISMO!. ANCHE IL NOSTRO PAPA LI HA “SCOMUNICATI”!.STOP.
QUANTO ALL’USO DELL’ESERCITO, PER QUESTIONI CIVILI…IN SICILIA ABBIAMO GIA’ DATO. E LO HANNO USATO SEMPRE CONTRO IL POPOLO SICILIANO E IN PARTICOLARE CONTRO NOI INDIPENDENTISTI (QUELLI VERI). STOP.
QUANTO ALLA “LORO” DISTINZIONE TRA “PROFUGHI DI GUERRA” E “MIGRANTI ECONOMICI”, TIPICAMENTE EURO-IMPERIALISTA (SCHENGEN-DUBLINO), LA TROVIAMO IPOCRITA O SUPERFICIALE: TUTTI FUGGONO DALLA STESSA POLITIGUERRA SCATENATA DALL’IMPERIALISMO EURO-AMERICANO, DALLE SUE FRAZIONI E COALIZIONI DI SCOPO: IN AFRICA OCCIDENTALE, IN PARTICOLARE, L’IMPERIALISMO FRANCESE: LA COSTA D’AVORIO, PER ESEMPIO, E’ TORMENTATA DA PARIGI, PER CONTO DELLE MULTINAZIONALI EUROPEE DEL CACAO E DEL CAFFE’, IL VERO ORO IVORIANO, FORSE PIU’ DI PETROLIO E DIAMANTI!. IN BREVE: NON C’E’ NESSUNA DIFFERENZA SOSTANZIALE TRA “PROFUGHI DI GUERRA” E “PROFUGHI ECONOMICI”, NESSUNO HA DECISO DI FUGGIRE DAL PROPRIO PAESE PER FARE IL TURISTA ALTROVE!. STOP.
QUANTO ALLA DETENZIONE DEI CORPI DI ESSERI UMANI COLPEVOLI DI NIENTE, PURTROPPO C’E’ GIA’. NEL CARA, DOVE, PER UN TIMBRO, VENGONO SEQUESTRATI PER MESI E ANNI, AD USO E CONSUMO DI PARASSITI E SFRUTTATORI LOCALI. LA “QUARANTENA” DURA 40 GIORNI, NON 4 ANNI!. CORPI UMANI SEQUESTRATI, SENZA VOCE, SENZA RAPPRESENTANZA ALCUNA. TUTTI POSSIAMO PARLARE, A FAVORE O CONTRO, DI LORO: LORO NON POSSONO DIRE NIENTE!. NOI DI QUESTO CI VERGOGNIAMO!. STOP.
QUANTO ALL’IPOTESI EURO-IMPERIALISTA DI DISLOCARE A CATANIA UNO DEI DUE MEGA-CENTRI “CARA” DEL MEDITERRANEO, GESTITI DALLA POLIZIA EUROPEA-FRONTEX (CHE HA, PARE, DIRITTO LEGALE SOSTITUTIVO DELLA NOSTRA STESSA POLIZIA!), LO RIFIUTIAMO NELLA SUA STESSA LOGICA NEO-COLONIALE, LA STESSA LOGICA CHE VEDE LA SICILIA RIDOTTA A PIATTAFORMA GIREVOLE DELL’IMPERIALISMO EURO-AMERICANO E DELLA SUA POLITIGUERRA, INCARDINATA SUL CONTROLLO MILITARE DEL CORRIDOIO MERIDIANO CHE COLLEGA L’OCCIDENTE-ATLANTICO ALL’ORIENTE-ASIATICO ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ. E’ LA NOSTRA CONDANNA FIN DAL 1860.
IL CAPIRLO E’ UN PASSO AVANTI!. ALTRO CHE “MIGRANTI INVASORI” E ALTRE ASINERIE RAZZISTOIDI E SCOMUNICATE, AMPLIFICATE DAL PUPO SALVINI: IL “NEMICO PERFETTO” LANCIATO DAI MEDESIMI MASSOPOTERI TOSCO-PADANI CHE HANNO IMPOSTO L’EX SINDACO DI FIRENZE A PALAZZO CHIGI, MATTEO IL BUONO, IL NIPOTINO SCOUT DI MADRE TERESA DI CALCUTTA: SI DEVE ESSERE FESSI PER NON CAPIRLO!. MENTRE QUI SI GIOCA SULLA PELLE COLORATA DEGLI ALTRI RIALZANDO CONFUSAMENTE IL MURO SULL’ACQUA DOPO AVER BOMBARDATO E DISTRUTTO LA JAMAHIRYA LIBICA DI GHEDDAFI, L’ULTIMO RE DELL’AFRICA, IL PROFETA DELLA MONETA DI SVILUPPO AFRICANA; NELLA GERMANIA NEUTRALE I “MURI” LI ABBATTONO, INNESTANDO IN BLOCCO FORZE NUOVE NEL CANTIERE DEL QUARTO REICH. CON METODO, “SENZA ESPERIMENTI”, COME DETTO’ ADENAUER NEL 1957, A MACERIE ANCORA FUMANTI. UN GRANDE. (1)
NOI INDIPENDENTISTI SICILIANI DI “TERRA E LIBERAZIONE”, CHE NON CONTIAMO NIENTE, RICONOSCIAMO SOLO LA “LEGGE DEL MARE”: E DIRITTO DI ACCOGLIENZA E DI PASSAGGIO VANNO APPLICATI ENTRO 40 GIORNI!. BASTEREBBE QUESTO PER DIMEZZARE I PROBLEMI DI CONVIVENZA, CHE NOI CONOSCIAMO BENE, PERCHE’ NEL CALATINO CI SIAMO, MOLTI FIN DALLA NASCITA!. NON SIAMO MARZIANI, COME CERTI GIORNALISTI CHE VENGONO A MINEO O PALAGONIA SOLO PER SPECULARE. MOLTI DI NOI SONO EMIGRATI: E SAPPIAMO SULLA NOSTRA PELLE CHE LA SICILIA NON SOFFRE PER I SUOI “TROPPI” IMMIGRATI MA PER I SUOI TROPPI EMIGRATI. (2) STOP.
NON ESCLUDIAMO LA POSSIBILITA’ CHE EMERGA UN INDIPENDENTISMO PAROLAIO E REAZIONARIO, RICATTATORIO-RIPARAZIONISTA, FILO-FONDI COMUNITARI, RINEGOZIATORE DELLA SUDDITANZA A “ROMA”…SIAMO A TANTO?. VEDREMO.

L’Esecutivo Centrale di “Terra e LiberAzione” invita una delegazione di “Sicilia Nazione” a un confronto pubblico. Niente “guerriglie”, chè poi ci fregano tutti con la solita storiella dei “sicilianisti litigiosi”. Confronto politico!. Per esempio all’Istituto per la Cultura Siciliana, a Catania: campo neutro. Per chiarire divergenze, per cercare convergenze.

Catania, 10 Settembre 2015. L’Esecutivo Centrale di “Terra e Liberazione”.

 1. SULLA “QUESTIONE TEDESCA”: “IL QUARTO REICH“ EDITORIALE DI “TERRA E LIBERAZIONE”-GENNAIO 1990. “I TERRONI DEL QUARTO REICH-L’ANNESSIONE DELLA D.D.R.”, EDITORIALE DI “TERRA E LIBERAZIONE” MAGGIO 1991. “FORTEZZA EUROPA-LA KERNEUROPA DI SCHAUBLE E LAMERS”, IN TERRA E LIBERAZIONE” INVERNO 1994.
2. PER UNA ANALISI SINTETICA DELLA QUESTIONE “MIGRAZIONI E IMPERIALISMO” RIMANDIAMO AL NOSTRO RECENTE DOC. –IL TERZO IN 30 ANNI-: “TROPPI IMMIGRATI, IN SICILIA?. FALSO: SONO TROPPO POCHI!”. Quanto alla denominazione “Sicilia Nazione” è, de facto, di “Terra e LiberAzione”: dal 1991…lasciamo correre.

 

A colpi di Miliardi spettacolari, sull’asse Roma-Palermo, il Niente “commissaria” il Nulla. Andata e Ritorno: “Stamu-avvulannu!”

L’assessore Borsellino (alla Sanità) “va fatta fuori come suo padre…”. La frase è famosa, ma il semplice ripetersela in mente fa venire il voltastomaco. L’avrebbe detta al telefono il dott.Tutino al suo amicone Saro Crocetta, che non avrebbe replicato. Il partito Repubblica-L’Espresso, a metà Luglio, ci lancia una campagna mediatica; il Procuratore di Palermo, Lo Voi, sollecitato dall’Alto, ne smentisce l’esistenza agli Atti… Ma il botto c’è stato. “L’Unità” renziana ci fa una primapagina della serie “Crocetta vattene!”. Poi frenano…Lo sapevamo.

Ritornano i Corvi sull’Isola contesa, mentre Palermo viene scientificamente sommersa, nella sua sciatteria di “Capitale infetta”, dalla sua stessa monnezza. Uno spot per i Mega-Inceneritori?. Uno sgarro all’Unesco e al malinteso percorso “arabo-normanno”, in Verità siqilliano?. Una ritorsione dei marziani contro Zamparini per pascolo abusivo nei “cerchi nel grano”?. I misteri di Palermo. Intanto i riflettori sono puntati su Crocetta che si “autosospende” (?!). Non significa nulla.

Crocetta non si spara, né si dimette, né lo dimettono. Dove lo trovano un altro?. Gli serve, è un diversivo perfetto. E il Procuratore di Palermo, Lo Voi, sentenziando irritualmente sub judice, se abbiamo capito bene, ha detto solo che quella presunta intercettazione non risulta agli Atti ecc… Non che non esiste.

Crocetta, il campione dell’Antimaf ipocrita e paranoica, -che abbiamo anche querelato alla Procura di Roma (1)- resterà al suo posto, e non tanto perché i 90 deputatini dell’ARS, i Figli d’Ercole, perderebbero lo stipendio, come invece sottolineano i renziani, quanto perché i sondaggi, che abbiamo anche noi, danno il PD “siciliano” sotto il 10% del consenso reale!. In fondo Crocetta è stato eletto nel 2012 col 10% reale, inclusa l’UDC, e il PD non ha pesato più del 5% reale, inclusa la quota consistente del riciclaggio elettorale di spesa pubblica della mafia bianca dei falsi “corsi di formazione”, che aveva nell’on. Genovese, il più potente esponente del PD dell’Isola, il suo Capo indiscusso, la cui immunità parlamentare venne difesa fino all’ultimo dal Nazareno, in Giunta per le autorizzazioni a procedere… Ora fa il pendolare tra il carcere di Gazzi e gli arresti domiciliari. Un altro campione dell’Antimaf nel “Paese dei Balocchi”, avrebbe detto il povero prof. Centorrino!. E’ avvilente. Il PD “siciliano” è un network di Cacicchi e Bande locali. Più Cracolici. Stop.

Nella zuffa estiva inscenata dal pollaio PD, che sgoverna tanto a Roma quanto a Palermo, tra mascariate e mascattariate su intercettazioni velenose e dicerie dell’untore che coprono faide d’avanspettacolo coloniale e ben più concreti interessi massomafiosi tosco-padani, viene apertamente commissariato il presidente del niEnte inutile, Saro Crocetta, ridotto del tutto a pupo (con una “p”) del proconsole di turno, un Faraone (addirittura!), che miracolosamente scova, in commissione bilancio del Senato, il mezzo miliardo necessario a rattoppare i conti della Regione fallita. E’ il 25 Luglio…(vabbè, lasciamo stare).

Un dubbio: ma DELiRIO, ministro plenipotenziario per le colonie SUDicie, ha spiegato al suo scudiero Faraone, che Crocetta, governatore del niEnte inutile, è già stato commissariato da Roma, prima con Luca Bianchi e ora con Baccei, assessori “stranieri” all’Economia della Regione siciliana, che qui sono Ministri-regionali con competenze da semi-Stato?. Quel Crocetta che nella vita confonde normalmente milioni e miliardi, lire ed euro?. E’ agghiacciante.

“Salvataggio da Roma. Arriveranno ben 500 milioni. Mezzo miliardo…”: i giornali e le tv isolane diffondono la velina di regime per 48 ore. Nessuno sa che si tratta, nella sostanza, di una quota dell’IRPEF pagata dai Siciliani e delle Imposte pagate da Imprese operanti in Sicilia ma con sede legale sul Continente, impropriamente trattenuta dal Tesoro romano (chè la Tesoreria siciliana, prevista dal vecchio Statuto, venne “accorpata” in silenzio a quella “centrale”, negli anni Ottanta: solo Terra e LiberAzione e pochi altri ci fecero almeno un comunicato!). Insomma, curnuti e mazziati:  mezzomiliardo ammucciatu (a noi) diventa mezzo miliardo regalato (a noi). E’ il gioco delle tre carte, roba da fiera strapaesana, tre compari e un pollo!.

Passa una settimana, ed ecco un altro colpo ad effetto. La stampa sicilindiana titola all’unisono: “SCHIAFFO A CROCETTA!-Faraone: un Miliardo da Roma per le fogne e i depuratori!” (2 Agosto). Dopo 150 anni di “Italia Una e Trina” si scoprono le fogne siciliane!. Come se la voce “rete fognaria e depuratori” non fosse da decenni ammucciata in milioni di bollette idriche recapitate e pagate regolarmente da milioni di Siciliani!. Le bollette più care d’Europa –si salva Catania (SIDRA)-sono quelle di Siciliacque (partecipata al 25% dalla Regione) che dal 2004 si gode un folle contratto quarantennale, acquistando acque pure dai Consorzi a 5 cent. al Metrocubo, per rivenderle a 75-95 cent. al Metrocubo!. (2)

Andiamo a vedere la cinquantina di Comuni interessati, e scopriamo che l’investimento decisamente più grande attiene al depuratore fognario di Augusta. Il problema della cacca augustana che inquina la vergine rada megarese è decisamente una priorità, no?. Nel Golfo di Augusta ci sta depositato sui fondali l’equivalente di una foresta di palazzi di 11 piani di mercurio, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti, bario… Ad Augusta –(dove “Terra e LiberAzione” sostiene da decenni padre Palmiro Prisutto nella R/Esistenza anticolonialista contro l’Olocausto siciliano)- si dovrebbero depurare perfino gli abitanti, e non è una battuta: lo screening tricologico, per esempio, lo ha confermato. Nel nostro Archivio, sull’argomento, abbiamo classificato informazioni specifiche per circa  7000 pagine-. Ci mancava però, il Miliardo di merda!.

Intanto il Parlamento regionale, altro Miracolo, si è messo a lavorare sfornando in serie “Riforme tendenzialmente epocali”, un pasticcio generale su ogni ambito ottimale dello scibile umano: Acque, Rifiuti, Province e Città metropolitane, Povertà…-ignorando peraltro il buon Disegno di Legge di Iniziativa Popolare n°730 sulla moneta complementare Grano proposto da Progetto Sicilia e sostenuto nelle linee generali dall’Istituto “Terra e LiberAzione”, nella logica dell’Art.41 senza bis del defunto Statuto d’Autonomia, tuttora formalmente vigente.

La zuffa estiva nel PD pare finalmente concludersi con reciproci inviti al “senso di responsabilità” e si profetizza addirittura il normale completamento di questa memorabile 16° Legislatura!. 

11 Agosto. Mentre il Governatore della Riserva sicilindiana, in conferenza stampa, ne da l’annuncio a un Mondo che non aspettava altro, arriva la freddura: Renzi in persona –attraverso il profilo facebook di Faraone!- diffida il Governo regionale in materia di “ciclo dei rifiuti” ed attiva immediatamente la procedura di esercizio del potere  sostitutivo… Significa: un altro Commissariamento!. Ma significa anche un’altra cosa: il Governo di Roma avrà le mani libere in materia di Mega-Inceneritori, due dei quali sono già previsti nella bozza del Decreto attuativo dello “Sblocca Italia”, insieme a Trivellazioni selvagge e ad altre delizie che questo Governo socialfascista –eletto da nessuno- sta de facto imponendo…

Non si salverà niente: neanche le Poste S.p.A.!. Sugli Inceneritori in Sicilia, nell’ultimo decennio, si sono combattute battaglie micidiali. Diossine, furani e polveri sottili a tinkitè? Quale modello sceglieranno? Ce n’è anche di buoni, ecosostenibili e decentrabili…ma non ci pare questa la strada scelta da Renzi, o da chi per lui. Di sicuro c’è  -in deroga all’obbligo di gara d’appalto europea?- un bel Miliardo annuale per qualcuno dei soliti noti: da moltiplicare per 40 anni di gestione oligopolistica della monnezza siciliana, magari inquadrata negli incentivi+certificati verdi per le Rinnovabili, modello velENI-Pet Coke gelese?.

I conti, in un business plan, si fanno col “moltiplicatore temporale”, non con la partita doppia annuale!. Gli avvoltoi tosco-padani volano già sul cielo delle vergognose e arcaiche discariche della Riserva Sicilindiana. Hanno nomi tosco-padani, A2A (Milano-Brescia), Hera e Ires (Emilia), Waste-Biancamano, Edipower, Enel, Marcegaglia…ma spunteranno anche i tedeschi, magari via Alerion, e gli immancabili Falk e Garrone. Olè.

Iddhi si che gli sghej, i piccioli, li sanno spendere. “Nel Mezzogiorno si sono buttati miliardi che hanno solo alimentato la delinquenza…”, (E.Marcegaglia, presidente Confindustria, “Sole 24 Ore”, 25-5-2008). I Miliardi della Tav tosco-padana se li è fottuti mia zia?. Callisto Tanzi (Parmalat) è di Canicatti?. Si può continuare per alcune migliaia di pagine, solo in nomi di persone, banche e imprese. Il parassitismo mezzogiornale è su scala artigianale, quello tosco-padano è su scala industriale. Dal 1860, data di nascita di un Paese di Merda.

Quello dei Mega-Inceneritori è un Affaire colossale, che il nostro defunto Movimento Autonomista riuscì a bloccare sul nascere, prima di essere travolto da un golpe mediatico-giudiziario, la cui Storia deve ancora essere scritta, e certo non dal Tribunale dell’Inquisizione del Processo Iblis (3). Mentre, per “distrazione”, il Circo Crocetta-PD non ha rinnovato il blocco dell’Eolico dei Ladri di Vento, imposto dal nostro defunto Movimento Autonomista: per cui decine di nuovi “mulini a vento” spunteranno a breve nelle lande di Don Chisciotte: “Sancio, lasciamo perdere questi fantasmi (del Parlamento della Morte) ed andiamo in cerca di più qualificate avventure…” (Cervantes).

Se il Paesaggio di Don Chisciotte è a dir poco surrealista…non lo è meno quello delineato dai vari A.T.O. e Consorzi che si moltiplicano e dividono, accorpano e scindono, che manco in fisica quantistica, ridisegnando linee territoriali più demenziali di quelle tracciate dai geopolitici franco-inglesi nella spartizione coloniale dell’Africa e del Medioriente. Tanto, direbbe Pirandello, che il paesaggio siciliano lo odiava, sarà comunque “caos, dramma, maledizione”  (Sciascia).

Quella cominciata ufficialmente con l’intercettazione fantasma –(pubblicata su “L’Espresso” n°29-23 Luglio, pag.30)- non è stata solo una zuffa estiva nel PD siciliano…

Come ai tempi della grande DC, tutte le principali parti in commedia sono state occupate dal Partitone di Governo. Analizzarle è faticoso, ma tornerà utile. E non solo in Sicilia.

Il neocentralismo statalista (interfaccia del federalismo padanista che ha comunque “chiuso il sacco” in Lombardo-Veneto agganciando il treno della nascitura Macroregione Alpina), espropria Enti Locali e Regioni, per puntellare il traballante “capitalismo tosco-padano” e consegnare, negoziandole, quote di sovranità al Leviatano del Quarto Reich.

Sotto le macerie finiscono anche le residuali illusioni di nuove “stagioni autonomiste” e, nella fattispecie, i sogni di “partito regionale federato” che avevano avuto nel PD “siciliano” una sia pur timida e poco strutturata formulazione. Il ciclo storico della falsa Autonomia “specialmente vigilata”, figlio della Seconda Guerra Mondiale, si è chiuso per tutti. Un giro a vuoto lungo 70 anni.

E’ più facile che la mummia di Tutankamen si metta a cantare e non che il vecchio Statuto del 1946, ormai del tutto “neutralizzato” da decenni di colonialismo e ascarismo, possa servirci a sviluppare seriamente il Sistema-Sicilia. Ma la soluzione non è certo la “normalizzazione” per annichilimento di un Popolo intero: la Storia non lo perdonerebbe. La mummia di Tutankamen la lasciamo a Faraone, a noi basta la certezza di una strategia storica fissata nel 1984, con la fondazione della Fratellanza “Terra e LiberAzione”: fuori da una chiara e titanica Battaglia per la sua Sovranità il Popolo Siciliano, qualunque cosa si voglia intendere con questa formula, non ha alcun Avvenire.

Non dubitiamo che questa prospettiva indipendentista verrà mascariata in nuove forme, non più quelle consunte del “complotto mafioso-separatista”, ma quelle più sofisticate e ambivalenti dei Luttwak e Buttafuoco. No problem. Sempre meglio delle zuffe estive nel pollaio “PD”!.

Sicilia Indipendente e Smilitarizzata! Socializzazione delle Forze produttive materiali e intellettuali! Alzare uno sguardo critico e solidale sulle cose della Vita e del Mondo!. E’ il Secolo della nostra Indipendenza, abbiamo aspettato abbastanza.

@15 Agosto 2015. Istituto “Terra e LiberAzione” (Mario Di Mauro)

 

NOTE

(1) Della “Riforma idrica” cuffariana ce ne siamo occupati, in tempo reale, in un nostro Report del 2004 (Lo Spettacolo della sete e la piratizzazione dell’acqua siciliana –Terra e LiberAzione, Gennaio/Aprile 2004).

Quanto alla retorica ideologica sul “benecomune”, sulla gestione pubblica o privata del servizio, ribadiamo che non ce ne importa nulla: contano solo la qualità-quantità dell’acqua e la tariffa ragionevole. Nel regime capitalistico, tantopiù in versione neocoloniale, non c’è nessun “benecomune”, ci sono solo il Profitto e la Lotta sociale contro i Profittatori, che dei Referendum e delle Leggine tendenzialmente epocali se ne fanno un baffo: tanto i managerini privati che i boiardini pubblici. A taroccare i Bilanci ci penseranno i bocconiani di turno. Li conosciamo. Vigilare sulla qualità/quantità dell’acqua e sulla struttura delle bollette è più che sufficiente. La Socializzazione Razionale delle Risorse materiali e intellettuali è tutt’altra cosa…Niente illusioni. Tantopiù che combattere il “privato” che sgarra è più facile del combattere il “pubblico” che sgarra. L’acqua buona, in abbondanza e a tariffa ragionevole: sarebbe già tanto!.

Quanto al carattere “no profit” della gestione…è roba da Alice nel Paese delle Meraviglie. Si pensi piuttosto all’obbligo di manutenzione e miglioramento della rete di distribuzione, che fa…acqua da tutte le parti: se ne perde almeno metà!. Pubblico o Privato…I Consorzi irrigui sono pubblici: ma andrebbero spazzati via immediatamente!.Lo sosteniamo dal 1984…E’ necessario piuttosto elaborare un sistema di Controllo sociale istituzionalizzato ed efficace, imperniato su una Magistratura delle Acque. In attesa dell’Avvento…

(2) Querela a Crocetta in merito alle sue dichiarazioni sulle “infiltrazioni mafiose nel movimento NO MUOS”, di cui siamo parte attiva, tra le tante. La Querela è stata subito valutata e  inizialmente respinta con motivazioni lasche: abbiamo fatto ricorso e l’abbiamo vinto. La camera di consiglio si è tenuta a Roma lo scorso maggio. Crocetta e il suo legale non si sono presentati. Al momento non possiamo dire altro. E non cerchiamo pubblicità: solo Giustizia. Terra e LiberAzione è nata nel 1984 da decine di militanti e sostenitori della sez.Peppino Impastato di Democrazia Proletaria di Ramacca (Ct): e la falsa Antimaf l’ha denunciata fin dai tempi del Maxi Processo, appoggiando il Pool sulle strade e nelle piazze. Su questo tema siamo più che Intransigenti: abbiamo il sangue agli occhi e la Memoria lunga.

(3)Ciclo dei Rifiuti. Vedi i nostri due Comunicati-Lettera sull’alternativa tecnologica ai Mega Inceneritori e alle Mega Discariche, del novembre 2007 e dell’aprile 2008. Pubblicati anche su internet varie volte e oggi raccolti in un nostro Report Energia (1985-2015) di prossima pubblicazione cartacea. Anche Lombardo ne discusse in diverse occasioni con noi. E’ ormai convinzione diffusa che l’opposizione dura e coerente ai 4 Mega Inceneritori e al blocco di interessi che li sosteneva, sia una delle cause “contestuali”  del Golpe mediatico-giudiziario che ha travolto non solo quell’esperienza avventurosa di Governo, ma anche l’intero Movimento Autonomista, assolutamente impreparato a reggere l’urto. E lo stesso accanimento giudiziario –i procedimenti aperti contro Lombardo non riesce a contarli manco Raffaele!- tradisce la debolezza dell’ impianto accusatorio sulla cui base si sta tenendo il Processo Iblis, il Diavolo in arabo. Insciallah!.

Post Scriptum. 17 AGOSTO.

IL MINISTERO DEGLI INTERNI ASSEGNA LA SCORTA A LUCIA BORSELLINO SU INFORMATIVA ASSAI PRECISA -VIA INTERPOL- SUPPONIAMO DEI SERVIZI SEGRETI …TEDESCHI!. LA PROCURA DI PALERMO HA APERTO UNA INDAGINE PER VERIFICARE “LA FONTE TEDESCA”!. ALTRE SCARTOFFIE?.
AD OGNI MODO CREDIAMO CHE I SERVIZI TEDESCHI, COL PASSO FELPATO DEL QUARTO REICH, SIANO OPERATIVI IN SICILY SOPRATUTTO CON MISSION ECONOMICA: ENERGIE RINNOVABILI -EOLICO E BIOMASSE- E MINIERE DI SALGEMMA…SENZA SALE SICILIANO DOVREBBERO CHIUDERE LE AUTOSTRADE PER 3 MESI ALL’ANNO!.
I LORO ANALISTI ESCONO DA SCUOLE FORGIATE NEGLI ANNI DELLA GUERRA FREDDA, SIA A OVEST CHE A EST (STASI), E LI RITENIAMO TRA I MIGLIORI AL MONDO. SORVOLIAMO SUI SERVIZI ITALIANI E SULLE LORO MASCHERE E CONTROFIGURE. STAMU AVVULANNU!.
LUCIA HA TROVATO IL SUO “GIUDICE A BERLINO”. STAMATTINA HA DETTO CHE LASCERA’ LA SICILIA…IN VERITA’ ALTRI SE NE DOVREBBERO ANDARE. CI DISPIACE.

CATANIA, 17 AGOSTO 2015. (TERRA E LIBERAZIONE)

Ramacca (Catania) – Sabato 8 agosto un gruppo di militari di stanza presso la Base atomica aeronavale di Sigonella, nell’ambito del progetto Community Relations, accolti in pompa magna, hanno ripitturato alcune pareti di un locale Istituto scolastico. Per l’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Zappalà (PD): <<E’ un gesto di forte valore simbolico. La speranza è che le giovani generazioni godendo del lavoro odierno possano apprezzare non solo valori quali l’amicizia e la fratellanza fra i popoli ma anche il rispetto e la cura per il bene comune>>. Bum!. Pio La Torre si sta rivoltando nella tomba, caro Franco Zappala. Ramacca fu ed è in prima fila nelle mobilitazioni per la smilitarizzazione della Sicilia e contro la politiguerra americana (e nonsolo). Ramacca, nel 1943, venne bombardata inutilmente da questi “liberatori” dell’Umanità e la loro presenza è frutto di prepotenza, ma anche di sudditanza.
Vabbè che il PD, nel quale al momento sopravvivi, è il partito più colonialista e militarista d’Europa, ma mi voglio rifiutare di credere che tu possa condividere opinioni –leggittime, per carità- ma assai lontane dalla Verità autentica e dal vero Buonsenso. Altro che “moderati”!.
Avere rapporti umani con chiunque, ospitare civilmente chi ci viene a trovare in pace, è nelle migliori tradizioni delle nostre comunità locali. Ma questa non è “amicizia”, questa è propaganda spudorata, in stile Riserve sicilindiane, a favore della più spaventosa e criminale Macchina da Guerra che l’Umanità abbia mai conosciuto. Per giunta si scomodano pure Gesù e i Santi degli Ultimi Giorni, essendo di religione mormone i militari “pitturatori”. Se tutto questo vi pare normale, fatevi curare. Per la cronaca: l’8 Agosto ricorreva il 70° anniversario della inutile e terroristica bomba atomica americana su Hiroshima!. Ma nel Ramakkistan la notizia non è arrivata. Mentre a Niscemi centinaia di giovani Siciliani facevano il loro Dovere contro il MUOS -nodo strategico della Tecnoguerra del Secolo XXI- in nome dell’Amicizia tra i Popoli. Quella vera.

@Catania, Agosto 2015.

Mario Di Mauro-www.terraeliberazione.wordpress.com

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Al Pilone della A19 travolto da una frana in marcia da decenni che ha spezzato l’Isola in due …arrivano in devoto pellegrinaggio ministri da Roma, nobili decaduti in cerca di rilancio e rampanti riparatori di regie trazzere in versione spot elettorale. Il Pilone della A19 è dell’ANAS, feudo del dimissionario Ciucci, quello che doveva costruire il “Ponte” a campata unica agganciato ai Piloni più grandi del Mondo!. Arrizzinu i carni, ci è andata bene!.

In verità, nel 2005, era stata anche decisa la fine dell’ANAS e del sistema stradale pubblico e gratuito, manutenzionato dallo Stato e realizzato in un secolo di duro lavoro e pesanti tasse. La parte più remunerativa del sistema stradale sarebbe stata via via ceduta ai grandi gruppi del parassitismo finanziario tosco-padano, mentre il resto poteva anche andarsene in malora. E le antiche Due Sicilie, com’è noto, fanno parte del resto e della malora. Poi ci ripensarono: perché privarsi dell’ANAS di Ciucci, quando si poteva fare tutto lo stesso guadagnandoci il doppio?.

Per certificare l’emergenza hanno impiegato, dal 10 aprile, ben 38 giorni: quanto l’Operazione Husky del 1943!. Non si sa mai, a voti assa-avìri n’erezioni spontanea cà  s’addhizza sulu, u Piluni!. Per ricostruirlo annunciano 18 mesi di duro lavoro…lo stesso tempo che in Cina si impiega per costruire 1000km di autostrade a otto corsie e ferrovie ad alta velocità!. Mentre ci rapinano ben oltre un Miliardo all’anno in tassa di circolazione e accise sulla benzina, stanno cercando nelle pieghe del Bilancio una manciata di milioni per “restituire ai siciliani” la trazzera autostradale Catania-Palermo!. Miracolo a Caltavuturo!.

Il nostro Miliardo motorizzato finisce nel Grande Tubo dei flussi invisibili di ricchezza, appresso al gasdotto libico e a quello algerino, e, a breve, al grande elettrodotto, decine di Piloni che convergono verso il Grande Ponte elettrico sul Canale di Messina, che si porterà al Nord le tanto strombazzate “energie rinnovabili” saccheggiate in Sicily dai Ladri di Vento&C.

Il Miliardo Rinnovabile: infatti è garantito dagli incentivi+certificati verdi, ben oltre il valore dell’energia ceduta a Terna a prezzo…corrente: per 20 anni. Il costo è sulla bolletta più alta d’Europa: quella pagata regolarmente da tutte le famiglie e imprese siciliane. Miracolo eolico!

Tutto si tiene. In un sistema fragile un Pilone sfranato produce immediatamente i suoi effetti collaterali. Un caos generale, specie nel trasporto merci, con inevitabile aggravio dei costi di distribuzione e conseguente aumento dei prezzi al consumo dei beni di prima necessità: ci voleva anche questa!. Il danno monetizzato, secondo stime ragionevoli, è di 55 milioni al mese: se il cronoprogramma sarà rispettato siamo al Miliardo sfranato.

Intanto, come d’incanto, i treni tristi e solitari che slumacavano sulla vecchia ferrovia da Far West attraversando la Riserva sicilindiana in 5-6 ore ne impiegano improvvisamente la metà: il patto scellerato tra la Lobby degli Autobus e il niEnte inutile (Regione siciliana), che ha retto mezzo secolo -nel disinteresse del concessionario monopolista statale FFSS troppo impegnato a tagliare i suoi “rami secchi” e a dismettere officine meccaniche e rottamare vecchi vagoni amianto compreso- è finito macari iddhu travolto dalla frana. Ci pensa la Natura!. Miracolo a Canicattì!

I binari sono gli stessi, i treni anni40 sono stati sostituiti con vettori Minuetto anni60, altre diligenze, quando in Giappone avevano già lo Shinkanzen a 400 kmh!. E si annunciano investimenti miliardari per l’Alta Capacità Ferroviaria, cioè per i treni già rottamati dal Mondo sviluppato, che al povero Terrone verranno presentati come MagLev, missili ferroviari a levitazione magnetica, tanto non ne ha mai visto uno!.

Sarà comunque una truffa ferroviaria colossale: una specialità del capitalismo tosco-padano fin dal 1860. Magari non vedremo il remake del Miliardo del Ponte – un progetto di per sé antistorico e demenziale- speso in scartoffie e consulenze per…non farlo. Lo avevamo previsto e detto alle mobilitazioni “NO PONTE!” che abbiamo contribuito ad organizzare. E’ geniale: se puoi guadagnare un Miliardo senza fare niente, perché dovresti lavorare e rischiare 10 anni per guadagnare lo stesso Miliardo?. E’ il capitalismo terminale, bellezza!. In Cina li avrebbero fucilati.

Intanto i “Miliardi per il Sud” si stanno moltiplicando come i pani e i pesci…50,80,100: è a chi la spara più grossa. Il Ministro DELiRIO, plenipotenziario per le colonie, annuncia al Mondo il “Piano Marshall per il Mezzogiorno”: Miracolo a Eboli!.

Nell’ordinario contratto di programma tra il Ministero dell’Economia e l’ANAS, col via libera del CIPE, si trovano anche i 30 milioncini per la bretella d’emergenza e il ripristino del viadotto… Miracolo a Roma!

Su un budget di oltre un Miliardo!. Il 62% al Centronord, per manutenere le autostrade a 8 corsie, il resto ai Terroni per rattoppare le trazzere. Facevano i difficili, ma lo sapevano da mesi, anche all’ANAS. Hanno solo perso tempo: è l’8 agosto. Quattro mesi di Miracoli per…la solita perlina di vetro ai selvaggi della Riserva Sicilindiana. E manco se queste strade e trazzere fossero di qualcun altro: sono dell’ANAS!.

Il Gran Consiglio del PD ha intanto riscoperto il “Mezzogiorno” (la patria dei mezzogiornali?).

Come i pani e i pesci -al Nazareno!- i Piani quinquennali si moltiplicano, i Miliardi anche: il “Piano Marshall” è servito!. La logica è neocoloniale. Anche a voler credere a questo “branco di perfetti e inutili buffoni”, quale impresa duosiciliana potrà proporsi come General Contractor?.

Profitti tosco-padani assicurati. In deroga all’Obbligo di indire gare d’appalto europee e in culo alla Litanìa “l’Europa-ce-lo-chiede”: il primo vale per fottersi i piccoli consorzi d’imprese meridionali, il secondo vale per i “sacrifici patriottici”, non per i profitti toscopadani!. E poi, i poveri Terroni ce lo chiedono, non possiamo abbandonarli ai loro vizi atavici e difetti genetici!. Renzi dixit.

E’ l’ennesimo cambiamento di quinte in una invariante scena tragica. Un film visto e rivisto mille volte. “Il governo promette da anni lavori portuali e ferrovie, con leggi scritte e famosi telegrammi di presidenti del Consiglio, mentre le autorità locali si limitano ad accogliere le commissioni degli affamati e promettere loro interessamento e lavoro”. Lo scrivevano i Socialisti Siciliani nel Memorandum del giugno 1896, inviato al Commissario Civile per la Sicilia Sen. Codronchi, appena insediato da Roma dopo la feroce repressione dei Fasci dei Lavoratori, il movimento per i diritti civili che aveva scosso l’Isola per un decennio. Anche a Caltavuturo, i Regii soldati italiani, fecero una strage di Siciliani vestiti a festa…

Torniamo al “Piano Marshall” del Circo PD. Siamo alla replica della Legge Obiettivo del 2001, che centralizzava le Grandi Opere massomafiose tosco-padane. Nei 378 interventi realizzati nel quadro della Legge Obiettivo sono state prodotte ben 800 varianti in corso d’opera (45 nella sola linea metrò C di Roma!), con relativa lievitazione dei costi, i cui standard sono già, a prescindere, i più alti del Mondo: fino al raddoppio totale!. Erano 150 Miliardi, ne sono stati spesi 44,8. Solo il 16% dei cantieri sono stati completati…per un valore calcolato in circa 3 miliardi e 400 milioni. Nulla. Ne mancano 41 senza bis?. Da 150 a 44,8 a… 3,4. I dati li abbiamo ripresi da un recente Report del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Un disastro immane, roba da Corte Marziale!. Meglio la Korea del Nord!.

La vituperata “Cassa per il Mezzogiorno”, nella sua parabola quarantennale, tra il 1950 e il 1989, malgrado la sua progressiva burocratizzazione “realsocialista” in salsa democristiana, realizzò decine di opere utili: strade, ponti, dighe, bonifiche…con una spesa-media annua pari solo allo 0,7% del PIL italiano, mentre i vari Ministri mezzogiornali, tagliatori di nastri tricolori, spacciavano per “straordinario” un modesto piano di modernizzazione post-guerra. Almeno metà dei profitti sono stati incamerati da imprese del Nord. Ma, comunque, al confronto del futuro “Piano Marshall” di DELiRIO&Nazareni vari, preferiamo cento volte una nuova Cas.Mez., riveduta e corretta, aperta ai Fondi di Investimento internazionali e all’Azionariato diffuso.

I moltiplicatori estivi di pani e pesci sono solo il Comitato d’Affari di un capitalismo italiano fallito che appare peggio del Cartello di Medellin. All’appello si presenteranno i soliti noti: Impregilo, Condotte, Gavio, F2I-Gamberale, CMC, CMB, Pizzarotti, Maltauro, Saipem, Falk…e l’ultima cassaforte rimasta, la Cassa Depositi e Prestiti, liquidato Bassanini, diventerà il bankomat delle benefiche  Fondazioni toscopadane. Altro che “Mafia S.p.A.”!. Dei pani e dei pesci non lasceranno neanche le muddhiche e le resche!.

Qualcuno sospetta che la “Questione Meridionale” –annualmente sollevata dal Rapporto SVIMEZ- sia stata amplificata per mancanza di altri temi. Purtroppo non è così. Quando la “Questione”, inventata con la distruzione truffaldina delle Due Sicilie nella Guerra coloniale anglo-piemontese, viene riesumata in forma spettacolare, vuol dire solo una cosa: le massomafie tosco-padane sono in crisi d’astinenza. Per quanto il meccanismo sia stato relativizzato dal processo di “unificazione europea” (comunque non-irreversibile), delle colonie sudicie non ne possono ancora fare a meno. E’ l’unica retrovia neocoloniale sicura del traballante sistema-toscopadano, motore della nascitura Macroregione Alpina, ma paradossalmente semidipendente dalla Terronia, suo mercato neocoloniale protetto. Cosa possono “vendere” ai Bavaresi?. Rotative per la Sud Deutsche Zeitung? Treni MagLev alla Deutsche Bahn? Pillole scadute alla Bayer?. Balotelli al Bayern?. Salvini all’ Alternative fur Deutscheland? Landini all’IGMetal?. Lapo Elkan alla Mercedes? Tronchettini e Colaninnini alla Siemens? Già si stanno toccando le palle!. E come farà l’ingrato Sud senza il benevolo Nord?. “Ma la Sicilia è ancora Italia, o è già terzomondo?” si chiede Tony Zermo sul quotidiano “La Sicilia” (1/8/2015). Ho provato vanamente a spiegargli –da trentanni- che la Sicilia è terzomondo proprio perché è in Italia. Lì per lì lo capisce, è intelligente: poi però su scodda. Non è il solo.

Questa storia comincia con l’annessione truffaldina del 1860. Il passato che non passa. E noi non facciamo propaganda, come i criminali di guerra che hanno distrutto la Jamahirya libica: noi siamo scienziati-operai della Scuola del Realismo dialettico, non bocconiani qualsiasi!.

Provate a immaginare una società concessionaria per la costruzione delle ferrovie siciliane e calabresi. Una società formata da ministri e banchieri padani. Una società addirittura mai effettivamente costituita e il cui capitale non sia stato mai effettivamente versato. Immaginate anche che lo Stato riempia le casse di questa Società di danari pubblici il 27 settembre e che la suddetta Società, un mese dopo, rivenda la concessione di costruzione relativa a 1280 kilometri di ferrovia siculo-calabra a un’altra Società, distribuendo il doppio ricavo attraverso colossali dividendi ai soci… E così via. Perchè il gioco continuò a lungo. E, in fondo, continua ancora oggi, con le varie Impregilo e compagnia bella. La Società fantasma si chiamava “Vittorio Emanuele”, il tutto accadeva a partire dal 9 luglio 1863, fin quando subentrò la “Charles, Vitali § Picard”.

Il Pilone della A19 è già un Totem al centro della Riserva sicilindiana. L’ennesimo bidone vuoto intorno al quale inscenare l’ultima stracciona Danza della Pioggia Acida, nel Paese dei balocchi, l’Italia, in cui le Grandi Opere, utili o inutili che siano: trafori, varianti di valico, pedemontane miliardarie, Tav senza senso come la Torino-Lione o folli autostrade come la Bre.Be.Mi. per l’Ex-Po…vengono da decenni cantierate  all’80% in Tosco-Padania con un costo standard –e questo pare non saperlo nessuno!- di almeno 4 volte più alto della media euroasiatica: vuol dire che un kilometro di ferrovia in Italia costa almeno 4 volte in più…Altri flussi invisibili di ricchezza ingoiati dal parassitismo tosco-padano e dalle sue Massomafie. E poi tutti a stracciarsi le vesti sul “Sud peggio della Grecia”.

A prescindere, lo Spettacolo neocoloniale declassa ferrovie, strade, porti e aeroporti siciliani – deprimendo i flussi turistici e lucrando storicamente sulle tasche dei nostri emigranti in rientro feriale e perfino dei nostri malati in viaggio della speranza: tutti costretti a partire e rientrare su autostrade e treni scassati, navi e aerei costosissimi, per non dire della totale assenza di una politica turistica che guardi seriamente al mercato globale: “ma cosa volete fare in Sicilia?” disse Hillary Clinton, Segretario di Stato in visita ufficiale a Pekino, qualche anno fa, prima del golpe mediatico-giudiziario che travolse il nostro avventuroso presidente autonomista Raffaele Lombardo.

Ovviamente –con saggezza- gli investimenti cinesi in porti, aeroporti, ferrovie ecc., vennero dirottati sui Balcani e a Milano (Pirelli inclusa). Qui c’è Sigonella, il Muos di Niscemi…peggio di Portorico!. Colonia geo-militare con controllo strategico anche sul modello economico: la Riserva Sicilindiana non deve crescere!. E se ci prova c’è pur sempre la “Mafia”, come minaccia, come alibi, come vittima perfino: se il Monte Paschi delle Massotruffe miliardarie e il Palio della corruzione spudorata si fossero trovati in Sicilia avrebbero arrestato anche i cavalli e inventato le stalle speciali per il 41bis!. Miracolo all’Asinara!.

@Catania, Agosto 2015. Istituto “Terra e LiberAzione” – (M.D.M.)

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Tra i pochi luoghi individuati, alcuni forse solo come diversivo, spuntano Resuttano (CL) e, in pole position, un giacimento vergine nei pressi di Enna (Monte di Nissoria), in quello che consideriamo il “Grande Distretto Minerario di Pasquasìa”, la cui storia secolare è una metafora perfetta del modello neocoloniale imposto alla nostra Isola.

Nel 1986 ci fu il primo allarme sulla presenza  di scorie radioattive e altri rifiuti tossici nella miniera di salgemma>kainite di Pasquasìa (Enna), una delle più grandi ed efficienti del Mondo. “Terra e LiberAzione” partecipò attivamente alle proteste che ne seguirono, e non solo su “posizioni ambientaliste” (sulle quali eravamo tutti d’accordo), ma sulla linea anticolonialista-indipendentista. Eravamo un centinaio in tutto.

La localizzazione del Deposito nucleare “nazionale” era stata realizzata dall’ENEA, l’Ente Nazionale per l’Energia Atomica. MgSO4-KCI-3H2O, la kainite, che serve più dell’oro: se ne ricava il solfato di potassio, componente fondamentale nella produzione di fertilizzanti.

Un impianto modernissimo, a ciclo continuo, con pale frontali e perforatrici potentissime, carri spatola e dumpers, disgaggiatori meccanici e piattaforme aeree, nastrolinee con bilance dosimetriche: un gioiello di tecnologia. Pasquasìa, a pieno regime, avrebbe un potenziale produttivo di almeno 30 anni, sessanta milioni di tonnellate!. Nel nostro modello econometrico si traducono in vettore di Sovranità agro-alimentare del sistema-Sicilia con durata stimata di 1000 anni!. Ma questa proiezione la può formulare solo chi ha assimilato i fondamentali della Scuola del Realismo dialettico. Non un bocconiano qualsiasi.

La Miniera è stata chiusa dalla sera al mattino, nel 1992, con una operazione perfetta, dallo Spettacolo neocoloniale. Cinquecento tecnici ed operai specializzati vengono ingoiati dalla Palude del parassitismo burocratico e clientelare, un General Intellect strategico scaricato dall’Entità e bruciato dal niEnte inutile “Regione siciliana”. Il complesso produttivo –peraltro di magnifica architettura industriale- va ben presto in malora. Oggi è allagato da liquami all’amianto e serve una barca di quattrini per bonificarlo…

Per la cronaca: è probabile che ci sia un appunto sulla “Questione Pasquasia” nell’Agenda Rossa di Paolo Borsellino, in una pagina di Giugno, un mese prima della Strage di via D’Amelio. La miniera viene chiusa definitivamente il 27 Luglio 1992. Il sospetto è l’anticamera della Verità.

Il mercato mondiale del solfato di potassio è, da allora, un oligopolio franco-tedesco (la KernEuropa!), delle economie agro-industriali sviluppate solo il Canada pare non esserne ricattabile, oltre ad Israele, ma lo estrae dalle acque del Mar Morto. Quanto vale questo “mercato”?. Anche solo a voler monetizzare c’è da restare traumatizzati: secondo Thomas Chaize  – storico della tecnologia, franco-canadese, pubblica le sue analisi sul sito http://www.dani2989.com.-: “Il mercato mondiale dei sali potassici è in mano a un club di poche multinazionali. Il biglietto d’ingresso per entrare nel club può costare anche 3 miliardi di dollari…”.

Dal 1986 continuammo a seguire “Pasquasìa” nell’ambito della Questione del Sottosuolo siciliano. Fino a stasera (4 agosto 2015). E, come nel gioco dell’oca, si ritorna alla casella di partenza. Prendere nota: SOGIN (Società di Gestione Impianti Nucleari), su mandato della Commissione Europea (Nucleare), ha realizzato l’ennesimo studio sulla localizzazione del Deposito per le scorie radioattive. Tra i pochi luoghi individuati, alcuni forse solo come diversivo, spuntano Resuttano (Cl) e Salinelle (En) e, in pole position, Pasquasìa, la cui storia mineraria… è una metafora perfetta del modello neocoloniale imposto alla nostra Isola. Sarebbe la conclusione logica di una tragicommedia lunga un secolo esatto. Ci sono già circa 100mila metri cubi di scorie stoccate e da “depositare definitivamente”, per non dire che Enel dal Nucleare “europeo” non è mai uscita e l’intera Padania è alimentata col contributo decisivo delle centrali atomiche francesi…Ci rifilerebbero, con la monnezza nucleare della Sanità lombarda e delle defunte Centrali italiane, anche quella di Parigi?. “Ce lo chiede l’Europa!”. “Siete i soliti terroni parassiti e piagnucolosi!”. E c’è anche il Segreto di Stato (G.U. 16 aprile 2008 n.90)!. Quanto a certi Comuni della Riserva Sicilindiana se li possono comprare con un pugno di perline. Al resto ci pensa la Saatchi & Saatchi: Spettacolo neocoloniale a reti unificate. Amen?.

vero***

“La rapina del petrolio siciliano. La Sicilia finanzia il Nord –Il caso della Piattaforma VEGA”. Era il titolo di apertura di “Terra e LiberAzione” – Autunno 1987, stampato a Roma, da dove, giovanissimi, tentavamo di rompere il nostro isolamento politico.

E’ di stamattina (6 Agosto 2015) la notizia di un inedito accertamento fiscale della Guardia di Finanza di Ragusa…Il complesso della Piattaforma estrattiva Vega (Edison 60%-ENI 40%) non risulta neanche registrato al catasto!. E’ abusivo!. Ecco perché i proprietari non possono pagare neanche l’ICI-IMU al Comune di Scicli!. E’ bastato un rilevamento mappale-GPS che può fare anche un bravo geometra…Finirà a causa, e l’ENI cause non ne perde. Piuttosto siano prudenti i finanzieri, la Bestia, il Cane a sei zampe, vede tutto, ed è pericolosa: forse non la conoscete abbastanza. Né si può dire che Edison in Sicilia sia la sorella minorata del Cane: il Golpe elettrico del gennaio 2010 si dovrebbe studiare nelle Scuole di Intelligence. Non solo paghiamo, tutti i Siciliani, la bolletta elettrica più alta d’Europa, ma sarebbe perfino colpa nostra!.

“Dal 1954 al 1993, un quarantennio, sono stati estratti in Sicilia 450 milioni di barili di petrolio e 15 miliardi di metri cubi di gas. Ci riferiamo solo al petrolio estratto e lavorato in Sicilia, e regolarmente registrato” (Terra e LiberAzione, Inverno 1994).  Non è calcolabile il contrabbando d’alto bordo, attraverso la corruzione o le manomissioni dei contatori dei gasdotti…di cui ci parlarono nostri amici libici nel 2004. Non stiamo parlando in generale della trasformazione in benzine o plastiche -che comprende, in larga misura, materia prima acquistata sul mercato mondiale e sulla quale, neutralizzato lo Statuto “speciale” –che esclude le “imposte di produzione” (art.36) ma non la possibilità impositiva regionale sulle imprese operanti nell’Isola ma con sede centrale situata altrove (art.37)- ci si potrebbe scrivere una Tragedia greca.

Le multinazionali colonialiste, specie italiane, hanno comunque evaso in 40+20 anni l’equivalente di almeno 100 MILIARDI DI EURO attuali: tasse ordinarie, normali, perfino l’ICI-IMU off shore in acque territoriali siciliane (fino a 12 miglia marine). Fiscalità -peraltro sostenibilissima visti i profitti miliardari- dovuta al Popolo siciliano, più che a questa Regione di ascari e corrotti!. Tasse invece versate perfino alla Regione Lombardia, nella migliore delle ipotesi, o eluse del tutto in paradisi fiscali e fondi neri per tangenti colossali: l’ENI, con Finmeccanica, è il cuore di tenebra dell’imperialismo straccione italiano. Gode di impunità assoluta. Altro che “Casta”!.

Lapo Pistelli, uomo dell’ENI nel PD di cui ha diretto la politica estera per anni, si è di recente dimesso dalla “Casta” per entrare direttamente in ENI con una carica di vertice con delega ai rapporti con le ONG! I commenti del giornalistume: “Pistelli lascia la Politica!”. Poveri fessi: Pistelli l’Africano comincia ora a Fare Politica, prima faceva onestamente il “lobbista farnesiniano”: la Realtà è esattamente al contrario da come lo Spettacolo la narra attraverso i suoi gazzettieri. Ora, dopo decenni di Pet Coke “rinnovabile”, ci venderanno anche la balla spaziale del biocarburante ecosostenibile in versione gelese (tagliando foreste in Mozambico?) e, a colpi di “Sblocca Italia”, ci trivellano tutto il nostro Mare antico, sul quale l’Isola non può rivendicare alcunchè, neanche lo straccio bruciato del vecchio Statuto: l’Isola senza Mare!. Al momento le basti sapere, caro Pistelli , che l’unico indotto che questo vostro Deserto petrolchimico neocoloniale produce in Sicilia sono le cliniche oncologiche: a Parigi, Padova, Milano…A parte che il petrolio e il gas appartengono ai Siciliani; a parte che tecnicamente hanno anche molte alternative, magari integrative nella Transizione: con le migliori isoradiative d’Europa la Sicilia accederebbe alla Sovranità energetica in 24 mesi. Invece, come previsto, ci rubano anche le tanto strombazzate “energie rinnovabili”: il Sole, il Vento e perfino la Monnezza. Un Miliardo all’anno, “rinnovabile” per 20 anni. Senza Sovranità, noi Siciliani, siamo niente. Ce la prendiamo con Pistelli?. Senza una titanica Lotta per l’Indipendenza il Popolo siciliano è morto.

@ 6 Agosto 2015. Mario Di Mauro-Fondatore di “Terra e LiberAzione”

www.terraeliberazione.wordpress.com

Non serve nessun Referendum

Lo Statuto siciliano del 1946 è già stato “abrogato”

Non serve nessun Referendum, come qualcuno ha proposto per “provocazione culturale” (addirittura!). Lo Statuto siciliano del 1946 è già stato “abrogato” nel 1957, con la “sospensione” dell’Alta Corte (in realtà di quasi tutto il Titolo Terzo art.24-25-26…un golpe bianco in piena regola!). Quell’Alta Corte che, de facto ancor più che de jure, lo avrebbe potuto e forse anche dovuto far applicare integralmente e correttamente. Dobbiamo discutere del Nulla?. Di improbabili referendum per l’abrogazione del già defunto Statuto “speciale” in nome di una ritrovata “normalità”?. E sia.

Come Garibaldi nel 1860, che promise la terra ai contadini (ppi vurricalli!), anche nel 1946 “…ci fecero molte promesse, più di quante ne ricordi, ma ne mantennero una sola: promisero di prendere la nostra terra. E se la presero.” (Nuvola Rossa).

A voler raschiare il fondo della giara ci sarebbe ancora una parte spendibile, che è la parte economica, l’allora ottimo Titolo Quinto…dico spendibile perché, specie grazie al grande avvocato del Popolo siciliano, Giovanni Guarino Amella, ci sono, tra l’altro, anche gli artt. 40 e 41(senza bis) dello Statuto che tra le altre cose ci permetterebbero di legittimare perfino una moneta sociale complementare: potrei scriverci un romanzo sull’asineria di chi, in quasi 70 anni di “riparazionismi” in salsa parassitaria, di “sacchi” urbanistici, di truffe agrarie e di riciclaggio privato di spesa pubblica, avrebbe potuto impegnarsi almeno su questo tema, che fece inorridire a suo tempo Luigi Einaudi, e non mi riferisco solo a politici e politicanti vari.

Ma è fiato sprecato. La nostra Sicilia non ha una classe dirigente, né politica, né economica, né culturale…Quanto al “ceto politico” non può che essere espressione della Palude sociale che lo riproduce come proiezione delle sue miserie materiali e morali. 

L’”Autonomia vigilata” divenne ben presto la foglia di fico di un compromesso moderato semplice ed efficace: mano libera al notabilato politicante e affaristico, ascaro di “Roma”, nel riciclaggio clientelare e parassitario della spesa pubblica, in cambio di voti e controllo sociale, modello “riserve indiane”: al resto ci pensava l’emigrazione di massa, una vera e propria selezione genetica al contrario, una “secessione dei migliori”. Un etnocidio sofisticato completato dalla “società dello spettacolo”. Il sicilianoide medio di oggi è del tutto un colonizzato irrecuperabile, è il tipo sociale selezionato nel ciclo storico dell’ “Autonomia vigilata”.

L’abrogazione formale del vecchio Statuto –Carta di valore costituzionale “concessa” in fretta e furia per spegnere la Rivolta indipendentista- finalizzata alla trasformazione di questa Regione da “speciale” a “ordinaria”, non cambierà di una virgola la Realtà siciliana, che è neocoloniale a prescindere. Qualcuno, con calcolo bottegaio, vuole solo ruffianarsi il neocentralismo romano di marca PD, che da un lato espropria i suoi stessi Enti territoriali, dall’altro cede sovranità all’Altare del Quarto Reich.

Sia chiaro: le inadempienze gravi nell’attuazione dello Statuto siciliano si configurano come un crimine storico attuato con metodo da “Roma” con la complicità di un esercito di ascari che ai partiti centralisti deve le sue miserabili fortune. E questo al di là dell’inadeguatezza strutturale della nostra Regione, che è una specie rara di ircocervo, per metà Stato e per metà… Provincia. In realtà fu concepita per non funzionare. Poi, in tanti ci hanno messo del loro…

Il ciclo storico della falsa Autonomia, alibi della dominazione neocoloniale sulla nostra Isola, è chiuso: plasticamente, per dirne una, non serve più neanche il Commissario dello Stato, antieroe della commedia autonomistica, infatti, da pochi mesi, è stato sostanzialmente eliminato con sentenza della Corte costituzionale–Era una figura pensata dai padri costituenti solo per bilanciare i poteri dell’Alta Corte, vera garanzia costituzionale dello Statuto, già “sospesa” alla fine degli anni Cinquanta e mai più ripristinata. Simul stabunt, simul cadent: ma ci sono voluti oltre 50 anni, ma tant’è, nelle colonie il Tempo non esiste, il colonizzato ritrova un senso solo nel Mito, annotava Albert Memmi nel suo Portrait du colonisé (un capolavoro, credo mai pubblicato in italiano, malgrado la prefazione di Sartre!).

Nel Deserto sociale che avanza, dobbiamo come prima cosa riconoscere che un ciclo storico si è chiuso. E’ il ciclo storico che, nello specifico statale della relazione “centro-periferia” e delle sue forme e dosaggi,  possiamo definire dell’ “autonomia vigilata”, legittimato da uno Statuto che, tantopiù dal 1992 (Maastricht, le stragi politiche di Capaci e via D’Amelio in Palermo, l’Operazione Britannia) vale meno di certi Trattati di Pace tra il Governo di Washington e le Nazioni indiane; una “Autonomia vigilata” e subordinata a “Roma”, perché il colonizzato è un mezzo ritardato incapace di camminare da solo nella Vita; uno Statuto, di natura formalmente “pattizia”, che venne comunque del tutto sterilizzato, già negli anni Cinquanta, malgrado o forse proprio perchè fu veramente conquista de facto di indipendentisti come il professore Antonio Canepa, fondatore dell’EVIS, che ci rimise la vita, e di molti altri Siciliani coraggiosi.

Il ciclo fallimentare della vecchia “Autonomia vigilata” –ne salvo solo la prima legislatura- si chiude del tutto con la sconfitta del recente, contraddittorio, tentativo autonomista animato da Raffaele Lombardo. Travolto, va detto, da un golpe mediatico-giudiziario che necessitava una risposta strategica e popolare, non solo una legittima difesa personale. E’ il limite di un certo “bonapartismo”: tutto comincia e finisce col leader e si risolve nel suo cupio dissolvi. E’ una lezione per l’Avvenire e purtroppo anche un avvertimento sistemico: lo scenario è assai più grande delle sedute spiritiche su cui è costruito il processo “Iblis” (il nome arabo del Diavolo!). Per esempio, non lo si dice, ma Hillary Clinton in persona, a Pechino, manifestò insofferenza per l’apertura del dialogo diretto Sicilia-Cina!. E di certo nervosismo per la resistenza dilatoria sul Muos da parte dell’allora Presidente Lombardo, al quale ho spiegato personalmente di cosa si trattava, gli sembravano le solite quattro antenne dei telefoni…Sia chiaro: contro il Muos in sé la Regione non ha potere alcuno, decidono a Roma e Washington: e tutti i vari governi, da destra a sinistra, lo hanno approvato. Ma alcune, importanti, autorizzazioni amministrative, grazie al fantasma dello Statuto di Autonomia (basta il fantasma!) restano pur sempre di competenza regionale e perfino comunale!. Quella di Lombardo, ormai travolto dal golpe mediatico-giudiziario, fu una firma sbagliata, sebbene apposta ponendo condizioni –che hanno aperto un varco ai successivi ricorsi- e con una “pistola” puntata alla tempia. Abbiamo vinto, grazie a Lombardo, battaglie importanti, in primis contro i megainceneritori e le loro nuvole di diossine e polveri sottili letali. Ma abbiamo perso una guerra, come al solito. Punto.

Il Popolo siciliano non conterà nulla fin quando non si mobiliterà per la sua Autodeterminazione fino all’Indipendenza. Per la sua Sovranità: sul suolo, sul sottosuolo, sullo spazio aereo e sulle acque territoriali dell’intero Arcipelago dei Siciliani. Per essere liberamente del Mondo e non più colonizzati e fuori dal Mondo. 

Ma nel Deserto sociale che avanza, dobbiamo come prima cosa assimilare che un ciclo storico si è chiuso. E’ il ciclo storico dell’“Autonomia vigilata”. Un giro a vuoto lungo settantanni. Ma la Storia continua e il Secolo XXI presenterà le sue occasioni. Si tratta solo di farsi trovare pronti.

Mario Di Mauro  http://www.terraeliberazione.wordpress.com

Analisi/ LA REGIONE FALLITA E LA FORTEZZA BASTIANI
Un ciclo storico si è definitivamente concluso. Il ciclo storico dell’Autonomia “specialmente vigilata”, dello Statuto “concesso” da Roma per placare l’Onda indipendentista: con Regio Decreto Legislativo n° 455 del 15 Maggio 1946, poi integrato nella Costituzione repubblicana. Finisce una farsa neocoloniale, un alibi della dominazione italiana e anglo-americana sulla nostra Terra. Sebbene lo zombie trascini ancora i piedi. Lo Statuto non ha mai avuto norme integrali di attuazione, specie nella sua ottima parte economica (Titolo V), elaborata dal grande avvocato “socialista sviluppista” Guarino Amella. Quella dello Statuto -a parte la prima Legislatura e qualche altro lampo di Dignità- è la storia di una “Carta” truccata, impugnata ciclicamente come paravento nel poker delle “larghe intese” sviluppiste o come paraculo nelle zicchinette del “rivendicazionismo sicilianista”, ideologia populista di riserva della borghesia compradora, delle carriere e del brokeraggio parassitario, di cui la Mafia S.p.A. è spesso la parte più dinamica (il ché è tutto dire!).
La Carta autonomistica si rivelò ben presto, fin dalla fine degli anni Cinquanta (con la sospensione dell’Alta Corte e l’oggettivo Commissariamento sistematico dell’attività legislativa regionale sia “esclusiva” che “concorrente”) per quello che era fin dalla sua promulgazione: un “Trattato di Pace” del Governo centrale con una Riserva indiana, scritto in lingua biforcuta…Una bella coperta, infettata col vaiolo!. Ma per neutralizzare lo Statuto, pupi e pupari dell’AntiSicilia hanno dovuto faticare settantanni, fino a stamattina… quando il presidente del Parlamento regionale, on.Ardizzone, invoca l’abrogazione del Consiglio di Giustizia Amministrativa, che svolge nell’Isola le funzioni del Consiglio di Stato (art. 23). Proprio ora che s’era arrisbigghjiatu, confermando il carattere illegale
del MUOS di Niscemi…: ma guarda un po’ che coincidenza!. Ovviamente –in cambio dell’ultimo scempio- chiederanno una mancia fiscale per poter continuare a mantenere il loro Circo Barnum di stipendi parassitari e parassitismo stipendiato. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa sarà la Fortezza Bastiani di una guerra immaginaria?.
Lo Statuto è ormai una “Carta” bruciata e sepolta dal lungo e imponente effetto domino provocato dal crollo del Muro di Berlino (1989) e dal Trattato di Maastricht, ma anche dalle Stragi politiche “palermitane” e dall’Operazione Britannia (1992). I tentativi di Difesa, dall’alto e dal basso, sono falliti. Per motivi diversi, tutti. Gli spazi vuoti vengono ormai riempiti dalla logica neocentralista del commissariamento permanente e dell’Antimafia professionista: ma falliranno presto. Ci lasceranno in eredità, in un mare di guai, la sintesi perfetta del tipo sociale selezionato dal “ciclo storico”, gli zombies che si aggirano sfaticati per i corridoi sterili del più demenziale niEnte inutile del Pianeta: la Regione siciliana, un putrido relitto del Novecento.
Trent’anni fa, nelle Tesi di Fondazione di “Terra e LiberAzione”, scrivevamo: “La Questione Siciliana, l’irrisolto e non prescritto problema della Sovranità del Popolo siciliano sulla propria Terra di appartenenza e di Vita, si conferma, in primis, Questione geopolitica determinata dalla oggettiva centralità strategica della nostra Isola-Nazione (…)”. Con questa collocazione geostrategica dobbiamo reimparare a fare i conti, alzando uno sguardo siciliano e internazionalista sulle cose della Vita e del Mondo, tantopiù che il 30% del traffico commerciale del Pianeta passa dal “nostro” Mare, e se l’Orologio del Mondo, come sempre, cammina, è ormai l’Asia a scandirne il Tempo. L’Arcipelago dei Siciliani è al centro di un Mondo in profonda ristrutturazione. Siamo appena agli inizi del Secolo XXI. La Storia cammina, e se una porta si chiude, due se ne aprono. Ma servono le chiavi: Studio scientifico, Azione coerente, Organizzazione di Donne e Uomini Veri, con la schiena diritta. Non se ne vedono molti in giro?. Cerchiamoci meglio.

@9/6/2015. Mario Di Mauro-Fondatore di “Terra e LiberAzione”

NO MUOS!

SICILIA LIBERA, INDIPENDENTE E SMILITARIZZATA!

Con riferimento al ricorso proposto dal Ministero della Difesa per la riforma della sentenza del TAR di Palermo che ha dichiarato il Muos abusivo e illegittimo, il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha respinto la domanda di sospensione degli effetti di tale sentenza.

Durante l’udienza tenutasi il 15 aprile, l’Avvocatura dello Stato aveva insistito sulla richiesta di sospensiva, chiedendo di produrre una mail della US Navy che paventava la necessità di eseguire non meglio specificati lavori di manutenzione software all’impianto MUOS non effettuabili, secondo la nota americana, in remoto.

Il CGA, tra le proprie motivazioni, scrive che “medio tempore -anche a fronte degli ultimi accertamenti tecnici effettuati nel corso del 2014, di integrazione della verificazione disposta nel giudizio di primo grado- il pregiudizio allegato dalla difesa appellante non appare attuale”.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo ha rinviato la discussione del merito all’udienza pubblica dell’8 luglio 2015… Giusto in tempo per non appizzarGli l’Indipendence Day!

Ci pare utile ricordare che il CGA svolge nell’Isola funzioni del Consiglio di Stato e venne istituito in base all’art. 23 dello Statuto della Regione Siciliana, grazie all’impegno di menti finissime e generose come quella del più Grande Avvocato del Popolo Siciliano: Odoacre Giovanni Guarino Amella.

Di seguito si allega -in link- copia dell’ordinanza depositata in segreteria il 17 aprile scorso.

(S.F.)

INFO: http://issuu.com/fabiodalessandro/docs/ordinanzacgamuos/1?e=1